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15 ottobre 2008 0:00
Sul testamento biologico, il Parlamento ha di fronte una scelta molto difficile: seguire la Costituzione (e quindi la Suprema corte di Cassazione e la Corte Costituzionale che su questa si sono recentemente pronunciate) oppure ignorarla per accogliere i dettami della Chiesa cattolica e della Conferenza episcopale italiana. Non e' possibile mediare fra le due posizioni senza violare da una parte la legge italiana, che garantisce il diritto a non essere sottoposto a qualsivoglia trattamento sanitario contro la propria volonta', o dall'altra quella vaticana, che invece pretende che tale diritto sia ignorato quando il suo esercizio mette a rischio la "sacralita' della vita".
Una scelta difficile, lo comprendiamo, ma crediamo che il Parlamento possa trovare qualche utile suggerimento nella sua “raison d'etre”: e' stato eletto dai cittadini italiani, rappresenta il popolo italiano, e' finanziato dal contribuente italiano, esiste in base alla legge italiana, e' un potere costituzionale italiano, le sue leggi sono sottoposte al vaglio della Corte costituzionale italiana.
Se la scelta fra legge italiana e quella vaticana restasse ancora troppo difficile, il nostro consiglio e' di lasciare che l'iter legislativo del testamento biologico si insabbi, incolpando di questo l'avversario politico. Da cittadini ed elettori italiani, preferiremmo questo ad una cattiva legge non italiana.
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