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Quello della lotta ai narcos non e' l'unico problema al centro delle preoccupazioni delle autorita' in Messico: c'e' anche quello dell'immigrazione clandestina negli Usa, dopo la pubblicazione di un rapporto per il quale sono 'piu' di cinquemila' i 'clandestinos' morti negli ultimi 15 anni - a una media di uno al giorno - tentando di varcare clandestinamente la frontiera degli Stati Uniti.
'La stima del numero di vittime e' incerta, da 3.861 a 5.607', ha spiegato il presidente della Commissione messicana dei diritti dell'Uomo (Cndh), Jose' Luis Soberanes, presentando il rapporto elaborato in collaborazione con l'Associazione americana di difesa delle liberta' civili (Aclu). Alcune Ong ipotizzano fino a diecimila vittime.
La Cndh 'chiede che la morte degli immigrati clandestini alla frontiera sud degli Stati Uniti sia riconosciuta come facente parte di una crisi umanitaria internazionale', ha proseguito Soberanes.
Il numero di vittime e' considerevolmente aumentato dal 1994, quando gli Stati Uniti hanno lanciato l'operazione 'Guardian' di rafforzamento dei controlli alla frontiera californiana, estesa in seguito a quelle dell'Arizona e del Texas. Le morti, ha precisato Soberanes, sono essenzialmente accidentali, ma sono legate agli 'estremi rischi' che i clandestini devono correre affrontando itinerari pericolosi per evitare i passaggi controllati: torrenti, impervie montagne, deserti.
In coincidenza con la pubblicazione del rapporto, il ministero degli interni ha reso noti i risultati ottenuti con un 'programma di rimpatrio volontario': dal 21 agosto, giorno in cui il piano e' scattato, sono stati piu' di diecimila i 'clandestinos' che vivevano negli Stati Uniti a rientrare in patria tramite questa iniziativa.
Delle 10.561 persone tornate in Messico, piu' del 20% sono donne e 814 sono minori. Il 'Programma' punta a far tornare in patria senza alcun costo i messicani che vivono illegalmente negli Usa, ha rilevato il ministero, precisando che al progetto hanno preso parte il personale dei consolati di Nogales, Tucson e Yuma e le pattuglia di frontiera americana, insieme all'agenzia di applicazione della legge migratoria Usa.