
Il ministro dell'immigrazione, Eric Besson, ha fatto sapere d'aver rifiutato per decreto "la naturalizzazione di un uomo che obbligava sua moglie a portare il burqa".
Le Figaro s'è procurato i motivi della decisione, convalidati dal Consiglio di Stato che a gennaio era stato investito della vicenda. Il documento precisa che l'uomo "nella quotidianità adotta un atteggiamento discriminatorio verso le donne, fino a rifiutarsi di porgere loro la mano e ad auspicare la separazione tra ragazzi e ragazze, ivi compreso, in casa, dei fratelli dalle sorelle, fin dalla più giovane età". I magistrati ritengono dunque che "il modo di vita che ha scelto, motivato da precetti religiosi, è incompatibile con i valori della Repubblica, e in particolare con il principio dell'uguaglianza dei sessi". E concludono che "non adempie alle condizioni d'assimilazione prevista dall'articolo 21-4 del Codice civile". Il Consiglio di Stato propone dunque il rifiuto della nazionalità francese al marocchino sposato con una francese, ambedue appartenenti al movimento Tabligh che postula un islamismo fondamentalista.