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Notizia
4 agosto 2009 0:00
Scienziati australiani hanno individuato un legame fra una delle forme piu' aggressive di cancro al seno e una specifica mutazione di un gene: una scoperta che apre la strada a test e trattamenti piu' mirati ed efficaci. L'equipe guidata dai prof. Jane Visvader e Geoff Lindeman, dell'Istituto Walter and Eliza Hall di Melbourne, ha identificato come responsabile dei cancri basali, i meno sensibili ai trattamenti, una cellula che riveste i dotti mammari.
La ricerca, pubblicata sull'ultimo numero della rivista Nature Medicine, secondo gli autori rappresenta una svolta cruciale nella conoscenza di come il cancro al seno si sviluppa, e indica nuove forme di trattamenti mirati.
Era gia' noto che donne portatrici di una mutazione del gene soppressivo dei tumori BRCA1 hanno una probabilita' del 65% nella vita di contrarre cancro al seno, e si riteneva che il rischio fosse associato a cellule staminali specifiche del seno.
Gli scienziati di Melbourne hanno scoperto invece che il problema e' legato alla fase successiva, alle figlie di tali cellule staminali, note come cellule progenitrici luminali.
Nelle donne con il gene BRCA1, le cellule progenitrici luminali sembrano aver 'dimenticato' come agire, scrive il prof.
Lindeman. 'Di solito tali cellule si moltiplicano rapidamente in presenza di certi fattori di crescita, ma nelle donne con BRCA1 non necessitano di fattori di crescita per proliferare, si comportano in modo deviato sin dall'inizio', spiega.
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