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Fabrizio Ugolini 24 maggio 2006 00:00
Certo che siete proprio impazienti! Non è che avete la provvigione, per caso? Scherzo, per carità! So che è la passione civile che vi anima! Comunque, se avete un attimo di tempo, tra una battaglia e l'altra, potreste dirci qualcosa riguardo le morti delle donne statunitensi che hanno usato la RU486 dovute ad infezione dal batterio clostridium sordellii? Così, tanto per parlare di qualcosa mentre il ministro Turco sbriga le ultime pratiche burocratiche...
Lobster 25 maggio 2006 00:00
Ugolini, perche' non ci dici tu qualcosa su queste morti?

Magari citando la fonte, in modo che ognuno possa valutare l'attendibilita' di quanto dici.

Saluti,
Lobster
fabrizio Ugolini 26 maggio 2006 00:00
Volentieri. La fonte è Avvenire, quotidiano cattolico e quindi assolutamente di parte. Il prof. Ralph Miech docente di farmacologia molaecolare alla Brown University di Rhode Island ha presentato il risultati dei suoi studi al congersso di della Fda ad Atlanta, dove un altro studioso era giunto indipendentemente alle stesse conclusioni circa la pericolosità della RU486, James McGregor dell’Università di Southern California. I casi a cui si riferiscono gli studi sono quelli relativi a quattro donne californiane decedute dopo aver preso la RU486, il parere del prof.Miech è che: "(...) il mifepristone, contenuto nella pillola Ru 486, inibisce l’azione del sistema immunitario e favorisce la diffusione di tossine letali, catapultando alcune donne che la assumono in uno choc tossico che le uccide." Varrà la pena ricordare come agisce la pillola abortiva: "In primo luogo provoca una dilatazione del collo dell’utero. Quindi induce una ischemia delle pareti dell’utero, riducendo il flusso sanguigno alla regione. In questo modo manda in necrosi l’embrione. Allo stesso tempo sensibilizza l’utero all’effetto delle prostaglandine, che vengono somministrate in un secondo tempo per indurre le contrazioni e l’espulsione dell’embrione." tutto questo processo, secondo il prof. Miech "crea un clima ideale per la proliferazione di un batterio anaerobico come il clostridium sordellii: il mifepristone blocca infatti i recettori di progesterone indispensabili per mantenere il necessario apporto di sangue all’utero gravido. Inoltre si verifica un’emissione disordinata delle proteine rilasciate dai globuli bianchi che provocano infiammazioni. Questo interferisce con il meccanismo di difesa iniziale dell’organismo contro i batteri." E' allora che il batterio clostridium sordellii agisce: "una caratteristica esclusiva del clostridium sordellii è che secerne una tossina letale che funziona come un enzima e che inattiva le proteine G. Queste sono come degli interruttori che a loro volta attivano il sistema immunitario. Quindi c’è un doppio effetto: il mifepristone crea le condizioni ideali per la proliferazione del batterio e interferisce con le difese del sistema immunitario che così vengono più facilmente attaccate dal clostridium sordellii, che a sua volta paralizza ulteriormente le difese immunitarie. Un altro effetto di questo meccanismo è l’indebolimento del plasma e un aumento dell’emoglobina: un fenomeno che finora non si spiegava in donne che avevano perso molto sangue a causa dell’aborto." Alla domanda se questi eventi possano verificarsi anche in caso di aborto chirurgico il prof, Miech ha risposto: "No, non questi eventi specifici. Ci sono rischi di infezione batterica anche nell’aborto chirurgico, ma i miei dati mostrano che sono 10 volte inferiori ai rischi connessi all’assunzione del mifepristone. Questo è il risultato più forte ed inequivocabile del mio studio."

Enrico Falcinelli 26 maggio 2006 00:00
In realtà c'é da prestare attenzione, ancor prima di discutere sull'etica del suo utilizzo: pare che l'RU486 abbassi le difese immunitarie dell'organismo.
Prego di concentrarvi sull'esasperazione di questa verifica, prima di esasperarsi nel protervo tentativo di porre avanti tutto un pensiero ideologico.

Saluti.
Anne Marie Rey 01 giugno 2006 00:00
Ben fatto! Spero per le donne italiane che questa volta succederà finalmente l'introduzione in Italia della RU 486.

Ecco cosa ho scritto al giornale "Avvenire" ieri:

Lettera alla redazione a pubblicare per favore. Grazie.

Aborto colla Ru 486 - un metodo provato e sicuro

Ogni volta che Avvenire scrive sulla Ru 486 aggiunge un altro decesso... Il 25 maggio Assuntina Morresi menziona "sette morti accertate" e inoltre "quattro altre su quali si sta indagando" negli Usa come anche "almeno cinque morti accertate in Europa". In verità i decessi negli Usa dopo un aborto colla Ru 486 fino ad oggi sono quattro dovuti a un infezione col batterio Clostridium sordellii e uno ancora si sta indagando. Due altre morti erano causate l'una da una overdose di metadone, l'altra da una gravidanza extrauterina, chiaramente queste due non possono attribuirsi alla Ru 486. In Europa c'era un caso mortale in Francia nel 1991 dovuto a una prostaglandina che non si usa più oggi, uno in Svezia e due in Inghilterra. Insomma nove casi mortali su più di un millione e mezzo circa di aborti. Sono casi tragici, ma rarissimi. L'esperienza negli paesi europei mostra che il metodo ha certi vantaggi (si può applicare molto presto nella gravidanza, non è invasivo), che il rischio di complicazioni serie è minimo e gli effetti secondari (dolori, nausea, perdite di sangue) solitamente sono ben tollerabili. In Svizzera più del 50 percento delle interruzioni di gravidanza si fanno con questo metodo alla soddisfazione delle donne e dei medici.

Anne-Marie Rey
Aborto-informazioni
Zollikofen / Svizzera
www.svss-uspda.ch/it/aborto.htm
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