bertaiola mauro
29 aprile 2006 00:00
Ho visto oggi nei supermercati che enel.si distribuiva gratuitamente delle lampade a basso consumo,il chè mi ha incuriosito bastava firmare una lettera di ricevuta , dicevano le ragazze. Dopo aver firmato e ritirato il sacchetto mi sono chiesto se quello che ho firmato era solo una ricevuta e quindi mi sono fatto dare un'altra ricevuta dice "dichiaro di aver ricevuto in omaggio n°3 lampade fluorescenti in omaggio di essere stato informato sui risparmi energetici conseguibili ...e dei metodi per migliorare l'utilizzo efficiente delle lampadine.
-di essere a conoscenza di partecipare a una iniziativa di risparmio energetico che contribuisce al raggiungimento degli obbiettivi previsti dal decreto ministeriale del 20 agosto 2004.Tale iniziativa potrà dare origine al rilascio di titoli di efficienza energetica da parte dell'Autorita' per l'Energia elettrica ed il Gas a favore della societa' Enel.si srl autore della stessa.
Innanzitutto nessuno dasva informazione poiche le ragazze davano i moduli e li ricambiavano firmati con il sacchetto con l'omaggio poi nessuno credo sappia che cosa significhi che tale iniziativa potra' dare origine al rilascio di Titoli di Efficienza energetica (quindi moltissimi soldi nostri) anche in considerazione del fatto che nessuno controllava che chi firmasse scrivesse dei dati veri e chi firmasse firmasse con la ropria firma.
Si vedevano uscire carrelli con 2-3-4 sacchettini contenenti lampade mi chiedo: 1)che dati hanno messo costoro?
2)io ad esempio non ho la possibilita' di utilizzare le lampadine in quanto a casa ho tutti faretti oppure neon, in capannone e ufficio pure quindi non so cosa farmene.
3)chi mi dice che visto non si controlla un documento quando una persona firma ci possa essere qualcuno che si mette a compilare fogli con nomi copiati da qualche elenco telefonico e firmati procurando all'enel.si i soldoni dei titoli di efficienza e riciclando le lampadine a basso consumo ?
elettricista
30 aprile 2006 00:00
ma se le lampade non puoi usarle, che cacchio le hai prese a fare??
casalingo
01 maggio 2006 00:00
sign. mauro me le porti quelle lampade visto che non ti servono?
Scocciato
01 maggio 2006 00:00
Con tutti gli elettrodomestici sempre più affamati che ci tocca avere per il nostro modernismo sfrenato- voluttuario o imposto che sia-(vai a chiedere se vendono ancora un phon da 400 w, o se vendono ferri da stiro da 750 w, se hai coraggio. I commessi o le commesse ti ridono in faccia !) lA STORIELLA DELLE LAMPADE A BASSO CONSUMO ENERGETICO LA GENTE NON LA VUOLE SENTIRE PERCHè IMPIEGANO TEMPO AD ENTRARE A REGIME DOPO ACCESE, PERCHè FANNO LUCE FREDDA, PERCHè COSTANO MOLTO DI PIù DI UNA A INCANDESCENZA, ANCHE SE DURANO TRE VOLTE, MA COSTANO SEI VOLTE DI PIù, E POI NON VANNO BENE PER TUTTI I SUPPORTI E PER TUTTI I LAMPADARI, PLAFONIERE, ECC. Inolte, in un lampadario di Murano, nelle plafoniere, nei faretti, che ci metti?
Quì diventa la stupidina storiellina di quello che va al mare a mangiare una scafata di pesce da 100 euro (quando gli va bene) e poi specula sul caffè e quando va a casa risparmia sul consumo della lampadina !!
Su questo sito c'è gente che ha fatto elenchi kilometrici su come risparmiare qualche euro, io ho diverse lampade a basso consumo, ma le mie bollette da 250 € al bimestre non saranno mai influenzate per così poco. Nessuno è in grado di ottimizzare sistematicamente i propri consumi ( Una lavatrice in meno al mese, equivarrebbe al risparmio di una lampada per un giorno) Se la mentalità dei consumatori, specie se giovani che non hanno provato le vere ristrettezze, e che non spengono mai le luci, ma tengono piuttosto le serrande abbassate anche d'estate (alla faccia dell'ora legale)e fanno questo ragionamento: se metto qualche lampada a basso consumo, poi posso tenere luci accese anche di notte, tanto poi spendo meno.
Quella delle lampade a basso consumo, è una goccia nel mare, un affare per la produzione delle lampade(che fanno all'estero) così mandiamo sempre più soldi,( come al solito, fuori d'Italia magari alla solita Cina),una spesa per pagare la distribuzione di queste lampade, una spesa enorme e perversa perchè la paghiamo noi azionisti, consumatori, e che si ripercuote anche sui prezzi industriali.
Un figlio che si sposa, fà lista di nozze presso uno store, tipo( comet, trony, ecc.)
ebbene porta a casa decine e decine di prodotti elettrici potentissimi, automazioni varie, che se funzionassero anche solo al 5% della totale potenzialità, supererebbero già largamente i tre kilowatt di potenza normalmente ora assegnata. Se la moglie cuoce un arrosto al forno(ora elettrici) non può stirare, e neppure farsi un caffè(elettrico) o accendere la lavastoviglie o farsi l'onda ai capelli perchè il phon tira duemila solo esso) e poi guardiamo ai dieci-trenta watt delle lampade?
Spesso vedo viali cittadini con file di lampade accese anche di giorno. Quelle chi le paga? Ha... ma tanto hanno lampade a basso consumo...
ENEL SpA
02 maggio 2006 00:00
Ma non rompete i cazzi!
Dovete pagare e subito,anche per il disservizio e la pubblicità!
I nostri bilanci sono in positivo e anche di molto,alla faccia vostra!
Controllate per credere,ma state zitti e pagate!
Anna
02 maggio 2006 00:00
io di elettricità pago pochissimo, è il gas che mi stronca ...
Alex
02 maggio 2006 00:00
Vero quello che dice scocciato, però sono le gocce che fanno il mare.
Il problema della costruzione di lampade a basso consumo è in realtà un falso problema: per ogni lampada a basso consumo non prodotta se ne producono 6 classiche! Ed anche queste in Cina o giù di lì.
Non bastano le lampade a basso consumo (peraltro ormai ad accensione immediata e luce più "naturale") ma serve una seria lotta agli sprechi: lampade a basso consumo, controllo dell'illuminazione pubblica, elettrodomestici a basso consumo (classi A), razionalità nell'uso degli elettrodomestici stessi, ecc ecc.
Ma lo Stato deve cercare di incentivare questi comportamenti sani altrimenti lasciando alla singola coscienza di ciascuno non otterremo mai niente.
ps: scocciato, ma come fai a spendere 250 euro a bimestre??
pps: vero che una lampada consuma poco, ma resta accesa per tante ore al giorno; viceversa un ferro da stiro non viene utilizzato tanto (almeno in generale) e consuma il massimo solo quando scalda la caldaia dell'acqua, non è che consuma tanta energia per tutto il periodo di funzionamento.
FABRIZIO
03 maggio 2006 00:00
Una volta, le lampade a B.C. costavano una cifra, oggi si trovano a meno di 4 euro e spesso vedo offerte speciali dove per 4,99 euro te ne danno 2.
Una lampada ad incandescenza costa ormai da 50 cents a quasi 1 euro quindi la differenza é fortemente scesa.
Nella mia casa ho fatto una prova mettendo una lampada ad incandescenza e poi una a B.C. , in una luce notturna che sta accesa tutte le notti, in estate almeno 8-9 ore ed in inverno almeno 15-16 ore, media, 12 ore al giorno.
Il risultato è stato che la lampadina normale dopo 2-3 mesi brucia, cioé dopo circa 700-1000 ore, quella a B.C. dura da 1,5 a 2 anni , da 6000 a 8000 ore cioé 7-8 volte.
Al posto di una ad incandescenza da 40 watt ne ho messo una a B.C da 11 watt, 4 volte meno potente ma con pari o superiore luminosità.
In un anno, circa 4500 ore a 40 watt fanno 180 KWora che moltiplicato per circa 15 cents fanno circa 27 euro.
Per quella a B.C. 4 volte meno.
Quindi vi siete ri-pagati la lampada a B.C. ed avete pure risparmiato.
Comperandole quando ci sono le offerte il costo si può considerare anche alla pari:
Infatti la B.C. costa di più ma dura altrettanto di più.
Però....... consuma molto meno.
A casa mia ho sostituito tutte le lampade ad incandescenza con lampade a B.C. dove stanno accese molto e con neon dove serve luce immediata.
Il risultato é stato un apprezzabile rispermio.
Apprezzabile significa che mi sono accorto che la bolletta é effettivamente calata, e non di qualche euro ma di qualche decina.
Se poi qualcuno si scandalizza a mettere delle lampade a B.C. sul lampadario di Murano in stile Luigi XVI, beh, forse é meglio che cambi stile.... !!
Morale:
La lampada ad incandescenza é la stessa inventata quasi 2 secoli fa da Thomas Edison.
Un televisore degli anni 50 con valvole (a incandescenza) consumava circa 250-300 watt.
Un televisore solid-state, anche se col tubo ancora a CRT consuma 5-6 volte meno.
Una radio a valvole consumava 50-70 watt, una a transistors.... qualche watt.
A meno che non siate di quegli amanti dell'HIFI a valvole che amano il suono ancora "caldo" , forse é il caso di mettere in pensione il filamento ad incandescenza e relative applicazioni !!!
Scocciato
03 maggio 2006 00:00
Intanto chi me lo fa fare a cambiare tutto il parco elettrodomestici perchè sono più obsoleti e antieconomici (sempre che sia vero) quando l'energia aumenta 4% a trimestre ! Li cambio quando sono finiti. Se cambiassi tutto mi costerebbero quanto un anno e più di consumi; poi, per risparmiare a casa, porto il bucato in lavanderia e stireria !per risparmiare l'arrosto al forno in casa, vado al ristorante, non guardo all'"home-theatre, ma vado al cinema con l'auto (però a gas che costa meno, e poi abbasso il riscaldamento!. Inoltre gli oggetti (quelli denominati a risparmio energetico si riducono a: lavatrice( le resistenze sono quelle e per scaldare l'acqua ci vogliono) e frigoriferi perchè sono più coibentati ed ergonomici, oltre ai prodotti elettronici che si usano non sempre. Ma il resto non c'entra proprio per nulla. I frullatori , i phon, gli aspirapolvere, le lucidapavimenti, le idropulitrici, le stufe elettriche per accenderle e riscaldare subito ambienti on-demand, i robot per fare cucina, i forni (spesso non più a gas)elettrici, i grill, le cappe aspiranti, i sistemi di home theatre con il proiettore che viaggia a parecchie centinaia di watt quello scarso, i ferri da stiro, le asciugatrici ed altri cento elettrodomestici, consumano spesso il doppio di dieci anni fa (anche perchè molti non c'erano neppure). Adesso hanno tutti i cordless, ma quelli sono attaccati alla corrente e consumano in continuazione.La gente ha un televisore in ogni stanza-bagni compresi- e conta poco se consumano meno singolarmente !
In casa ci sono due PC sempre accesi l'UPS, lo scanner, la stampante, i caricapile sempre accesi, senza contare il portatile(va comunque ricaricato) e il mio medio consumo base giornaliero è di 0.5 Kwh (24h.) teorizzando due frigo-freezer (classe buona)e un PC sempre attivo, più altre cose varie-orologi,radiosveglie, spie, sistema di allarme, borchie ISDN, ADSL, router ecc.ecc. continuamente attivi.
Poi l'illuminazione non si usa quando c'è luce a meno che di non abitare in cantina quindi si possono ipotizzare(inverno 8-9 ore e d'estate 2-3 ore) interventi delle lampade a basso consumo non risolutivi. Certo che tutto fa brodo! Io sono il cerbero di casa. Per ergonomizzare luce, gas ho inventato applicazioni di marchingegni su tutto quanto consuma di più ed inutilmente.
Temporizzando le inutili accensioni dei riscaldatori, l'inutile correzione continua delle temperature acque sanitarie, sensori per spegnere quando non servono utilizzatori o per permetterne l'accensione solo in combinati momenti per evitare i picchi che provocano sempre traumi, ecc. mi permettono di consumare molto meno che adottando qualche lampadina a b.c. Ciononostante ho 4500 kw fissi annui di minimo medio giornaliero, cioè 0.5 orari costanti Il resto per arrivare( Per rispondere a Alex) a circa 7500/8000 Kw annui(cioè 250 € bimensili). Se non risparmiassi, potrei pagarne anche 12000.
Quindi anche altre persone si danno da fare per risparmiare, per cercare di combattere i costanti aumenti delle bollette, ma quì diventa come il voler stare dietro alle continue generazioni dei cellulari. La fame esponenziale di energia si combatterebbe evitando elettrodomestici famelici, ma quando vai a comprare il nuovo phon te lo propongono a duemila watt al posto dei vecchi milleduecento, o il nuovo frigo, lo devi prendere più grande, con la cubettatrice veloce, con la ventola interna ecc. HAI VANIFICATO TUTTO.
Allora per chi risparmiamo?
Per far salire i guadagni del comparto energetico (ultimamente vengono promossi gli investimenti speculativi sull'energetico)e noi consumatori veniamo fatti zittire inducendoci a risparmiare di più.."""CON UN PUGNO DI LAMPADINE".
Salviamo l'elefante con la fragolina.
ALex
03 maggio 2006 00:00
Scocciato hai ragione ma con tutto quello che hai detto poi che facciamo? Niente? Ci limitiamo a guardare mentre si consuma e spreca sempre di più?
Io dico che risparmiare almeno dove si può fa bene alle tasche ed al bilancio energetico nazionale.
Cambiare i vecchi elettrodomestici (ormai con vita residua limitata) con i moderni e più efficienti di classe A fa risparmiare molti soldi rispetto ai vecchi "F", certo sarebbe bello ci fosse anche un contributo statale (che tanto si recupera tutto con l'interesse grazie all'Iva). Almeno per quegli elettrodomestici per i quali è obbligatoria la classe di consumo. Una mossa che farebbe bene anche all'economia, oltre che alle tasche dei cittadini ed alla domanda energetica, che quest'estate arriverà a nuovi massimi.
Lo so, un intervento del genere come hai fatto notare non è risolutivo. Ma è qualcosa. E credo che sostenere anche economicamente chi segue comportamenti virtuosi sia comunque giusto, anche se non risolutivo.
Tra l'altro i positivi risvolti sui bilanci energetico ed economico, come ha fatto notare Fabrizio, non sono poi da trascurare.
Credo si possa iniziare da questo, è un'iniziativa a costo 0 e che può dare qualche risultato immediato.
Intanto continueremo a discutere sulle altre fonti energetiche investendo nulla perchè "tanto ci vogliono 20 anni".. e così passeranno altri 20 anni inutilmente rinfacciandosi quello che si sarebbe dovuto fare 20 anni prima!! Per una volta, potremmo iniziare a darci da fare davvero, non solo nei programmi!
FABRIZIO
04 maggio 2006 00:00
Dobbiamo metterci in testa che l'energia é la cosa al mondo più preziosa, più necessaria e, almeno per ora, più difficile e costosa da ottenere.
Ci sono 3 cose al mondo importanti ed indispensabili al nostro modo di essre umani:
-Le materie prime
-la nostra intelligenza
-l'energia
Per fare tutto ciò che ci contorma occorre partire da materia prima, sia essa ferro, sabbia, acqua, legno ecc.
Per trasformare la materia prima in qualunque oggetto, prima ci vuole la nostra intelligenza ed inventiva, poi occorre l'energia, senza della quale la trasformazione non sarà possibile e senza della quale la sabbia resterà sabbia, il ferro resterà ferro e la nostra inventiva resterà un bel progetto nella nostra mente.
Abituiamoci a pensare che l'energia costerà sempre di più e sempre tantissimo, almeno fintanto che non inventeremo come produrla a basso costo dalle fonti rinnovabili, o a meno che qualche alieno un giorno non scenda sulla terra e ci passi il progetto per trasformare l'aqua del mare in KWora.
Qualunque risparmio é quindi da percorrere, anche se a volte ci può parere piccolo.
Certo, occorre fare dei distinguo:
E' chiaro che chiedere oggi a tutti di montare celle fotovoltaiche spendendo 40 milioni di vecchie lire (o anche di più) per fare un misero impianto che darà si e no i 3 Kw e pure solo di giorno non può certo essere una soluzione percorribile.
Quante bollette pagherò con una simile cifra ?
Probabilmente per tutta la vita !
Ma in attesa che tali impianti costino meno e/o che siano finanziabili (realmente e non come si dice ma poi non si fa) possiamo contribuire a fare scelte risparmiose.
Nessuno vi obbliga a sostituire la vostra lavatrice, se funziona.
Ma se dovete cambiarla, é meglio orientarsi verso modelli più ecologici, costeranno un pò di più, ma il di più lo risparmierete negli anni ed avrete un oggetto più ben fatto.
Oggi la Cina ci sta invadendo di porcherie e i nostri prodotti stanno soffrendo una concorrenza sleale peraltro spesso di facciata, non certo di sostanza.
Se dipendesse da me, così come l'Europa ha obbligato i costruttori di auto a progettare e immatricolare modelli almeno euro 4 proibendo dal 2006 la messa sul mercato di modelli più inquinanti, io obbligherei i costruttori di apparati elettrici a fare altrettanto stabilendo dei paramtri di consumo e di rendimento energetico con maggiore efficienza.
Non dimentichiamo che anche questo è un modo per arginare le "patacche" che ci arrivano dalla cina.
Certo, nessuno nega l'alta tecnologia di DVD, TV al plasma ecc. provenienti da qual paese ma ci sono anche una infinità di patacche a basso costo ma anche a bassa efficienza che lo stesso paese ci rifila col fatto del prezzo basso.
Ho comprato un compressorino da hobbista a 69 euro made in Cina.
A parte che ogni tanto quando partiva mi faceva scattare la protezione magnetotermica (ho poi scoperto che assorbiva più di 16 A.) dopo un mese é letteralmente "scoppiato" e l'ho buttato nel cesso !
Dopo di che, con 150 euro ho comprato un prodotto nazionale che funziona regolarmente e che non mi fa scattare la termica.
Avevo anche comprato una idropulitrice, sempre cinese e sempre a basso costo ( 59 euro) che però si ferma ogni dopo circa 30 secondi di funzionamento per sovraccarico termico e devo aspettare che si raffreddi.
Scusate se l'ho fatta lunga ma penso che inanzi tutto dobbiamo ricominciare a prendere fiducia nei nostri prodotti ed accettare di pagare di più per avere migliore qualità, oltre che per salvare posti di lavoro.
Poi dobiamo metterci in testa che dai cinesi non abbiamo nulla da imparare, almeno dal punto di vista tecnico-scientifico ma che anzi la tecnologia é ancora patrimonio occidentale.
Ricordiamoci che i prodotti hitech fabbricati in cina sono progettati in occidente o in giappone e che la scelta del dislocamento produttivo ha solo motivazioni economiche, non tecnologiche.
Per concludere:
Siate realisti, quando cambierete il frigor spendete qualche soldino in più e sopratutto sfruttate le scelte ed i dispositivi tecnolgici che fanno risparmiare davvero (come le lampadine ad alta efficienza ed i neon).
........
E la sera, non fate come quelli che, marito, moglie e figlio, guardano su 3 televisori diversi, in 3 stanze diverse .... lo stesso programma !!!!
Paolo 1
04 maggio 2006 00:00
Personalmente ho parecchie riserve su tutti questi discorsi degli ambientalisti.
Gia' negli anni Sessanta il Club di Roma (parecchi scienziati tra cui l'attuale direttore scientifico del WWF, Bologna) avevano annunciato nella Relazione sui limiti dello sviluppo che entro 30 anni il petrolio sarebbe finito, quindi bisognava abituarsi ad andare a piedi, noi tutti sappiamo come e' andata. Idem per l'effetto serra, i mari che si innalzano (tranne dove vado io ...), etc etc.
Temo che ormai questo ambientalismo sia un business, nella peggiore accezione del termine.
Prendiamo i parchi, le riserve naturali, et similia: prima dicono che sono beni naturali da preservare, e proibiscono di entrarci o quasi, poi le affidano a enti pubblici locali, da questi finiscono in mano a benemerite cooperative di amanti della natura, che se fanno pagare un biglietto di ingresso e' solo a fin di bene, per la manutenzione, che madre natura non la sa fare, poi queste cooperative cambiano ragione sociale e diventano SpA, e il prezzo del biglietto aumenta. Anni fa il greto del Parma, in citta' e fuori, era solo un greto, con un po' d'erba e degli argini, poi dei pensionati costruiscono una casupola, altri fanno campi da calcio, poi costruiscono spogliatoi e uffici, adesso si vedono cartelli come "Societa' sportiva GS La Grande PROPRIETA' PRIVATA Divieto di ingresso", insomma e' in corso da anni una privatizzazione strisciante di aree demaniali, espellono i vecchi abitanti che magari per necessita' e scarse risorse si sono costruiti una casetta nella golena del Po e del Parma, ma dopo un po' ci arrivano varie societa' che "valorizzano" la zona.
Tornando ai nostri elettrodomestici e lampadine, concordo che e' assurdo cambiare in fretta tutti i propri marchingegni ogni volta che qualche ambientalista urla che sta per succedere la fine del mondo, o sostiene che un nuovo dispositivo fa risparmiare. Meglio farsi i conti per bene. Non fidarsi. Come per i contatori elettronici ENEL.
Alla facolta' di fisica di Parma da piu' di un anno hanno scoperto un nuovo tipo di fotovoltaico che costa l'80% in meno, ma nessuno l'ha messo sul mercato. E quelle regioni che come l'Alto Adige obbligano a mettere i pannelli FV sulle nuove costruzioni si rendono complici di un furto. E' un business e un furto, altro che risparmio.
E quanto alle lampadine, ho sentito parecchie lamentele che non durano poi tanto, e quindi il risparmio e' solo "teorico".
Qualcuno si e' studiato lo spettro della luce emessa da queste lampadine a bc? Sono innocue? Gia' quando si diffusero le luci al neon molta gente dovette mettersi gli occhiali, e la risposta dei tecnici fu che il neon non faceva male, faceva solo venir fuori disturbi cui si era predisposti. Allo stesso modo si potrebbe sostenere che un soggiorno a Auschitz non fa male, tanto e' vero che quale reduce e' ancora vivo, quelli che sono morti si vede che erano predisposti a morire.
Paolo
Incazzato con B. Toscana-Fabriano(AN)
10 maggio 2006 00:00
Un post del genere di quello scritto da Primo Mastrantoni, segretario Aduc dovrebbe generare una reazione del tipo:
in un giorno 10.000 e-mails chiedono all'ENEL se non era preferibile rinunciare alla campagna pubblicitaria e con gli stessi soldi ridurre le tariffe ai Consumatori.
Perché questo non avviene?
Paolo 1
11 maggio 2006 00:00
Maschiaccio toscano,
non hai tutti i torti.
Si potrebbero mandare 10.000 o 100.000 EMail all'Enel dicendo di non buttare i (nostri) soldi in pubblicita', e piuttosto diminuire le tariffe.
Ma non e' detto che ci ascoltino.
Ho sentito che le compagnie petrolifere la concorrenza se la fanno a colpi di gadget, e non riducendo i prezzi, e se lo fanno e' perche' gli automobilisti hanno un cervello fatto in un certo modo.
Quanto all'Enel, basta far circolare lettere sulla stampa, radio TV e Internet per metter in guardia su contatori elettronici, aumenti di tariffe, etc, e intanbto ovviamente non diventare clienti Enel.
Stamane 110506 ho letto una lettera sulla Gazzetta di Parma in cui un signore spiega come battersi contro gli oligopoli (dei quasi monipoli in cui quattro gatti fanno il mercato) o per spezzare un cartello oligopolistico in cui tutti fanno gli stessi prezzi, esageratamente alti; in casi dei genere si ha la senzxazione di essere impotenti, di non poterci fare nulla, perche' sono tutti uguali, ma questo e' un ragionamento sbagliato, come quello dell'asino di Buridano che indeciso tra quuale dei due mucchi uguali di fieno mangiare fini' col morire di fame. Difficile batterli, ma non impossibile. Basta cominciare col prendere di mira la prima societa' del settore, o le prime due, come Esso e Shell nel caso della benzina, si fa una specie di catena di Sant Antonio, ciascuno avvisa dieci conoscenti, e in poco tempo si fa giungere il messaggio a centinaia di milioni di consumatori, "dal 1/6/6 nessuno compri piu' benzina Shell o Esso, finche' non fanno scendere il prezzo sotto x euro", al che Shell ed Esso o si piegano (senza fallire, gli basta diminuire un po' i loro superprofitti), oppure chiudono bottega.
Ciao
Paolo
Davide
24 maggio 2006 00:00
Vorrei spezzare una lancia in favore dell'enel. Per ogni grande azienda i costi pubblicitari vengono ampiamente ammortizzati con vendita di ulteriori servizi o beni. I costi elevati alla bolletta del consumatore sono un problema che ci portiamo avanti a causa del nostro deficit di idrocarburi e di scelte politiche poco lungimiranti fatte in passato. L'elettricità viene prodotta grazie ai carbon fossili, attraverso l'idroelettrico o il nucleare. L'italia non ha petrolio né carbone, ha sfruttato al massimo le possibilità dell'idroelettrico e dopo un referendum è stato impedito all'enel di sfruttare il necleare per produrre energia.
Le fonti alternative sono interessanti e possono fornire fino ad un 10-15% della produzione totale, ma non sono certo un'alternativa al petrolio o al nucleare.
Con il prezzo del petrolio a 70 dollari al barile continueremo a pagare la bolletta il doppio dei francesi che con molto realismo e poco autolesionismo producono il 70% della loro energia grazie al nucleare.
Alex
24 maggio 2006 00:00
"Si potrebbero mandare 10.000 o 100.000 EMail all'Enel dicendo di non buttare i (nostri) soldi in pubblicita', e piuttosto diminuire le tariffe."
No no no... non fatelo!!! Poi gli intasate i server e ci fanno pagare anche gli interventi dei tecnici dell'information technology e dei consulenti....
Per ora tutto tace, aspettiamo il prossimo black-out estivo per riproporre il tema dell'energia e delle fonti alternative. Intanto abbiamo perso altro tempo, beh tanto per fare interventi servono 20 anni quindi perchè iniziare ora?
Paolo, purtroppo quella email è una gran bufala, perchè la domanda di benzina non è modificabile e la gran parte del costo dipende dallo stato e non dalle compagnie petrolifere.