
La sezione di vigilanza tecnologica di BNP Paribas, Atelier, segnala: "L'interesse per le nuove tecnologie nell'educazione è ormai assodato". Lo dimostra lo studio realizzato da Ifop su un campione di 1.279 persone, l'88% delle quali giudica utile che le tecnologie dell'informazione intervengano nella formazione dei ragazzi. In quali classi? Nelle medie e superiori, risponde il 75% del campione; l'entusiasmo cala quando si tratta di scuola materna (10%) o elementare (34%). Il sondaggio rileva che l'interesse per il multimediale cambia a seconda delle discipline. Il 66% li considera utili per la geografia e le lingue; il 56% per l'insegnamento della storia; il 57% per le scienze, ma solo il 29% per la letteratura. Il principale aspetto negativo? Per l'84% delle persone Sms, posta elettronica e
chat impoveriscono la lingua francese tradizionale; un'opinione avallata da vari studi scientifici. Comunque la scuola non potrà più fare a meno delle nuove tecnologie, e il ministero dell'Educazione prepara un piano di formazione degli insegnanti.