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Governo Monti? Una squadra di calcio...
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Editoriale di Vincenzo Donvito
29 novembre 2011 14:37
 
Il governo di Mario Monti e' come una squadra in una partita del campionato di calcio, dove qualunque italiano (e non solo) fa per proprio conto l'arbitro o l'allenatore. Avete presente la discussione fra un gruppo di amici patiti di calcio o un bar a ridosso di una partita del campionato, con tutti che ne sanno una piu' dell'arbitro o del commissario tecnico della nazionale? Bene, e' la stessa cosa. L'assimilazione fra le due situazione nasce da un fatto inedito per la politica italiana, ma non per il calcio: grossomodo tutti si riconoscono in quella squadra di governo (o meglio, nel timoniere) e quindi si sentono “in dovere” di dare il proprio consiglio, esternare la propria ricetta per questo o quell'altro provvedimento che, piu' o meno, li coinvolge. E' dai tempi del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale creato dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale e la caduta del regime di Benito Mussolini) che il nostro Paese non si trovava in una situazione simile. Qualche esperienza e' stata in passato fatta a livello locale, ma pur sempre con le persone dei partiti che prima si facevano guerra tra di loro. La novita' del governo di Mario Monti -ed e' qui il paragone col CLN- e' che le persone che lo compongono sono tutte grossomodo al di fuori della compagine dei partiti che sono stati al governo e all'opposizione durante il precedente “periodo Berlusconi”.
Puo' essere un fatto positivo che il nostro Paese si ritrovi intorno al proprio Governo, pur se quest'ultimo non e' frutto diretto, ma indiretto, delle proprie decisioni. Non e' uno scandalo istituzionale o la fine della democrazia come taluni vogliono far credere per il fatto che non e' espressione della volonta' elettorale: bisogna ricordarsi che il nostro sistema comunque non prevede investiture dirette da parte dell'elettorato (come in Usa, per esempio) e che e' sempre il presidente della repubblica che decide chi investire per la formazione del governo e, visto il consenso parlamentare che quest'ultimo ha avuto, sembra che istituzionalmente il nostro presidente ci abbia azzeccato.
Ma anche se abbiamo un governo istituzionalmente tale, questo non vuol dire che gli italiani si rapporteranno ad esso con altrettanto cipiglio istituzionale; e tra gli italiani includiamo anche quelli che sono i nostri rappresentanti parlamentari, attraverso i quali, e in maniera piu' determinante di noi comuni cittadini, il governo deve far passare il vaglio dei provvedimenti che adottera'. Si tratta di parlamentari che, grazie al sistema elettorale con cui sono divenuti tali, non rispondono direttamente ai loro elettori, ma ai capi dei rispettivi partiti, con alcune frange “ribelli” che vagano da uno schieramento ad un altro anche rispetto a cio' che viene loro offerto in termini di potere. Una situazione che di istituzionale ha poco, se non il fatto che e' dominante, in seguito ad appropriazione, nelle istituzioni stesse.
Abbiamo quindi una dicotomia: il governo istituzionale retto da una maggioranza di dubbia istituzionalita'. Motivo per cui fra breve -a nostro avviso- la “competenza calcistica” potrebbe prendere il sopravvento su quella istituzionale... e i primi segnali si cominciano a registrare dopo l'iniziale fase di osservazione da parte di tutti.
Noi, cittadini senza potere e pur sempre con la nostra “competenza calcistica”, ci limiteremo a chiacchierare nei nostri bar, facendo gli allenatori della squadra istituzionale di Mario Monti, sperando che quelli che hanno potere non facciano danni piu' di quanti ne hanno fatti prima di questa squadra.
Dopo il famoso “resistere, resistere, resistere”, ora e' il momento di “aspettare, aspettare, aspettare”. Ed e' auspicabile che lo si faccia in buon ordine, attrezzandosi per adempiere o contestare i provvedimenti che dovrebbero salvare i nostri portafogli e la nostra dignita' civica.
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