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 USA - USA - Narcoguerra e terrorismo iraniano per destabilizzare
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13 ottobre 2011 11:14
 
Uno dei cospiratori iraniani Mansur Arbabsiar aveva cercato un contatto con l'organizzazione narcos messicana dei Los Zetas, ma in realta' si era imbattuto in agenti sotto copertura della Dea. Proprio da questo avrebbero avuto impulso le indagini che hanno portato all'arresto di Arbabsiar.
Secondo quanto emerso, Arbabsiar si era rivolto ad un contatto (che in realta' era un informatore dell'Agenzia antidroga) per mettersi in comunicazione col cartello messicano dei Los Zetas. Successivamente Arbabsiar si era riunito con altri agenti della Dea sotto copertura, pensando che fossero membri dell'organizzazione criminale, ai quali avrebbe detto che stava mettendo in atto istruzioni ricevute da 'alte cariche del governo iraniano'. L'incontro aveva avuto luogo in Messico, a Reynosa.
Agli agenti sotto copertura il mediorientale avrebbe detto di essere nipote di un alto funzionario di Teheran ed avrebbe offerto un milione e mezzo di dollari per l'assassinio dell'ambasciatore dell'Arabia Saudita negli Stati Uniti. Inoltre avrebbe rivelato altri piani, come la collocazione delle bombe nelle ambasciate di Arabia Saudita e Israele a Washington, e anche a Buenos Aires.
Il primo ed il 9 di agosto Arbabsiar aveva fatto due pagamenti di circa 50 mila dollari su due conti in realta' utilizzati dall'Fbi. In queste date l'uomo sarebbe stato in Iran. Il mediorientale avrebbe poi tentato di fare rientro in Messico il 28 settembre per chiudere la vicenda, ma le autorita' messicane gli avrebbero negato l'ingresso, mettendolo su un aereo per New York, dove era stato arrestato.
L'ampia collaborazione tra Stati Uniti e Messico per l'operazione e' stata sottolineata oggi ufficialmente dal sottosegretario messicano per l'America del Nord Julian Ventura Valero.
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