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Trenitalia e pratiche commerciali scorrette. Per il Tar Lazio ci sono ma non vanno sanzionate...
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Comunicato di Vincenzo Donvito, presidente Aduc
8 luglio 2009 0:00
 
Il Tar del Lazio ha cancellato le multe per 845 mila euro che l'Antitrust aveva comminato a Trenitalia nell'ottobre 2008 per pratiche commerciali scorrette. Si trattava delle elusioni (riconoscimento e pagamento) del monopolista ferroviario per l'erogazione dei bonus sui ritardi, la limitazione di posti disponibili per tariffe agevolate, treni denominati in modo scorretto da ingenerare confusione negli utenti, omissioni di informazione su programmi di fidelizzazione. L'unica multa confermata (5.000 euro) perche' alcuni servizi erano offerti solo attraverso call center a pagamento. Uno "sconto", quindi, di 840 mila euro!!
Quello che lascia basiti e' la motivazione della magistratura amministrativa
: pur se le pratiche commerciali contestate sono idonee a falsare in modo apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio, e' illogico che siano considerati fatti tanto gravi e le sanzioni sono sproporzionate. Le scorrettezze ci sono state -dice il Tar- ma non vanno punite.
Quindi -aggiungiamo noi- cosa dovrebbe fare il consumatore in casi del genere, visto che l'Autorita' preposta all'individuazione di pratiche commerciali scorrette, pur se le ha individuate come tali, non le puo' sanzionare?
A rigor di logica giuridica esiste solo una risposta: ogni singolo consumatore dovrebbe fare causa per danni a Trenitalia rispetto al proprio caso specifico, visto che la class action non esiste nel nostro sistema giuridico. Causa per danni che, quand'anche desse ragione al proponente, lascerebbe inalterate le inadempienze, che' sarebbero giudicate tali solo per il caso specifico. Ovviamente ci potrebbero essere migliaia di cause singole simili e questo forse farebbe scattare un provvedimento censorio verso i comportamenti illeciti di Trenitalia... ma questa e' fantascienza, per il fatto in se' e per lo stato del processo civile in Italia.
Conclusione. Il legislatore ha previsto l'intervento dell'Autorita' perche', al di la' del danno specifico al singolo, col proprio potere sanzionatorio possa intervenire per impedire il procrastinarsi di pratiche commerciali scorrette. Il Tar del Lazio ha sentenziato che il potere dell'Autorita' non conta nulla e non puo' essere esercitato: infatti non ha detto che non c'era la pratica commerciale scorretta, ma che, essendoci, non va sanzionata. Auspichiamo che l'Antitrust faccia ricorso al Consiglio di Stato per ottenere giustizia. Ma il marchio indelebile di questa sentenza del Tar Lazio e' pesantissimo. Pur se il Consiglio di Stato dovesse dare ragione all'Antitrust, un risultato triplo sara' stato ottenuto:
1) le pratiche commerciali scorrette di Trenitalia nel frattempo possono continuare;
2) altre nuove simili, visto l'andazzo, e' credibile che verranno messe in atto;
3) la decisione sullo specifico sara' costata un monte di soldi al contribuente, visto che Trenitalia e Antitrust sono entrambi finanziati coi soldi dello Stato.
Le implicazioni successive sono molteplici: il monopolio di Trenitalia che gli consente l'arroganza delle offerte, i poteri limitati delle Autorita' di controllo, il funzionamento della giustizia amministrativa, l'impossibilita' pratica che un consumatore -anche grazie all'assenza di class action- si rivolga alla giustizia cvile, etc.. ... ma ci fermiamo per non scrivere un romanzo/denuncia.
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