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 ITALIA - ITALIA - Torino sfida Maroni: sì a bimbi 'clandestini' negli asili nido
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Notizia 
11 marzo 2010 11:17
 
Torino apre gli asili ai figli degli immigrati clandestini, in barba al decreto sicurezza varato la scorsa estate, ed e' polemica politica.
'L'amministrazione comunale vanifica il duro lavoro del ministro Maroni per il contrasto dell'immigrazione clandestina', attacca la Lega Nord. 'Prendersela con i bambini piccoli - replica l'assessore comunale alle Risorse educative, Beppe Borgogno - non e' certo un modo per combattere la clandestinita''.
Un primo round nella battaglia tra Torino e governo si era gia' disputato la scorsa estate, nei giorni dell'approvazione del decreto Maroni. In una lettera inviata al governo, l'assessore Borgogno comunicava la decisione dell'amministrazione - come ricorda la Repubblica in un servizio sulle pagine locali di oggi - 'di procedere secondo le forme e i modi fino ad ora adottati'.
Da Roma nessuna risposta e cosi', visto che nel mese di febbraio si sono chiuse le pre-iscrizioni, e' partita una seconda lettera. E il tema e' tornato d'attualita' in concomitanza con le critiche dell'Alto commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay, in questi giorni in Italia, al pacchetto sicurezza.
La paura di essere denunciati, secondo un primo esame delle pre-iscrizioni, ha determinato un calo delle iscrizioni di bambini di famiglie extracomunitarie alle materne torinesi. Ma la posizione, sotto la Mole, non e' cambiata: tutti ammessi, perche' il diritto dei piu' piccoli all'educazione e all'istruzione e' considerato 'sacrosanto'.
'Mi rifiuto di pensare - sottolinea Borgogno - che per combattere la clandestinita' sia necessario impedire ai bambini dai 3 ai 6 anni di andare a scuola. Nel decreto Maroni c'e' una norma che consente ai figli di cittadini irregolari di essere iscritti alla scuola dell'obbligo. Noi ci siamo limitati a interpretare questa norma in modo estensivo, cioe' a considerare scuola dell'obbligo anche la materna, che e' propedeutica alla primaria'.
La Lega Nord non ci sta: 'E' una decisione che ha dell'inverosimile', sostiene Mario Carossa, capogruppo del Carroccio al Comune di Torino. 'Non possiamo piu' tollerare che siano sempre privilegiati gli altri - aggiunge il leghista - e che i piemontesi siano sempre al fondo della classifica delle priorita' della sinistra'.
Da quest'orecchio, pero', il Comune non ci sente. E tira dritto per la sua strada: 'I diritti dei bambini vengono prima di tutto, utilizzarli a scopo elettorale e' la cosa peggiore che si possa fare', precisa Borgogno. E, in attesa di conoscere la risposta del governo, incassa la solidarieta' dei radicali: Per Igor Boni e Domenico Massano quella dell'amministrazione torinese e' una 'scelta seria contro la discriminazione e per l'integrazione'. (Alessandro Galavotti, Ansa)
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