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Notizia
12 novembre 2009 12:32
Un viaggio la' dove la storia di Stefano Cucchi 'diventa un buco nero', in quelle celle di sicurezza del Tribunale di Roma dove il geometra di 31 anni, morto il 22 ottobre all'ospedale Sandro Pertini, ha passato alcune ore la mattina del 16 per l'udienza di convalida del suo fermo. Li' dove, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe avvenuto il pestaggio ai danni del giovane, la cui salma sara' riesumata per gli accertamenti dei medici legali.
A visitare le celle il senatore Idv Stefano Pedica, accompagnato dal presidente del Tribunale Paolo De Fiore. Con loro Giovanni e Ilaria Cucchi, il padre e la sorella del geometra fermato per droga dai carabinieri il 15 ottobre sera. A loro pero' e' stato negato l'ingresso al corridoio delle celle, al livello dei garage di Piazzale Clodio. E' stato il parlamentare a raccontare loro cio' che ha visto. Un corridoio largo non piu' di un metro e mezzo sul quale, su un solo lato, si aprono le porte delle 15 celle, tre metri per tre, due panche all'interno, senza finestre. Unico contatto col corridoio uno spioncino su ogni porta, quadrato, 30 centimetri di lato, che si puo' aprire solo dall'esterno e che guarda un muro bianco. Uno scenario, ha sottolineato il senatore, che fa sorgere piu' di un dubbio sulla ricostruzione fornita dal detenuto supertestimone africano, pubblicata dai giornali: 'Le celle - ha detto Pedica - sono tutte su un solo lato del corridoio, molto stretto. Un pestaggio qui e' fisicamente impossibile e dagli spioncini la visuale e' limitata. Non c'e' dubbio pero' che da una cella si possa sentire tutto'. E respinge recisamente l'ipotesi pestaggio il presidente De Fiore: 'La sola eventualita' che Stefano Cucchi possa essere stato picchiato all'interno del tribunale di Roma e' spaventosa - ha detto - Se fosse vero si aggiungerebbe orrore all'orrore'. Ma all'incolumita' dei testimoni di quel 16 ottobre pensa ora Pedica: 'Andro' a Regina Coeli per sincerarmi che non vengano trattati male'. Secondo il parlamentare 'c'e' pero' ancora troppa omerta' da parte dei carabinieri e delle guardie carcerarie: Cucchi e' arrivato a Regina Coeli in sedia a rotelle e ne e' uscito in barella. C'e' un buco nero nella vicenda, dal momento del fermo al suo arrivo in carcere alle 15,45. In mezzo c'e' chi lo ha picchiato, dove e perche''. Ma oltre i misteri giudiziari resta il dolore della famiglia. Il padre e' riuscito solo a dire che 'tornare in tribunale e' stato rivivere un grande dolore, soprattutto perche' quel giorno e' stato l'ultimo in cui ho visto e abbracciato Stefano'. 'Il presidente De Fiore - ha aggiunto Ilaria - ci ha dimostrato grande partecipazione, ora pero' vogliamo sapere la verita''. E in questa direzione si stanno muovendo i pm Vincenzo Barba e Francesca Loy, che hanno disposto la riesumazione della salma per permettere al pool di medici legali (Paolo Arbarello, Luigi Cipollone, Dino Tancredi e Ozrem Carella Prada) di effettuare una tac, alcune lastre e altri esami, in attesa degli accertamenti autoptici avvenuti all'indomani del decesso e dei risultati dell'esame istologico.
E fonti autorevoli della Procura affermano che gli indagati per la morte di Cucchi 'sono due-tre', iscritti nel registro per omicidio preterintenzionale. A Piazzale Clodio pero' non si fanno nomi, ne' si specifica a quale categoria essi appartengano.
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