.jpg)
Cresce in Spagna la polemica sulle misure contro l'immigrazione clandestina nel comune catalano di Vic, governato da una coalizione fra i nazionalisti di Ciu, i socialisti del Psc e la sinistra indipendentista di Erc, che ha deciso di non concedere piu' la residenza comunale, 'l'empadronamento', agli stranieri non in regola.
La misura, non ancora in applicazione, e' contestata dal governo socialista del premier Jose' Luis Zapatero, che l'ha definita 'illegale'. Lo stesso Zapatero oggi a Strasburgo ha avvertito che l'esecutivo 'non permettera' che si riducano i diritti delle persone'.
Le direzioni di Psc e Erc si sono dissociate dalla misura annunciata dai loro rappresentanti a Vic. Ma intanto un altro comune spagnolo, Torrejon, vicino a Madrid, guidato dal Partido Popular, ha reso noto che a sua volta intende rifiutare il 'empadronamento' agli stranieri che non dispongano di almeno 20m2 in un appartamento.
In Spagna per ottenere la 'residenza comunale', che da' accesso alla scuola e alle cure sanitarie, e' sufficiente finora presentare un documento di identita' e dimostrare di disporre di un alloggio nel comune. Per gli stranieri non e' necessario, secondo il governo, avere un permesso di residenza.
La decisione di Vic, comune simbolo dell'indipendentismo catalano, suscita un gran numero di reazioni del mondo politico e nei giornali. Gli indipendentisti catalani si sono dichiarati a favore della misura, e la capolista del Pp alle prossime regionali catalane in programma nella seconda meta' dell'anno, Alicia Sanchez Camacho, ha annunciato che la lotta all'immigrazione clandestina sara' al centro della sua campagna, affermando che ''L'empadronamento' non puo' essere la porta d'entrata dell'immigrazione clandestina' perche' 'in Catalogna e in Spagna non possono entrare tutti'.