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Italia. Indagine di Azione Giovani: aumentato di 5 volte il consumo di smart drugs
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Notizia 
29 aprile 2009 13:50
 
Cresce in Italia il consumo delle 'smart drugs', le droghe furbe, composti di origine vegetale o sintetica, legali ma con effetti psicoattivi e a volte persino tossici, venduti nei 150 'smart shop', lecitamente presenti in Italia, o sugli oltre 4 milioni di shop virtuali su Internet.

Un aumento che, in pochi anni, si e' attestato al +500%, per pillole, gocce, spinelli con erbe aromatiche, infusi, profumatori ambientali, incensi, semi da collezione. Prodotti spesso 'da collezione' , in realta' consumati per lo sballo. A presentare la fotografia del fenomeno e' Roberta Angelilli (Pdl), parlamentare europea, che lancia l'allarme giovanissimi, supportata anche da una ricerca sul campo, realizzata a Roma dall'universita' Sapienza nelle discoteche e nei luoghi di svago, e da 'Azione giovani' negli smart shop.

"Queste droghe, che sembrano innocue ma non lo sono, vengono vendute anche a ragazzi sotto i 16 anni, che sono i piu' a rischio: i maggiori frequentatori delle rivendite sono principalmente giovani, in particolare studenti, e l'acquisto e' libero anche per i minorenni ", denuncia Angelilli, rappresentate del Forum europeo per i minori, che oggi a Roma ha presentato il rapporto 'Smart drugs.
Lo sballo semplice e pericoloso', basato sulla rielaborazione dei dati da Commissione europea, Parlamento Ue, Consiglio d'Europa, Osservatorio europeo delle droghe e Istituto superiore di sanita'.

Dai dati emerge la facilita' di reperire le sostanze per lo sballo 'legali' - negli shop sotto casa - come l'amanita muscaria, fungo che da' eccitazione ma che e' a rischio avvelenamento. Oppure semi di Ipomea violacea, con effetti allucinogeni al centro delle cronache nel 2006, dopo il suicidio di un ventenne a Bari che si era lanciato dal balcone sotto l'effetto della sostanza, convinto di poter volare. Ma e' facile acquistare anche sostanze illegali - su Internet in particolare - come la Salvia divinorum, allucinogena e pericolosa per lo sviluppo psichico dei piu' giovani, e la Mitragyna speciosa, stimolante a bassi dosaggi e sedativo ad alte dosi.
La vendita online e' la piu' insidiosa perche' e' al di fuori di qualsiasi controllo, permette acquisti 'anonimi', garantisce prezzi concorrenziali e aggiornamenti continui sulle nuove sostanze. "Ma il cliente online e' esposto anche a maggiori rischi, soprattutto per la scarsa informazione: soltanto il 50% dei siti fornisce informazioni sul dosaggio da rispettare e sull'uso sicuro", spiega Angelilli ricordando che le 'droghe furbe', non perseguibili dalla legge perche' non presenti nelle tabelle legislative che classificano le sostanze stupefacenti e psicotrope proibite, fatturano nel mondo quasi 800 milioni di euro.

Ma non mancano problemi anche negli smart shop e nei luoghi di incontro dei giovani. Lo studio realizzato a Roma dalla ricercatrice Danila Pescina - con osservazioni sul campo in discoteche e luoghi di ritrovo - coordinata da Vincenzo Mastronardi, presidente dell'Osservatorio sui comportamenti e la devianza dell'universita' la Sapienza, ha dimostrato la facilita' di reperire le sostanze e la diffusa cultura dello sballo. Mentre 'Azione giovani' (movimento giovanile di destra) che ha supportato la ricerca con un'indagine negli 'shop' - realizzata inviando giovanissimi ad acquistare prodotti - denuncia l'abitudine di molti esercizi capitolini a fornire 'consigli per lo sballo' anche a minorenni.
I ragazzini inviati nei venti shop presenti nella capitale e nella provincia, infatti, hanno ricevuto, insieme a prodotti - che sulla carta sono 'vietati al consumo umano', come la 'Spice Gold', miscela esotica di piante che rilascia una ricco aroma, o destinati a profumare l'aria ma in realta' da ingerire, secondo il gestore - consigli su come potenziare gli effetti.

"Non si puo' combattere questo fenomeno in continua evoluzione - ha concluso Angelilli - con strumenti tradizionali di analisi e pensando al vecchio 'modello' di droga e di tossicodipendente. Serve stare di piu' in mezzo ai giovani, nei luoghi di aggregazione: per informarli bisogna conoscerli. Ecco perche' questo studio e' prezioso per chi, come le Istituzioni, deve mettere in campo soluzioni nuove per problemi nuovi. Una battaglia che deve essere anche e soprattutto culturale".
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