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Notizia
18 novembre 2009 12:50
Sui circa 65 mila detenuti presenti nelle carceri italiane, che sono sovraffollate, sono diecimila quelli che potrebbero usufruire di misure alternative sulla base di un programma da intraprendere in una comunita' o presso il servizio pubblico: in Toscana sarebbero 400 sugli oltre 4 mila detenuti. Inoltre, un detenuto affidato in comunita' costa circa 18 mila euro annui; il triplo, invece, all'amministrazione penitenziaria. E' quanto emerso ieri nel corso della presentazione della ricerca 'La legge antidroga e il carcere: il caso Toscana', a cura della Fondazione Michelucci e dell'associazione Forum Droghe.
'Un sesto dei detenuti puo' essere assistito sul territorio - ha detto il presidente della Commissione Sanita' in Consiglio regionale, Fabio Roggiolani -, quindi a domicilio o nelle comunita', in modo da toglierli dalle carceri e iniziare a curarli davvero: il tossicodipendente e' un ammalato da curare.
Questi detenuti costano 60 mila euro ogni anno e con l'affidamento costerebbero un terzo: noi chiediamo che lo Stato passi le risorse alla Regione, affinche' questa azione possa essere portata fino in fondo. E' un invito questo che viene dalla ricerca'. Commissionata dalla Regione Toscana, lo studio (che ha indagato il fenomeno del consumo di 'stupefacenti e sostanze psicotrope' nel periodo 2007-2008) evidenzia 'gli altissimi costi sociali prodotti dall'applicazione esasperata delle disposizioni punitive' in materia di droga.
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