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Notizia
18 settembre 2009 11:46
E' nota la battuta attribuita, probabilmente a torto, ad Albert Einstein: "Se le api sparissero, gli uomini non avrebbero più di cinque anni da vivere". Il problema c'è perché ogni anno si estinguono in media 300.000 colonie, e questo tasso record di mortalità negli alveari ha fatto cadere la produzione nazionale di miele da 32.000 tonnellate a 20.000 dal 1995. Ecco perché il 41esimo congresso d'Apimondia, organizzato a Montpellier fino al 20 settembre, ha scelto di centrare il dibattito sul tema "L'ape, sentinella dell'ambiente". Vi partecipano 500 ricercatori venuti da tutto il mondo e sono attesi 10.000 apicoltori. Gli studiosi non hanno dubbi: la preoccupante riduzione delle colonie di api e' dovuta essenzialmente ai pesticidi. Certo, le cause possono essere anche altre: i parassiti, la vespa velutiva d'origine asiatica, la rarefazione dei fiori. Ma Marc-Edouard Colin cita la recente esperienza condotta in Usa con un insetticida che presenta delle concentrazioni "molto inferiori alle dosi letali". Ebbene, le api operaie esposte a quel prodotto non sono morte e hanno continuato a volare, però si sono dimostrate incapaci di tornare al loro alveare. Prova che ci sono ancora "grossi sforzi da fare nell'omologazione dei prodotti fitosanitari", conclude Colin.
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