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FABRIZIO 12 maggio 2006 00:00
Non condivido assolutamente questo atteggiamento generalizzato del sig. Donvito che dipinge tutte le associazioni di volontariato come delle "sciupasoldi" scriteriate.

Come al solito si generalizza facendo di tutta l'erba-ccia un solo fascio !

Premesso che stiamo parlando di uno 0,5 % di un gettito IRPEF, premesso che vorrei vedere in tutte le manovre di aggiustamento dei bilanci dei governi vari quale é la tolleranza di errore (o di precisione) nel calcolo dei fabbisogni del paese, premesso che, a giudicare dalla stesse manovre, ripetute e reiterate nel tempo, la sensazione é che i governi quando stilano le finanziarie commettono errori di percentuali a 2 cifre e non a zerovirgola, premesso tutto ciò, di questi soldi lo stato non ne soffre certamente la mancanza, mancanza che non tarderà a sopperire con l'introduzione di tasse a coefficienti ben più alti di uno zerovirgola.

Invece, le associazioni, quelle serie beninteso, troveranno in questa operazione quella fonte di sopravvivenza che spesso é mancata loro.

Piuttosto, si sarebbe dovuto guardare meglio dentro a chi si è proposto per ricevere questo contributo, a giudicare da tante associazioni di briscola e tresette, di squadre parrocchiali di calcio, di associazioni di boccio-fili, cino-fili, gatto-fili, bar-ofili, pesci-ofili, caccio-fili ecc. che si sono presentate alla cassa, ottenendo, non si sa come, l'imprimatur di associazione di volntariato e/o no-profit !

Quindi come al solito, se una iniziativa é buona, la si critica quando chi ne approfitta é disonesto.

Continuamo a buttar via l'acqua sporca senza accorgerci che dentro c'é il bambino !!!
Alex 12 maggio 2006 00:00
Vero, non spariamo nel mucchio.
Ci sono tante organizzazioni no-profit che sono spuntate ultimamente e non si capisce bene che scopo abbiano, al di là che utili da distribuire non dovrebbero (ufficilamente) farne, ma possono benissimo elargire denaro a chi vogliono sotto altre forme.
Però nell'elenco ad esempio c'è anche l'Airc.
Non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, anche se è vero che trovare le associazioni "giuste" in quegli elenchi sterminati è un'impresa!
Ma allora facciamo più informazione con l'indicazione di quelle realtà che fanno vera ricerca scientifica.
Un contributo anche minimo alla ricerca scientifica è sempre auspicabile.
antonio invitante 12 maggio 2006 00:00
ho consegnato il mio 730 e senza leggere questo articolo sul vostro sito, istintivamente non ho firmato sulla schedo per il 5 per mille.Ho sempre avuto il dubbio però che l'omessa firma destinasse il 5 per mille a tutti:mi auguro di aver agito bene.
Giuseppe P 12 maggio 2006 00:00
Che palle però questo atteggiamento dell'essere sempre contro tutto e tutti, l'importante è aprire bocca.

Ma io dico, che argomentazioni sono queste?
Non vedo una mala cosa il 5 per mille, anzi ho premuto affinchè si firmasse.
Se mai, togliere il 5 per mille e inserire le fondazioni, associazioni, università nei campi dell'8 per mille.
Così da avere VERE SCELTE ALTERNATIVE, fede o istruzione, istruzione o volontariato, volontariato o ricerca scientifica.
Gianfranco 15 maggio 2006 00:00
Sono stato un sostenitore di questa legge, perchè dare e sempre comunque l'8 per mille solo ed esclusivamente alla chiesa, perchè non far decidere al contribuente a chi evolvere questi fondi?, Perchè non darli, per esempio alla ricerca sulle malattie? E' vero, è una decisione coraggiosa la vostra a non approfittare del 5 per mille, ma l'Italia è un paese molto strano, dove mangiano tutti sulle spalle del contribuente e dato che la torta è già tagliata potevate aderire a queto banchetto, perlomeno con questi fondi potevate organizzare per gestirvi meglio e dare più informazione al consumatore, mi sembra di capire che la vostra è l'unica associazione che da una informazione così dettagliata via internet proseguite così. Buon lavoro a voi.
Domenico Faclonieri 15 maggio 2006 00:00
Pochi giorni fa (10 maggio u.s.), ho ricevuto per e-mail da MSF (Medici Senza Frontiere), la richiesta di devolvere loro il 5 per mille.
Ritengo che l'associazione sia altamente meritoria di ammirazione e di fiducia, per cui avevo ritenuto giusto devolvere loro, magari insieme ad altre di pari livello qualitativo, il famoso "obolo".
Certo che, leggendo il vostro messaggio, ho cominciato a nutrire dei dubbi se farlo o meno.
Vi chiedo, pertanto, se anche in questo caso rimarreste della stessa opinione e la spiegazione di quale fine farebbe tale cinque per mille, qualora nessuno lo devolvesse. Rimarrebbe, comunque, in dotazione allo stato? Per farne cosa?
Grazie.

Domenico Falconieri
Giuseppe P. 15 maggio 2006 00:00
Ma gentile Domenico, fa' quello che ti detta la coscienza o il tuo cervello, basta un post per mettere in crisi le tue idee?

Bisogna pensare con il proprio cervello.
Se ritieni che il 5 per mille sia qualcosa di positivo, firma. I mezzi li hai per pensare in modo indipendente.

Io l'ho donato alla mia università, certamente questa DEVE essere ANCHE sostenuta dallo Stato, ma un aiutino in più NON FA MALE.

E più legittimo in Italia sovvenzionare gli enti religiosi piuttosto che università e grandi enti che si occupano di cultura e ricerca scientifica?

Poi una contraddizione nelle parole finali di Donvito "Consiglio ovviamente valido per tutti coloro che non aspirano ad una societa' in cui lo Stato pensa a tutto, ma sia solo controllore ed ordinatore della corretta applicazione delle leggi."

che cozza con quanto affermato precendentemente

"demandare il finanziamento della ricerca scientifica, sanitaria e universitaria a questa sorta di lotteria del cinque per mille, ci sembra sottostimare le reali necessita' di questi importanti settori che, invece, dovrebbero essere sostenuti dallo Stato con tutti i suoi soldi e non con l'elemosina dei contribuenti. "

Ma allora lo STATO che deve fare, finanziare o essere controllore e ordinatore della legge?

Un po' di chiarezza... su.



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