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 ITALIA - ITALIA - Cannabis e guida. La pericolosita' vantata dal Dpa
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Notizia di Davide Corda *
16 marzo 2012 12:39
 
Durante un seminario organizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con il NIDA (equivalente americano del nostrano DPA), il professor Serpelloni, a proposito della metodologia di analisi per rilevare la cannabis alla guida, ha affermato:
"....solo cambiando il tipo di analisi sui consumatori di cannabis, da quelle del sangue a quelle delle urine, si potrà verificare l'abitualità dell'assunzione e dunque un sanzionamento in caso di guida ! anche fuori dal primo effetto a breve termine, il cosiddetto "stoned and stranged". Noi proporremo, di riconsiderare il tipo di esame per il ritiro della patente".
In poche parole, il 'nostro' professore, in base all'affermazione totalmente infondata che la cannabis ha 'effetti anche a lungo termine', come da lui affermato: "..Si tratta di caratteristiche e abilita' che una volta perdute non tornano più, si vede il mondo con occhi diversi nel resto della vita", vuole far passare come valido il test delle urine (che analizza i metaboliti del THC) piuttosto che quello del sangue (che dovrebbe effettivamente verificare se il soggetto è sotto effetto di THC), questo imponendo un principio pericolosissimo: il consumatore di cannabis è sanzionabile per il solo fatto di esserlo.
E’ ben facile notare, in quanto palese, l'obiettivo di queste leggi criminali, sbandierate sotto l'emblema della sicurezza nelle strade.
Infatti dalle parole di Serpelloni si evince il vero senso di queste affermazioni, il cui scopo è punire, criminalizzare ed emarginare chi fa uso anche occasionale di cannabis, non come per l'alcol controllando l'effettivo stato dell'assuntore alla guida attraverso il tasso alcolemico, ma verificando anche il consumo pregresso sanzionandolo come condotta 'pericolosa' alla guida.
E’ oramai noto a tutti che i metaboliti della cannabis permangono nelle urine anche per svariate settimane.
Tutto questo ad un incontro tra DPA e NIDA (USA) e non c'è nulla di più pericoloso dell'incontro tra questi 2 enti, tristemente noti per la loro politica basata sulla repressione!
Come già detto in altre occasioni, si sta cercando, e ci stanno riuscendo, pian piano (in base al grado di accettabilità dell'opinione pubblica), di aumentare la repressione agendo sulle leggi corollario che puniscono comportamenti dovuti all'uso di cannabis, anche se non si è sotto effetto nel momento dell'accertamento.
Ora come ora, vengono già utilizzate le analisi delle urine per verificare la presenza di cannabinoidi, alcune persone tuttavia, dimostrando che l'uso era precedente al fermo (alcune sentenze si sono risolte in questo modo), riuscivano ad evitare le maglie della legge. Ma imponendo un principio come quello 'elargito' da Serpelloni, anche se l'uso si riferisce ad un mese prima, sarebbe inevitabile una sentenza di condanna. (Si ricorda che la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti è considerato reato penale, art.187 CDS, a differenza della sanzione amministrativa dell'art.75 DPR 309/90, che sanziona qualsiasi uso, anche al di fuori della guida).
Classica reazione verso una contro-cultura, un modo di sentire, che detestano e di cui hanno paura... con la convinzione che incutendo paura si riesca a sconfiggere una cultura che aumenta di 'adepti' di giorno in giorno.

* dell'associazione ASCIA (associazione per la sensibilizzazione sulla canapa autoprodotta in Italia)
Pubblicato in:
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