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 U.E. - U.E. - Contraccezione. Ricerca svela ignoranza, soprattutto su pillola
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Notizia 
27 gennaio 2012 11:23
 
Nonostante i progressi, una nuova ricerca svela come le donne siano ancora ignoranti nel settore, soprattutto per quanto riguarda la pillola anticoncezionale. Non bastano mezzo secolo di vita e 100 milioni di utilizzatrici: la pillola e il suo 'funzionamento' sono conosciuti solo dal 2% delle donne in Europa. La ricerca, condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania e pubblicata sulla rivista Contraception svela che, a prescindere dal livello culturale, la consapevolezza sulla pillola e' davvero scarsa. E tre intervistate su 4 vorrebbero ricevere maggiori informazioni. "I dati spiegano come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo - afferma il professor Francesco Primiero dell'Universita' di Roma La Sapienza, protagonista di un meeting internazionale di approfondimento che si tiene a Berlino -. Il timore piu' diffuso e' che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l'esatto contrario. In particolare, un recente aggiornamento dei dati relativi alla mortalita' tra le oltre 46.000 donne seguite per poco meno di 40 anni in un importante studio britannico ha dimostrato come, nel lungo termine, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivano piu' a lungo. E migliora anche la qualita' di vita: le formulazioni piu' recenti sono state sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi".
Fra i piu' frequenti, ci sono le mestruazioni abbondanti che provocano anemia e, nel 28% dei casi problemi di concentrazione e affaticabilita', la sintomatologia premestruale e l'acne, in particolare nelle adolescenti in cui puo' causare pesanti ripercussioni psicologiche e sulla capacita' di relazione. "I progestinici di ultima generazione, come il drospirenone, rispondono meglio a queste esigenze, con un profilo rischi/benefici a favore dei benefici, aspetto condiviso anche dai comitati riuniti dall'Fda a dicembre 2011", aggiunge il Primiero. "Nell'immediato futuro la ricerca si concentrera' non solo su molecole innovative ma anche sulle migliori combinazioni e sul periodo di somministrazione", afferma Andreas Fibig CEO di Bayer, azienda leader nel campo della contraccezione. Dal 1961, anno in cui e' ufficialmente diventata disponibile in Europa, la pillola ha attirato su di se' il dibattito etico e scientifico: le sono state attribuite innumerevoli virtu' e altrettanti potenziali pericoli. Di recente e' stato paventato un aumentato rischio di tromboembolismo venoso con le formulazioni di ultima generazione.
Ma come orientarsi fra i prodotti a disposizione? "L'unica risposta e' rivolgersi al proprio ginecologo, che conosce la storia della donna, puo' consigliarla al meglio e ridimensionarne i timori - spiega Primiero -. Le differenze tra le diverse molecole sono minime in termini di rischio assoluto e del tutto ininfluenti in un'ottica di sanita' pubblica". Fra gli aspetti piu' considerati vi sono quelli di tipo estetico come la paura di aumentare di peso. "E' necessaria chiarezza, poiche' i progressi compiuti nei decenni dalla ricerca farmaceutica sono notevolissimi - continua Primiero - soprattutto in termini di riduzione dei dosaggi estrogenici e di introduzione di nuove molecole progestiniche". Secondo i piu' recenti dati delle Nazioni Unite nel mondo oggi utilizza la pillola in media l'8,8% delle donne, in Europa il 21,4%. Fra i Paesi in cui si usa di piu' vi sono il Portogallo (58,9%), la Germania (52,6%), l'Algeria (45,9%), il Belgio (44,8%) e la Francia (41,5%).
L'Italia, con il 14,2% (16,2% e' il dato relativo all'utilizzo della contraccezione ormonale), e' ferma agli stessi livelli di Tunisia (14,5%), Botswana (14,3%) e Iraq (14,6%). Negli Stati Uniti la media e' del 16,3%: si tratta di uno dei Paesi sviluppati con il piu' alto numero di gravidanze nelle teenager (400.000 nel 2009). Un recente rapporto del Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che il 50,1% delle ragazze dai 15 ai 19 anni che hanno avuto una gravidanza indesiderata negli Usa non utilizzava contraccettivi.
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