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 MAROCCO - MAROCCO - Burqa. Vietata produzione e vendita
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11 gennaio 2017 9:23
 
Con il pretesto della sicurezza, il Marocco dichiara guerra al burqa. Le autorità di Rabat hanno vietato l'importazione, la produzione e la vendita del velo integrale. L'ordine, sotto forma di circolare, è partito dal ministero dell'Interno, ed è arrivato alla spicciolata sui banchi dei mercati rionali. Nessuna comunicazione ufficiale, soltanto un foglietto lasciato compilare ai caid, la massima autorità di polizia, e consegnato dagli agenti di sicurezza a partire da ieri pomeriggio. Quanto basta per mettere in ansia suk e quartieri industriali, negozi tradizionali e grandi magazzini. "E' atto divieto produrre e vendere burqa - vi si legge -. Siete invitati a sbarazzarvi delle scorte nelle prossime 48 ore. Chi contravviene, vedrà sequestrate le merci e chiuso il negozio". In vendita al prezzo di 50-60 dirham, l'equivalente di 5-6 euro, il burqa in Marocco è diffuso in una versione rivisitata rispetto all'originale afghano. Non è l'abito lungo con la retina davanti agli occhi, che copre completamente il corpo delle donne, ma solo un copricapo, un velo più grande del niqab indossato dalle musulmane più osservanti, con una feritoia per lasciare libero lo sguardo. E' comunque un indumento che le donne sono costrette ad indossare se vivono in un contesto integralista e conservatore. In Marocco, la maggioranza delle musulmane invece veste il semplice hijab, il foulard che lascia tutto il volto scoperto. Il ministero dell'Interno preferisce non dare spiegazioni. La notizia ha fatto velocemente il giro del web. Il sito di informazione '360.ma', particolarmente vicino al Palazzo reale, sostiene di aver avuto conferma ufficiosa dell'ordine. La disposizione ha comunque lasciato di stucco i commercianti che tentano di trovare la ragione in motivi di sicurezza: troppo spesso i malviventi lo usano per nascondere il volto durante le azioni criminose. L'ordine colpisce solo i produttori e i rivenditori. Ma non c'è al momento un divieto di indossare il burqa. Le reazioni, in particolare tra i conservatori, non si sono fatte attendere. Hassan Kattani, predicatore considerato l'ispiratore degli attentati terroristici del 2003 a Casablanca, gioca sulla distinzione tra burqa e niqab: "Il Marocco vuol forse vietare anche il niqab che le nostre donne indossano da cinque secoli? Sarebbe una catastrofe! Comunque questo divieto di burqa crea profonde divisioni nella società". Hammam Kabbadj, autorità indiscussa nelle scuole coraniche più intransigenti, tra i sostenitori dei matrimoni con bambine di 9 anni, ironizza su Facebook sul malinteso senso della libertà in Marocco, "dove si vieta il burqa ma si considera diritto irrinunciabile portare il bikini sulle spiagge". Per Abdellah Hamzaoui, militante salafita, "la decisione è sconsiderata: mai visto vietare la vendita delle minigonne, invenzione occidentale a differenza del niqab che fa parte della nostra cultura". Da sempre diviso tra modernità e tradizione, il Marocco combatte l'integralismo, sorveglia da vicino le moschee e tiene d'occhio i predicatori più estremisti. A differenza che in Francia, Belgio e Paesi Bassi, in Marocco nessuna legge vieta di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici.
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