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 ITALIA - ITALIA - Cannabis terapeutica. Congresso Sirca
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21 maggio 2017 12:40
 
Studi scientifici sull'efficacia dell'uso terapeutico della Cannabis potranno essere avviati grazie alle piante coltivate negli stabilimenti dell'Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Lo ha spiegato il colonnello Antonio Medica, direttore dell'Istituto, in occasione del primo congresso della Società italiana ricerca Cannabis terapeutica (Sirca), ospitato nei locali del Farmaceutico. "Se uno va a cercare notizie sull'uso terapeutico dellaCannabis sul web trova di tutto - ha spiegato - ma da un punto di vista scientifico per dire che una molecola ha una certa efficacia si deve avere a che fare con prodotto standardizzato, come quello fornito con l'avvio della nostra produzione". "Noi abbiamo un prodotto proveniente da piante selezionate - ha precisato Medica - che segue un processo di fabbricazione standard e ha requisiti standard, e per questo può essere impiegato in studi clinici". La Cannabis prodotta nell'istituto proviene tutta da cloni di piante madri, in modo da avere sempre la stessa quantità di principio attivo. "Avere a disposizioni un prodotto simile - ha precisato Medica - vuol dire poter iniziare a scrivere la medicina della Cannabis". "Stiamo anche pensando di iniziare a produrre piante 'placebo' analoghe alle altre ma senza principio attivo - ha precisato Medica - che serviranno per gli studi clinici sull'efficacia". Per Paolo Poli, medico e presidente Sirca, al momento "vediamo che la Cannabis funziona ma non sappiamo perché e non possiamo dimostrarlo". Per farlo, ha precisato Poli, "occorrono studi scientifici, non ci si può basare sul sentito dire o su Internet". "Con questo congresso - ha affermato ancora - vogliamo cambiare atteggiamento spronando medici e farmacisti a fare studi scientifici che possano validare quello che pensiamo".

 "Lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze ha annunciato che la struttura è pronta a triplicare la produzione annuale di Cannabis, che nelle settimane scorse ha raggiunto i 100 chili, sicuramente una buona notizia ma neanche lontanamente sufficiente a far fronte alle richieste di Cannabinoidi medici esistenti in Italia". Così Antella Soldo, presidente di Radicali Italiani, e Marco Perduca dell'associazione Luca Coscioni. Questa mattina alcuni militanti radicali e dell'associazione Luca Coscioni si sono trovati davanti all'istituto farmaceutico militare di Firenze, dove era in corso un congresso sulle valenze scientifiche dell'uso terapeutico della Cannabis, "per chiedere ai partecipanti di unirsi alla richiesta di migliaia di pazienti che non hanno accesso alle infiorenscenze prodotte a Firenze". "Quotidianamente - hanno spiegato Perduca e Soldo - l'associazione Coscioni risponde a decine di mail di pazienti che chiedono un contatto per ottenere una ricetta per Cannabis". "Se da una parte occorre promuovere e ampliare la ricerca scientifica sulla piante - affermano ancora - dall'altra occorre avviare trial clinici che possano consolidarne le possibilità terapeutiche con sperimentazioni pubbliche controllate".
Cannabis legale ma col mopolio di Stato
Sì alla liberalizzazione della Cannabis, ma solo a condizione che siano eseguiti severi controlli produttivi e che la distribuzione sia curata dai Monopoli di Stato. Questa la posizione dei medici della Società italiana ricerca Cannabis terapeutica (Sirca). "La nostra società scientifica - afferma Paoli Poli, presidente Sirca - si dichiara contraria alla liberalizzazione della Cannabis, a meno che non ci sia un controllo severo nella fase produttiva, con la supervisione delle strutture preposte, e poi distribuita attraverso il Monopolio di Stato che ne garantisca qualità e contenuto di principio attivo, esattamente come avviene per il tabacco". "Come tutte le sostanze in grado di agire sul circuito della gratificazione - continua Poli - la cosiddetta Cannabis da strada viene utilizzata in modo errato, tanto da poter descrivere gli effetti collaterali da abuso in soggetti che la consumano, in quali dosi e concentrazioni, a scopo ludico". "Di ciò che abitualmente viene consumato, reperito tramite spaccio - precisa -, non si può certo garantire quanta e quale qualità di principio attivo contenga. Inoltre, come dimostrato da analisi chimiche, contiene una serie di altre sostanze che hanno ben poco a che fare con la Cannabis". "Questo - conclude Poli - costituisce un serio pericolo per la salute di chi la consuma con inevitabili ripercussioni anche sul costo sociale e conseguentemente sulla spesa per il servizio sanitario".

Qui la registrazione del congresso da parte di Radio Radicale
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