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Comunicato
11 novembre 2004 0:00
Roma, 11 Novembre 2004. Probabilmente bisognera' aprire un'apposita rubrica denominata "sirchiate". Ieri c'e' stata l'ultima di queste "sirchiate": il ministro alla Salute, Girolamo Sirchia, ha paventato la castrazione (si spera farmacologica) per i pedofili. Reato che genera orrore e riprovazione ma che trova la sua applicazione per la maggior parte all'interno delle famiglie. Vogliamo procedere alla castrazione dei componenti la famiglia o degli ambienti parafamiliari? Forse il ministro dovrebbe essere informato sui luoghi ove avviene il crimine. Cosi' come qualcuno avrebbe dovuto informare il ministro, che vantava pubblicamente la guarigione del bambino talassemico, grazie al trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale dei fratellini, che tale risultato non era stato ottenuto in Italia ma in Turchia perche' da noi certe pratiche sono vietate, grazie alla legge sulla cosiddetta fecondazione assistita dal ministro stesso fortemente voluta. Cosi' come occorrerebbe ricordare al ministro che gli italiani non ingrassano al ristorante ma in casa e quindi proporre le mezze porzioni in trattoria puo' far solo felici i ristoratori che in questo modo risparmiano.
Sparare sulla Croce Rossa proprio non ci va, pero' una rubrichetta sulle "sirchiate" puo' essere interessante.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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