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Comunicato
27 dicembre 2004 0:00
Roma, 27 Dicembre 2004. Il catastrofico maremoto asiatico ripropone, se mai ce ne fosse bisogno, una domanda: cosa succederebbe se il Vesuvio eruttasse violentemente? Esiste un "Piano Vesuvio"? Si', il piano c'e', si basa sulla terribile eruzione verificatasi nel 1631 e il trasferimento della popolazione in altre Regioni. Il Vesuvio ha la caratteristica di risvegliarsi improvvisamente e con eruzioni esplosive. Tra l'altro gli scienziati dell'università Federico II di Napoli, hanno individuato un massiccio serbatoio di magma che alimenta il vulcano a circa otto chilometri di profondita'. Il serbatoio si estende per circa 400 chilometri quadrati: un'area vastissima. Ci sono 600 mila persone insediate negli ultimi anni intorno a un vulcano che non e' spento e che, dicono gli esperti, riesplodera' di sicuro e proprio in questa zona c'e' la massima concentrazione di costruzioni abusive d'Italia, dopo la conca di Palermo. L'abusivismo e' stato condonato, ma le case non sono antisismiche. Nel caso si dovesse verificare una nuova eruzione, e' stato preparato dal Dipartimento di Protezione Civile un piano di azioni atte a fronteggiare l'emergenza. Tale piano prevede, al fine di scongiurare la perdita di vite umane, l'allontanamento degli abitanti delle aree a rischio prima dell'eruzione. Ma il problema e' proprio questo: come allontanare centinaia di migliaia di persone in poco tempo e con un sistema di comunicazioni, strade, ferrovie, porti, che in condizioni normali collassa? Gia', come fare? E' una domanda che giriamo alle "competenti" Autorita'.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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