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SE QUESTO E' IL "MITICO" MODELLO DELLA SANITA' TOSCANA.
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Comunicato 
6 dicembre 2004 0:00
 

Pisa, 6 dicembre 2004. Segue il testo di una lettera che Gianfranco Mannini, delegato Aduc per Pisa, ha inviato all'Assessore alla Salute della Regione Toscana e al Direttore Generale della Az. USL n°5 di Pisa.

Egr. Assessore, egr. Direttore,
parte del personale dell'Azienda USL di Pisa, pare considerare i propri utenti alla stregua di sudditi timorosi il cui tempo e la cui salute non ha alcun valore.
Pare mancare del tutto quel rispetto dovuto ai cittadini che, ricordiamo sono i membri del Popolo sovrano, da parte di chi, volontariamente si e' messo a loro servizio e percepisce, per questo, anche uno stipendio.
Gentile Assessore, gentile Direttore, le chiediamo quali provvedimenti intende prendere per impedire che casi del genere si ripetano.

Pisa - ambulatorio di via Zamenhof, ore 8, 30 del giorno 5 ottobre, la prima paziente, sig.ra R.B. e' in attesa della dentista (ha appuntamento per l'orario citato), il tempo passa, arriva la seconda, poi la terza paziente, nell'attesa si scambiano due parole ed emerge che tutti sanno che la dentista arrivera' "puntualmente" in ritardo. Infatti sono circa le nove quando si presenta allo studio (!?). Inoltre, e non e' cosa da poco, per una semplice e provvisoria otturazione il costo finale, tra visita e otturazione, Euro 61,35, cioe' 118.790,16 delle vecchie Lire (!?);

Marina di Pisa - Distretto socio-sanitario (aperto solo, lun. giov. Sab), ore 13, 30 del giorno 30 novembre. Dopo una visita il medico prescrive alla paziente V.W. alcune analisi del sangue e delle urine. Allo sportello, dopo aver pagato il ticket per il prelievo, la invitano a ritornare nei giorni di apertura, nell'orario 7,30 - 8,30 munita di provetta per le urine da acquistare in farmacia. Il giorno 2 dicembre ore 8,00 l'utente si presenta per il prelievo e la provetta, ovviamente piena di urina ma, l'infermiera addetta al ritiro, la prende e la getta via, adducendo che la provetta non e' idonea (!?) . Quindi la invita a ripresentarsi nei giorni di apertura del Distretto, cioe' lunedi', giovedi' o sabato dopo aver acquistato la provetta in farmacia.
Sabato 4 dicembre, verso le ore 11,30, la sig.ra W. V, che e' cittadina straniera, si presenta per consegnare la provetta, ma l'infermiera addetta a consegnare referti, rifiuta di ritirarla perche' e' tardi, e la invita a presentarsi il lunedi' successivo. La sig.ra V.W. avendo gia' perso diverse ore di lavoro, chiede ad una sua amica, la sig. R.B., la cortesia di andare a consegnare la provetta. Lunedi' 6 dicembre ore 8,00 detta sig.ra si presenta e viene costretta a fare la fila con gli utenti che sono presenti per effettuare il prelievo del sangue (!?). Dopo un'ora circa di fila presenta la provetta all'infermiera, ma questa le dice di andare a comprare una nuova provetta alla farmacia di Marina, perche' quella che ha non e' idonea (bei tempi quelli della bottiglietta di succo di frutto - sigh!). Di fronte alle giuste rimostranze della sig.ra R.B. che, come detto, non e' la proprietaria dell'urina, l'infermiera gli fornisce una provetta e la invita ad andare in bagno a travasare l'urina (perche' non gliel' hanno data la prima volta?). Operazione che la sig.ra R.B. e' costretta ad eseguire senza la protezione dei guanti e, alla fine della quale, viene invitata a depositare la provetta in un certo posto perche' le infermiere, che nel frattempo sono diventato due, rifiutano di toccare la provetta (!?)

Pisa - novembre. La Sig.ra R.. F. di anni 90, come raccomandato dal ministro Sirchia, si presenta dal proprio medico per farsi vaccinare contro l'influenza. Prestazione che, data la bell'eta', e' gratuita. Il Medico, pero', le risponde che ha terminato i vaccini. La nuora, sig.ra M. B., si reca alla USL per chiarire il disguido. Qui la informano che il medico in questione deve ritirare, presso di loro, 40 fiale di vaccino. Ritornate dal medico, questi manifesta l'intenzione di non recarsi alla Usl, lasciando intendere alle due esterrefatte sigg.re che le 50 vaccinazioni previste dalla convenzione con la USL stessa, le ha gia' praticate e non intende andare oltre. A questo punto le due vanno in farmacia, acquistano il vaccino, tornano dal medico che, finalmente, pratica l'iniezione(!?)
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