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SICUREZZA STRADALE. IL MINISTRO BIANCHI GUARDI ANCHE LE INEFFICIENZE E LE FURBIZIE DI ANAS E COMUNI
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Comunicato 
17 agosto 2006 0:00
 

Firenze, 17 agosto 2006. A leggere i propositi del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, in fatto di sicurezza stradale ci sovvengono due pensieri. Il primo positivo: e' utile che un il Governo affronti un problema che crea piu' decessi e danni di eroina, Aids e catastrofi naturali messi insieme. Il secondo pensiero e' desolato: tutti gli interventi proposti (abbassamento dei limiti di velocita', scatole nere e limitatori di velocita') puntano il dito sull'automobilista non disciplinato. Quest'impostazione parte da una verita' parziale. Solo il 40% degli incidenti e' riconducibile all'automobilista. Il rimanente 60% e' causato dalla cattiva manutenzione delle strade e da come la rete e' disegnata, realizzata e segnalata (i dati sono tratti da uno studio effettuato da tecnici di 30 universita' per conto della Società italiana di infrastrutture viarie-Siiv).
Insomma, l'impostazione del ministro parte dalla concezione che il cittadino automobilista sia "cattivo" e quindi vada limitato. Lungi da noi il buonismo nei confronti degli amanti delle corse autostradali, ma perche' Bianchi non guarda all'altro 60%? Perche' non cita la giungla di cartelli stradali (stimati in circa 12 milioni), buona parte dei quali sono fuorilegge (il 30%, secondo il Touring club italiano)? Al ministro ricordiamo, inoltre, che gli attuali limiti spesso sono posti in maniera furba da parte di molti comuni che cosi' hanno trovato il modo incrementare in modo esponenziale il numero delle multe.
Questo sistema di fare cassa dei comuni e' odioso, ma ha una logica. Di frequente, pero', ci sono i limiti senza logica alcuna. Come accade, solo per fare un esempio, lungo la strada statale 106 che collega Taranto a Reggio Calabria. In alcuni tratti e' a 4 corsie con spartitraffico e asfalto nuovo di zecca, con un limite di 90 chilometri orari. In altri e' a due corsie, strette, e con molte curve, e il limite e' di 80 all'ora. Che senso ha, non sarebbe meglio consentire di viaggiare a 110 chilometri orari dove la strada e' scorrevole e sicura e ridurre a 70 il limite nei tratti difficili?
Le buone strade costano e le risorse sono limitate, lo sappiamo. Ma si puo' fare di piu' semplicemente limitando i tanti esempi di incapacita' e approssimazione. Oppure adottando misure semplici a costi molto limitati. Gli esempi non mancano, basta farsi un giro in altri Paesi. In Ungheria, per esempio, sulle statali si disegnano tre corsie, quella centrale e' utilizzata per il sorpasso in modo alternato dai veicoli che procedono nei due sensi di marcia.
Ministro, giri la testa anche dall'altra parte e imponga agli enti gestori la manutenzione a regola d'arte delle strade e controlli l'operato dei comuni, e' il modo migliore per affrontare in modo efficace il difficile problema della sicurezza stradale.

Domenico Murrone, consigliere Aduc
Pubblicato in:
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