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 ITALIA - ITALIA - Appello per chiudere gli ospedali psichiatrici giudiziari
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16 luglio 2011 20:56
 
"Chiudiamo l'opg di Reggio Emilia". E' l'appello lanciato oggi dalla "Societa' della ragione" alla citta'di Reggio Emilia in un incontro organizzato in comune per sensibilizzare la cittadinanza in merito alle condizioni in cui versano gli ospedali psichiatrici giudiziari e le persone in essi ospitate. L'incontro rientra nella campagna nazionale "Stop Opg" con cui i promotori - Forum Salute mentale, Forum per il diritto alla salute in carcere, Cgil, Antigone, Centro Basaglia, Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo F. Basaglia, Coordinamento Garanti territoriali diritti dei detenuti, Fondazione Franco e Franca Basaglia, Forum droghe, Psichiatria democratica, Societa' della ragione - chiedono l'abolizione di tutte e sei le strutture presenti in Italia, compresa Reggio Emilia. "Gli opg - ha spiegato l'assessore comunale alle politiche sociali Matteo Sassi - sono luoghi di custodia, dove non ci sono le condizioni per curare ma neanche per garantire sicurezza alla collettivita' poiche' non sono in grado di attivare veri percorsi riabilitativi". Per Sassi, strutture come quella reggiana rappresentano un buco nero dell' ordinamento giudiziario italiano che va sanato attraverso la creazione di piccole realta' sul territorio che diano risposte in termini di sicurezza alla comunita' e di cura per la persona. "Ci sono esempi - ha aggiunto Sassi - che dimostrano che e' possibile garantire il diritto alla cura attraverso altre forme e sappiamo che gli operatori degli ospedali giudiziari condividono le nostre preoccupazioni". "La struttura di Reggio - ha dichiarato Gianluca Borghi della "Societa' della ragione" ed ex consigliere regionale - e' un carcere poiche' e' collocata all'interno della Casa circondariale della Pulce, di cui costituisce un'ala, ed e' quindi incompatibile con condizioni di cura e recupero. Oltretutto - ha concluso - e' stato creato per accogliere 132 persone, ma oggi ne ospita 245: nonostante il suo bacino di utenza formale dovrebbe essere limitato a Emilia Romagna, Veneto e Marche, giungono a Reggio anche persone provenienti da Lombardia e Piemonte, per ragioni di mancanza di strutture".
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