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 USA - USA - Legalizzazione cannabis. La lobby per stimolare il presidente Trump
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17 giugno 2017 9:12
 
L'amministrazione Trump potrebbe aprire uno spiraglio alla legalizzazione della marijuana a livello federale. La missione - spiega il Time - e' affidata a Roger Stone, amico e confidente del presidente, che e' a capo della United States Cannabis Coalition una lobby nata con questo scopo. L'annuncio e' arrivato ieri e sono in tanti a chiedersi quanto Stone riuscira' ad ottenere, dovendo fare i conti con una amministrazione di fatto tradizionalista e molto conservatrice. Attualmente gli Stati in cui la droga e' legale a fini non solo medici, ma anche ricreativi, sono sette e ad essi si aggiunge il Distretto di Columbia, sede della capitale Washington. "Lavorero' con una coalizione bipartisan di repubblicani e democratici, progressisti e conservatori per convincere il presidente a mantenere un impegno assunto in campagna elettorale e per ricordargli le posizioni chiare che ha preso su questa questione durante le elezioni". Queste le parole di Stone, durante il suo intervento al Cannabis World Congress and Business Expo. Durante la campagna, Trump aveva sostenuto che la legalizzazione della marijuana fosse una materia statale, non federale; nel 2016 si era dichiarato completamente a favore dell'uso terapeutico della cannabis, ricorda il Time. Una volta insediata, pero', l'amministrazione Trump ha mostrato inequivocabili segni di chiusura. Il ministro della giustizia, Jeff Sessions, da sempre contrario, il mese scorso aveva invitato il Congresso ad aumentare gli sforzi per bloccare la legalizzazione, sollecitando anche un giro di vite sulle imprese e sui privati negli Stati in cui la marijuana medica e' ammessa. Una posizione condivisa anche dal ministro della Sicurezza nazionale, il generale John Kelly. Il gabinetto Trump, dunque, non mostra alcun segnale positivo. E' per arginare queste posizioni reazionarie che Stone e' sceso in campo: "E' nostra intenzione identificare, raggiungere e mobilitare milioni di elettori pro-cannabis per sollecitare il presidente a mantenere la sua parola".
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