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Il periodo dell'incertezza
Editoriale di Alessandro Pedone
5 settembre 2012 12:11
 
Zygmunt Bauman (sociologo e filosofo) è forse uno dei più grandi “pensatori” viventi dell'epoca moderna. E' considerato il teorico della post-modernità e della così detta “società liquida”. Nel 1999 Il Mulino pubblicò una raccolta di saggi di Bauman dal titolo “La società dell'incertezza”. Mi è tornato in mente questo libro pensando ai mercati finanziari e più in generale all'attuale fase della crisi della zona Euro. Potremmo definire l'Agosto che è ormai alle spalle come: il periodo dell'incertezza.
Il tanto temuto attacco della speculazione internazionale ad Agosto non si è verificato. Le parole di Draghi (inizialmente accolte molto male) sono state sufficienti a sconsigliare di scommettere sulla fine dell'Euro. Al tempo stesso, però, la mancanza di fatti (ovvero il piano di acquisto di titoli di stato della BCE, l'attivazione del così detto “scudo anti-spread”) sconsiglia di approfittare degli alti rendimenti sui mercati obbligazionari dei titoli di stato.
Il mese di Agosto, quindi, è filato via senza grandi gioie, ma neppure dolori.
Come accade ormai da mesi, siamo in attesa di decisioni che appaio prossime e potenzialmente determinanti da parte dei leader e delle istituzioni europee (per poi rivelarsi spesso solo annunci importanti, ma non decisioni, tantomeno determinanti).
Domani si riunisce il consiglio della BCE dal quale si attendono indicazioni (anche se non immediatamente operative) sul piano di acquisto dei titoli di stato che è stato annunciato da Draghi nella scorsa riunione. L'unica vera opposizione a questa importantissima decisione non è il governo tedesco, che nei fatti lo appoggia, ma la Bundesbank.
In ogni caso, anche se il piano verrà varato, Draghi è stato molto chiaro circa il fatto che la BCE interverrà solo dopo che i governi avranno chiesto formalmente aiuto al fondo salvastati.
Nei prossimi vertici europei, in Settembre, verrano negoziate le condizioni politiche di questi aiuti. La Spagna (che non può farne a meno) ha già dichiarato la sua disponibilità a chiedere gli aiuti ed a firmare gli impegni conseguenti L'Italia è molto più restia a farlo. La nostra opinione è che prima o poi dovrà farlo.
In tutto questo, però, c'è l'incognita del 12 Settembre quando la corte costituzionale tedesca dovrà pronunciarsi in merito alla legittimità costituzionale del così detto “nuovo fondo salvastati” ovvero l'ESM (Meccanismo di Stabilità Europeo). Se la corte rigettasse il fondo tutto l'impianto dello “scudo antispread”, tanto voluto da Monti, cadrebbe ed è facile prevedere un periodo di panico nei mercati. Al momento, questa possibilità, è data come abbastanza remota, ma rimane una delle grandi incognite che impediscono ai mercati di anticipare le mosse, apparentemente scontate, della BCE.
Infine, c'è la vexata quaestio della Grecia. Nei prossimi giorni si dovrebbe capire se la richiesta di Atene di avere altri due anni di tempo per rispettare gli impegni presi verrà accettata oppure se la Grecia verrà – di fatto – abbandonata a se stessa e, quindi, fatta uscire dall'Euro.
Come sappiamo, la Grecia ormai è diventata la novella dello stento. Origine della crisi della zona Euro e simbolo dell'incapacità politica di gestire questa crisi. Non ci sarà soluzione alla crisi senza una soluzione definitiva al problema Grecia.
Tutto ciò che è stato fatto in questi anni, pur insufficiente, ha comunque ridotto di molto la pericolosità reale del problema Grecia, ma dal punto di vista simbolico e psicologico, l'incapacità di risolvere definitivamente la questione continuerà a pesare come un macigno sull'attuale crisi.  
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