Alex
29 maggio 2006 00:00
Ora non si vorrà fare passare il concetto che i farmacisti sono una categoria che a malapena sopravvive!!
Hanno una rendita di posizione per il fatto di avere un Monopolio nella vendita di certi prodotti che hanno dei ricarichi decisamente superiori a quelli di prodotti venduti in regime di libero mercato.
Comunque, se questo non fosse vero, perchè opporsi? Cosa avreste da temere? Non è che si vuole evitare di far venire a galla la verità?
Più concorrenza equivale a prezzi più bassi, è una legge di mercato. Oggi di concorrenza non ce n'è.
Io non ho mai trovato prodotti venduti in farmacia che costano meno dei corrispondenti venduti nei centri commerciali.
Alex
29 maggio 2006 00:00
Ah, tanto per arrivare al dunque... conosco diversi informatori scientifici del farmaco, gli sconti sui prezzi di listino arrivano a decine di punti percentuali, quindi i farmacisti (che non scontano nulla al cliente) non fanno certo la fame, avendo dei ricarichi non indifferenti su prodotti che costano parecchio.
Perchè chi vuole aprire una farmacia non può farlo?
E' una situazione da eliminare.
Jo
29 maggio 2006 00:00
anche i ladri hanno paura dei farmacisti, son peggio di loro.
Federico Saravalle
29 maggio 2006 00:00
Certo, le farmacie secondo questa proposta di legge sarebbero il vero nodo del problema.
Ovvio, i farmacisti sarebbero questa massa di cinici che comprano a 10 e vendono a 100, quindi togliendo i farmaci dalle farmacie si risolverebbe il problema.
Semplice, no?
Me ne siete così sicuri?
Se volete, classificate la mia come un'opinione di parte, perché ho esperienze dirette del lavoro che svolge una farmacia.
Sto parlando di una piccola farmacia di un altrettanto piccolo paese di una qualsiasi regione italiana.
Essendo così piccola, questa non fa parte di un grande gruppo di acquisto e non riesce quindi ad avere condizioni particolarmente vantaggiose dai fornitori.
Detto questo, chiunque si aspetterebbe di trovare prezzi particolarmente alti rispetto ai prodotti equivalenti già venduti nei supermercati.
Ma qualcuno di voi, signori che avete le idee tanto chiare sul da farsi, si è preso la briga di andare a fare qualche confronto?
Ma non sui prezzi dei farmaci venduti in America, in Patagonia o dall'altra parte del mondo, bensì su quelli presenti sia in farmacia che al supermercato.
Come? Vi è sfuggito che ci sono alcuni prodotti che sono presenti in entrambi i luoghi?
Suppongo di si, perché ne salterebbero fuori delle belle; ad esempio che i pannolini per bambini Pampers costano meno in questa piccolissima farmacia che nel più grosso centro commerciale della vicina città.
Sto parlando di una IperCOOP, non della botteguccia della sora Gigia.
Potrei continuare il confronto con altri prodotti (e sono disposto a farlo su vostra richiesta), ma non è questo il motivo del contendere.
Vorrei solo aprirvi gli occhi sul mestiere che un farmacista manda avanti, con margini di guadagno allineati ad una qualsiasi altra attività e con una serie di servizi (o costi che dir si voglia) imposti dalle USL e totalmente gratuiti verso i cittadini.
Vogliamo parlare per esempio delle prenotazioni di tutti gli esami e delle visite mediche che si possono fare dalle farmacie?
Oppure della nuova normativa che impone alle farmacie l'invio della ricetta in formato elettronico alla USL?
In particolare, con questa ultima legge i farmacisti si devono attrezzare di apparecchiature (scanner) e software per il riconoscimento della singola ricetta, per poi inviare tutto a fine mese alle USL con una connessione a banda larga.
Tutto questo a fronte di nessun guadagno aggiuntivo e di nessuna facilitazione per l'acquisto delle apparecchiature, del software e della connessione ADSL.
Non sto dicendo che in farmacia si spende poco; lo posso vedere tutti i giorni che la gente lascia un sacco di soldi per avere medicine in cambio.
Soltanto, provate a supporre solo per un momento che i farmacisti non arrivino ad avere quel margine di guadagno spropositato che questa proposta di legge presuppone.
Forse i medicinali costano tanto all'utente finale perché anche i farmacisti li pagano tanto.
Qualcuno non ci aveva pensato prima a questa possibilità?
Aprite gli occhi!
Cercate di chiedervi a chi conviene realmente (cittadini a parte) che i farmaci finiscano nei banchi dei supermercati.
Le risposte potrebbero stupirvi.
Jack
30 maggio 2006 00:00
Per informazione la turco non è favorevole ai farmaci da banco.
Federico Saravalle
30 maggio 2006 00:00
Rispondo ad Alex, che, non avendo conoscenze dirette, parla per sentito dire perché conosce l'amico del cugino del fratello del padre di un informatore farmaceutico.
E perché probabilmente vive su Marte, dove non sono presenti prodotti che sono venduti contemporaneamente in farmacia e al supermercato con prezzi diversi a favore dei supermercati.
Qui sul pianeta terra, caro Alex saputello, pannolini, prodotti per l'igiene personale (shampoo, spazzolini ecc.), prodotti per le medicazioni (cotone, cerotti, disinfettanti ecc.) ed altri, sono presenti in entrambi i luoghi.
Se ti prenderai la briga di fare un semplice controllo prima di aprire bocca, ti accorgerai che alune volte conviene il supermercato ed altre la farmacia.
Come mai non conviene sempre acquistarli al supermercato?
Inoltre, gli informatori farmaceutici o i rappresentanti vendono alle farmacie con sconti notevoli, ma a fronte di acquisti altrettanto notevoli; in sintesi per avere un buon prezzo ti devi fare la scorta per un anno di un certo prodotto.
Ma tenere alto il valore del magazzino ha un costo; non ci hai pensato cervellone?
Altra riflessione, sul fatto di aumentare la concorrenza, di per sè giustissimo: i notai per stipulare l'acquisto di una casa chiedono (se non erro) il 3% del valore della casa.
Compri una casa da 500.000 Euro e circa 15.000 li lasci a loro, senza fiatare.
Ma se in un anno spendi 500 euro in farmacia, apriti cielo!
Perché nessuno si è mai sognato di proporre la stipula degli atti nortarili al supermercato?
Ah, questo supermercato, panacea di tutti i mali!
Tu fai parte della categoria di persone che fanno di tutte le erbe un fascio e siete pericolosi quando esprimete opinioni, perché parlate senza approfondire la materia di cui vi spacciate per esperti.
La dimostrazione ulteriore di questo fatto è che nella farmacia di cui parlo viene applicato uno sconto medio del 10% sui SOP e OTC, concordato a livello regionale.
Sicuramente le altre regioni diverse dalla mia fanno sconti simili.
Quindi non è vero che i farmacisti "non scontano nulla al cliente".
Ultimo appunto che ti faccio: non mettermi in bocca cose che non ho detto.
I farmacisti non sono una categoria che sopravvive a malapena, ma siamo sicuri che questo debba per forza essere una colpa?
O è solo una banale invidia che ti fa parlare?
Alex
30 maggio 2006 00:00
Csrissimo (nel sensi di prezzo!!!) dott. prof. Federico Saravalle, innanzitutto non posso che rammaricarmi per il tono volutamente ironico e provocatorio che ha usato. Come sempre chi ricorre a certe astuzie cerca di nascondere la mancanza di argomenti. Mi pare peraltro che lei non sia da meno nel fare il saputello, anzi!
Lo so benissimo che esistono prodotti venduti sia nelle farmacie che nei supermercati (ma quando mai l'avrei negato??), io ho semplicemente detto che non ho mai trovato prezzi più bassi nelle farmacie; questa è la mia esperienza, se così non è in generale, BASTA DIMOSTRARLO! (con dati ed esempi, non con etichettature di "saputello" al sottoscritto). Come ho detto, io ho riportato mie esperienze su prodotti che ho avuto la possibilità di confrontare (non è il mio mestiere passare la giornata a confrontare prezzi, lo faccio quando acquisto). Ma vedo che anche lei parla per partito preso e di esempi non ne fa. Quindi non dimostra un bel nulla.
"Inoltre, gli informatori farmaceutici o i rappresentanti vendono alle farmacie con sconti notevoli, ma a fronte di acquisti altrettanto notevoli; in sintesi per avere un buon prezzo ti devi fare la scorta per un anno di un certo prodotto.
Ma tenere alto il valore del magazzino ha un costo; non ci hai pensato cervellone?"
Beh vedo che l'insulto va di moda, evidentemente lei è dotato di cervellino ed un po' di sana invidia è salutare.
Intanto siamo arrivati ad ammettere che gli sconti forti ci sono (non so niente ma gli sconti ci sono, eh!); consideriamo inoltre che tra gli informatori scientifici la concorrenza è tanta e gli sconti vengono applicati anche per scorte minime. Le scorte costano? Ah, grazie per avermi informato.. ma forse le vostre scorte sono un minimo meno ingombranti di quelle del panettiere! Voi con una scatoletta guadagnate più che il panettiere con 5 kg di pane!
Vero, sig. cervellino?
"Altra riflessione, sul fatto di aumentare la concorrenza, di per sè giustissimo: i notai per stipulare l'acquisto di una casa chiedono (se non erro) il 3% del valore della casa.
Compri una casa da 500.000 Euro e circa 15.000 li lasci a loro, senza fiatare.
Ma se in un anno spendi 500 euro in farmacia, apriti cielo!"
Ah ora si giustificano i prelievi di denaro agli ammalati con il fatto che i notai guadagnano tanto? E' come dire.. che vuoi che sia, ti ho solo sparato ad una gamba, altri sono stati ammazzati! Insomma parliamo seriamente, se spendendo 500 euro lo faccio perchè c'è una rendita di posizione e potrei spenderne molto meno sempre di sottrazione di denaro si parla! Se poi giustifichiamo tutto col "tanto succede di peggio" allora tronchiamo il discorso e parliamo d'altro. Le consiglio di aprire un altro argomento di discussione sulle tariffe notarili (sul quale mi troverà d'accordo), ma qui si sta parlando di farmaci da banco da vendere nei supermercati. Se poi fa comodo girare la frittata è un altro discorso.
"Tu fai parte della categoria di persone che fanno di tutte le erbe un fascio e siete pericolosi quando esprimete opinioni, perché parlate senza approfondire la materia di cui vi spacciate per esperti."
Lei invece, da grande esperto, scrive emerite scemenze!!! Mai io mi sono spacciato per esperto, la invito a dimostrarmi questa affermazione a cui tiene tanto e ritorna ogni qualche riga. Per parlare di prezzi e di libero mercato non c'è molto da sapere, se non che nella vostra categoria il libero mercato non c'è! Io non faccio parte di nessuna "categoria di persone", sono una persona che ha diritto di esprimere le proprie idee senza offendere nessuno, a differenza sua che probabilmente si è irritata per aver letto delle verità che le possono nuocere. Piuttosto lei fa parte di una "categoria" ben protetta!! E come tale la difende con le unghie e coi denti.
"La dimostrazione ulteriore di questo fatto è che nella farmacia di cui parlo viene applicato uno sconto medio del 10% sui SOP e OTC, concordato a livello regionale."
Ha ragione, correggo: qualcuno fa lo sconto del 10% su farmaci con sconti che arrivano anche al 60% sul listino. Meglio che niente. Ma il libero mercato è sempre la soluzione.
"Ultimo appunto che ti faccio: non mettermi in bocca cose che non ho detto."
Ah, mi sembra di essere tornato ai tempi della scuola!
Non capisco cosa le avrei messo in bocca, mi illumini.
"O è solo una banale invidia che ti fa parlare?"
No, è la semplice considerazione del fatto che voi vivete di una rendita di posizione, in un mercato non libero. Certo a lei fa comodo difendere un mercato protetto, in fondo la capisco un po', ha tutto da guadagnare.
Non capisco invece, come ho già detto, i toni velatamente offensivi che non ha perso occasione di usare di continuo.
Alex
30 maggio 2006 00:00
ps per il dott. Federico Saravalle
"Ah, tanto per arrivare al dunque... conosco diversi informatori scientifici del farmaco"
Questo avevo letteralmente detto, quindi la battuta del "non avendo conoscenze dirette, parla per sentito dire perché conosce l'amico del cugino del fratello del padre di un informatore farmaceutico" se la poteva brillantemente risparmiare. D'altronde anche lei si è lamentato per le tariffe notarili, eppure non è notaio! Al massimo conoscerà la cugina dell'amico del figlio del notaio! Non bisogna necessariamente far parte di una categoria per poter esprimere critiche, altrimenti i consumatori dovrebbero avere sempre la bocca chiusa (forse è quello a cui si vuole arrivare); inoltre ogni consumatore ha diritto di capire come si vengono a formare i prezzi.. nel vostro caso non si sa perchè non c'è libero mercato.
Tra l'altro ha fatto un'affermazione "Cercate di chiedervi a chi conviene realmente (cittadini a parte) che i farmaci finiscano nei banchi dei supermercati.
Le risposte potrebbero stupirvi." che sarebbe utile sviluppare, magari una volta recuperati toni più civili e rispettosi.
Federico Saravalle
31 maggio 2006 00:00
Non sono dottore (medico o farmacista), nè professore.
Continui ad aprire bocca solo per dare aria ai denti.
Sono solo abituato a qualificarmi all'interno di una discussione con nome e cognome; suppongo che sia un'abitudine normale tra persone con un livello minimo di educazione, signor "Alex", ma potrei anche sbagliarmi, chissà.
Comunque, per metterti a posto definitivamente, andrò io a fare alcuni confronti di prezzi, dato che tu non li fai e nello stesso tempo sei convinto dei risultati.
Contento te...
Alex
31 maggio 2006 00:00
Federico Saravalle, a me che lei scriva col suo nome e cognome o meno non interessa, tanto più che potrebbero essere inventati.
Siamo su un forum e qui contano solo i nick, ma soprattutto ciò che si scrive. E se il suo modo di scrivere non può prescindere dall'insultare il suo interlocutore non c'è "nome e cognome" che tenga.
Non vedo peraltro perchè dovrei espormi quando tutti gli altri non lo fanno. A che scopo? Non è sufficiente discutere? Lei non ha mai discusso al bar o per strada senza necessariamente chiedere la carta d'identità al suo interlocutore? E poi io preferisco le discussioni a quattro occhi, mettere qui dati personali è assolutamente da evitare.
Vedo peraltro che lei non legge con attenzione i miei interventi e non risponde alle domande che le ho posto.
Non ho detto che io non confronto i prezzi, ho detto solamente che lo faccio solamente quando devo acquistare qualcosa, e quando l'ho fatto ho trovato sempre prezzi più bassi al supermercato. Ho solo detto che non ho tempo per andare in giro a fare confronti tanto per "cultura personale". Ora io dovrei prendere come verità le sue affermazioni oppure dimostrare io il contrario? A me pare più logico che sia colui che fa certe affermazioni a doverle dimostrare ed argomentare, non sta all'interlocutore dimostrare il contrario.
"per metterti a posto definitivamente"
Cos'è, una questione personale? Un desiderio di rivalsa?
Su una cosa non mi "metterà mai a posto": le corporazioni sono da abolire ed il libero mercato da incentivare, a scapito delle rendite di posizione. A prescindere dal livello dei prezzi. Perchè se fosse vero quello che dice, cioè che i prezzi dei farmaci da banco non saranno inferiori al supermercato, che cosa teme?
"Continui ad aprire bocca solo per dare aria ai denti."
Potrei dire la stessa cosa di lei, tanto più che non risponde alle domande e si permette di insultare gratuitamente. Se per lei educazione è scrivere un nome e cognome per poi insultare, preferisco essere maleducato.
Anna Maria
01 giugno 2006 00:00
Di recente ho acquistato dei farmaci in Francia. Specialità a basso prezzo. Questo l'esempio per chi vuole confrontare: Diosmectite E.5,01 - Racecadotril E.10,11 - Dompéridone E. 3,91. Inoltre i farmacisti sono stati spontaneamente esaurienti, sulla scatola hanno trascitto la posologia. Da noi com'è?
laura
09 giugno 2006 00:00
Salve studio farmacia...Ma voi sapete che anche una semplice aspirina potrebbe avere effetti dannosi in alcuni soggetti con determinate e neppure tanto rare patologie?Credete veramente che si tratti della vendita di scatolette?Per l'assunzione e la prescrizione di un farmaco occorre una precisa preparazione.Quale sarà il ruolo del farmacista al banco di un supermercato?Di sicuro vendere e vendere e solo vendere....Per cosa studiamo noi giovani farmacisti?Di sicuro non solo per portare un camice bianco ma per dispensare consigli che nessuno neppure i medici ,alcune volte,hanno il tempo di dare.E infine pensate veramente che sia la soluzione migliore per abbassare i prezzi?Anzitutto si potrebbe attuare una efficace campagna per convincere i cittadini che i generici , oggi detti equivalenti hanno lo stesso potere magico di farmaci con nome di fantasia;in secondo luogo non sono farmaci necessari o quanto meno indispensabili.Lavorando in farmacia mi sono resa conto che la gente spende tanto per altri tipi di farmaci e non per quelli da banco.Perchè si vuole a tutti costi spostare l'attenzione su problematiche inesistenti?Siete veramente convinti che noi farmacisti siamo nati per arricchirci sulle malattie della gente?Siete mai entrati in una farmacia di paese?Bene il più delle volte si fa credito..non perchè il farmaco costa troppo ma perchè si instaura un rapporto di fiducia con il paziente(e non cliente).Il farmacista generalmente conosce il suo paziente e fa attenzione alle sue cure...Perchè non provate a chidere alla cassiera del supermercato di consigliarvi un prodotto?Di sicuro seguirà la politica del datore di lavoro e vi darà quello più costoso,accadrebbe anche con i farmaci.SIAMO DOTTORI E NON SEMPLICEMENTE VENDITORI.
Alex
10 giugno 2006 00:00
"Ma voi sapete che anche una semplice aspirina potrebbe avere effetti dannosi in alcuni soggetti con determinate e neppure tanto rare patologie?Credete veramente che si tratti della vendita di scatolette?Per l'assunzione e la prescrizione di un farmaco occorre una precisa preparazione.Quale sarà il ruolo del farmacista al banco di un supermercato?Di sicuro vendere e vendere e solo vendere"
Torniamo alle solite questioni.
Anche il ruolo del farmacista è vendere (e non serve una prescrizione per un'aspirina), così come ci sono migliaia di prodotti liberamente venduti che possono far male o possono non essere tollerati. E mai una volta, e dico MAI, che mi sia stata fatta qualche domanda a seguito di mia richiesta di farmaci da banco, che infatti sono di libera vendita. Perciò trovarli in farmacia in libera vendita o al supermercato (con un farmacista a disposizione) è tanto uguale.
"Siete veramente convinti che noi farmacisti siamo nati per arricchirci sulle malattie della gente"
No? Non è immorale ma è così, d'altronde nessuno lavora gratis. Anche gli assicuratori dicono così.. fanno consulenza loro!
"Perchè non provate a chidere alla cassiera del supermercato di consigliarvi un prodotto?"
Cosa c'entra? Al massimo ci sarà l'addetto al reparto! Non credo che chiederò consigli sui medicinali al commercialista del farmacista!!
"Di sicuro seguirà la politica del datore di lavoro e vi darà quello più costoso,accadrebbe anche con i farmaci"
Assolutamente no, non ha alcun vantaggio a differenza del farmacista che di sicuro ha un conflitto d'interesse.
E' vero i farmaci da banco non sono tutto, ma cerchiamo di agire dove si può. E' normale che chi ha interessi da difendere cerchi le argomentazioni più pretestuose, ma da che mondo e mondo la libera concorrenza fa bene al consumatore e meno a chi vende.
E i venditori cercheranno sempre di combatterla, come dimostrano queste difese.
Federico Saravalle
16 giugno 2006 00:00
Salve Alex, mi dice:
"Ho solo detto che non ho tempo per andare in giro a fare confronti tanto per "cultura personale""
Ma allora perché è così schierato contro i farmacisti se non fa questi confronti?
Dalle risposte che fornisce anche a Laura, suppongo che lei abbia una pessima esperienza coi farmacisti che frequenta; mi dispiace per lei, realmente.
Le chiedo, se possibile, di non generalizzare queste sue cattive esperienze a tutta la categoria.
Sarà d'accordo con me che è molto pericoloso mettere tutti nello stesso calderone; mi riferisco soprattutto alle farmacie rurali, che somigliano molto poco a quei supermercati della medicina che vediamo ultimamente in tv.
Comunque, sono qui per mantenere l'impegno che mi ero preso: il confronto prezzi.
Di seguito vi metto alcuni prodotti, i cui prezzi sono stati presi prima in un'ipercoop e il giorno seguente in farmacia.
Il confronto è stato più laborioso del previsto, perché spesso non ci sono le stesse confezioni in entrambi i luoghi.
OMOGENEIZZATI PLASMON PERA 2 PZ DA 160 GR.
FARM: 1.59 - 10% = 1.43
SUP: 1.34
ASSORBENTE INTERNO OB SUPER 32 PZ
FARM: 6.20 - 10% = 5.58
SUP: 5.30
LATTE NIDINA 2 900 GR
FARM: 17.50 - 10% = 15.75
SUP: 15.40
CHICCO STERILSYSTEM 1000 ML
FARM: 8.90 - 10% = 8.01
SUP: 7.64
PAMPERS BABY DRY 11-25 KG
FARM: 18.40 LA CONF. DA 30+30 CIOE' 3.26 / PANNOLINO (nb: senza sconto 10)
SUP: 15.50 LA CONF. DA 28+28 CIOE' 3.61 / PANNOLINO
con altre taglie di pannolini le differenze erano simili
TUBO KUKIDENT PLUS PASTA PER DENTIERE
FARM: 8.45 10% = 7.60
SUP: 6.70
COLLUTORIO ORAL B 500 ML
FARM: 4.48 - 10% = 4.32
SUP: 3.76
Ora, se mettiamo sul piatto il fatto che stiamo facendo un raffronto tra il potere di acquisto (e quindi di sconto) di una piccola farmacia, ed un gruppo che tratta gli acquisti di almeno 5 ipermercati, mi vengono in mente alcune osservazioni:
1) è quasi inverosimile che ci possano essere prodotti, anche pochi, che possono costare meno in una farmacia rispetto ad una iperCoop
2) i prodotti (la maggioranza a dire il vero) che costano di meno al supermercato non hanno differenze di prezzo molto grandi, ovvero i prezzi rimangono abbastanza "confrontabili" con quelli in farmacia.
3) da queste due, segue che i supermercati non sono sicuramente enti di pubblica assistenza, ovvero cercano (giustamente) di massimizzare i loro guadagni.
Magari la 3) non era un segreto...
Allora quando sento dire, anche da esponenti di ADUC, che mettendo alcuni farmaci al supermercato si arriverebbe ad un risparmio anche del 40% mi viene da sorridere, perché è sotto gli occhi di tutti che gran parte di questo margine teorico di risparmio se lo metterebbero in saccoccia le iper, che terrebbero i prezzi solo di poco inferiori alle farmacie.
Ma per assurdo, supponiamo che per un certo farmaco si raggiunga realmente questo limite, cioè che sia molto più conveniente acquistarlo al supermercato.
Domando: un farmacista sarebbe così grullo da tenerlo lo stesso sugli scaffali, sapendo che nessuno lo comprerebbe?
Forse si arriverebbe all'assurdo che certi prodotti sparirebbero quasi completamente dagli scaffali delle farmacie, costringendo così i clienti a recarsi in due posti per acquistare due farmaci, uno che si trova solo in farmacia ed uno che si trova solo al supermercato.
Io ripeto, da persona che vive dall'interno la realtà di una farmacia, che se ci fosse realmente la volontà di far pagare di meno i farmaci, questo sarebbe realizzabile anche senza arrivare ad una decisione così estrema.
Sicuramente non sarà la mia personale battaglia ad impedire che una legge del genere venga approvata, ma mi piacerebbe contribuire ad aprire gli occhi a quante più persone possibile sui veri motivi per cui i farmaci costano molto in farmacia.
L'ultimo appunto lo voglio fare proprio agli amici di ADUC, che confrontano il prezzo di una singola pastiglia di aspirina venduta in un supermercato in America con quello di una venduta in Italia, trovando che da noi costa circa 200 volte di più.
Bel sistema sanitario avete preso per fare i vostri confronti!
Proprio l'America andate a prendere, paese dove se non vi presentate al pronto soccorso di un qualsiasi ospedale con un'ottima assicurazione sulla salute NON VI ATTACCANO NEMMENO UN CEROTTO!
Complimentoni...
Alex
17 giugno 2006 00:00
Mi fa piacere il suo intervento però sarebbe opportuno che si levasse quell'aria da accusa, come se io avessi fatto chissà cosa.
Le ho già detto che il mio compito non è fare i controlli sui prezzi, che controllo solo quando mi serve.
Inoltre il fine ultimo della liberalizzazione è proprio quello di fare diminuire i prezzi! E le sottolineo ancora che non sono schierato contro i farmacisti, ma a favore del libero mercato. Non è lo stesso, vero?
Guarda caso lei sta confrontando i prezzi dei prodotti che sono già liberamente vendibili ovunque (e anche con promozioni varie, tipo 3x2 o sottocosto), quindi il confronto non può fare testo per i farmaci da banco dove attualmente esiste un monopolio; l'obiettivo della liberalizzazione è proprio quello di livellare il prezzo in basso.
Tra l'altro lei ha sempre tenuto conto dello sconto del 10%, non applicato da tutti.
"Allora quando sento dire, anche da esponenti di ADUC, che mettendo alcuni farmaci al supermercato si arriverebbe ad un risparmio anche del 40% mi viene da sorridere"
Prima liberalizziamo e prima lo sappiamo.
"Domando: un farmacista sarebbe così grullo da tenerlo lo stesso sugli scaffali, sapendo che nessuno lo comprerebbe?"
E se abbassasse il prezzo?
Insomma, la liberalizzazione ha sempre fatto bene agli utenti, è ovvio che chi è del settore sia contrario, ma difende interessi propri, di categoria.
Se le farmacie sono così sicure del servizio che forniscono, di cosa hanno paura?
Alex
19 giugno 2006 00:00
Beh c'è un idiota che ne perde a ripetizione di tempo, ma credo sia inutile farglielo notare visto che è idiota e nemmeno si firma con un nick suo!
Alex
19 giugno 2006 00:00
Federico, allora lo stesso discorso si potrebbe fare per tutte le altre merci. Il fatto che esistano gli ipermercati non ha fatto comunque sparire i piccoli negozi. "Davide contro Golia" era proprio il loro motto. Se siete tanto certi del vostro migliore servizio i clienti non esiteranno a comprare da voi. Ma perchè non ce ne date la possibilità di verificare? In tutti i settori dove c'è stata liberalizzazione i prezzi sono scesi; e sicuramente i prezzi non salgono, quindi non vedo quali danni possa portare.
Non possiamo prescindere dalla libera concorrenza, almeno dove si può. Perchè ogni difesa di privilegi comporta inevitabilmente maggiori costi per gli utenti.
Sul 40% di costo non ci credo nemmeno io, ma un 15-20% me lo aspetto da una liberalizzazione. Però chi lo sa.. e se invece questo fosse solo un punto di partenza?
Sulla questione del paragone tra sistemi sanitari diversi ovvio che non si possono fare confronti diretti, ma se l'aspirina è un farmaco a totale carico del cliente come mai da noi costa così tanto in più?
FedericoSaravalle
19 giugno 2006 00:00
Salve Alex,
"E se abbassasse il prezzo?"
Lo sconto del 10% che fanno mi sembra che vada proprio in questa direzione, anche se non lo fanno tutti, ma non dia per scontato che riuscirebbero a fare tanto di meglio in un possibile regime di concorrenza con un ipermercato.
Non c'è niente da fare, il confronto è impari; un farmacista se fa grossi acquisti da un rappresentante può raggiungere una fascia di sconto anche del 30%, forse del 32% (caricandosi il magazzino per mesi e pagando più tasse, avendo un inventario più pesante).
Un margine medio che va dal 15 al 22% (al netto degli sconti fatti) mi sembra del tutto lecito in qualsiasi attività che voglia avere un minimo di prospettiva per continuare.
Un gruppo di acquisto di 5 ipermercati, quali fasce di sconto può raggiungere?
Sarabbe come mettere Davide contro Golia.
Quello che voglio evidenziare con tutto questo, è che cerco sempre di approfondire le notizie che vengono date.
L'ho fatto quando hanno fatto la sparata del 40% di risparmio e l'ho trovata inverosimile; il confronto prezzi che ho fatto avvalora questa conclusione.
Ugualmente ho controllato quando hanno fatto quel paragone infelice sulla pasticca di aspirina che in America costava 200 volte in meno ed ho trovato che stavano confrontando due sistemi sanitari troppo dissimili.
Questo è il senso dei miei interventi, cercare di far approfondire anche agli altri le notizie che vengono buttate lì per far scalpore.
Poi se i farmaci saranno venduti all'iper, pazienza, ma non lo devono fare prendendoci per il naso con notizie false o paragoni tirati per le orecchie per ottenere un certo risultato.
Nemmeno le tanto blasonate associazioni per i consumatori come la ADUC.
Alex
19 giugno 2006 00:00
Ma c'è ancora chi perde tempo con un blaterone come Alex?! ahahaha...!!!
provocazione
20 giugno 2006 00:00
Allora potremmo dire che siccome gli alimenti sono una cosa seria debbano poterli vendere solo i laureati alimentaristi. E non quegli schifosi supermercati che guadagnano schifosamente su quanto vendono....
Alex
20 giugno 2006 00:00
E' un idiota che non sa cosa fare nella vita e continua ad intervenire su qualsiasi argomento.... ogniqualvolta vedrete il nick Alex saprete che è sempre il solito idiota...
ma questo l'avrete già capito..
Giobbe
20 giugno 2006 00:00
Alex, i suoi interventi sono davvero il massimo.. Prima dice "Sulla questione del paragone tra sistemi sanitari diversi ovvio che non si possono fare confronti diretti", poi dice "ma se l'aspirina è un farmaco a totale carico del cliente come mai da noi costa così tanto in più?" E' proprio privo di una minima conoscenza in campo sanitario, me lo faccia dire.. Gli utenti di questo forum devono essere consci che uno che si inserisce in mille discorsi e pretende di saper tutto, in realtà non sa nulla.. Come servizio sanitario si intende ovviamente il SSN, ma se si vuole essere meno faziosi e quindi più intelligenti, si intende il sistema per la salute della popolazione. Ora che i supermercati diventino questo non è una bestemmia.. Ma è una bestemmia continua e deplorevole fare i soliti miseri e patetici confronti con l'alcool e con gli alimenti.. Basta.
Alex
20 giugno 2006 00:00
Giobbe l'unica cosa patetica sono i suoi interventi, dove cerca mie contraddizioni ma in realtà non le trova.
Ho detto che non si possono confrontare due sistemi sanitari diversi (tradotto in pillole: meglio uno/l'altro, costa di più l'uno/l'altro), non che non si possano confrontare i prezzi di due farmaci a totale carico del cliente. In questo caso il sistema che c'è alle spalle (SSN o qualunque sigla abbia) non conta nulla visto che non si ripercuote sul prezzo finale, che quindi non ha motivo di essere mostruosamente diverso; la realtà è che da un lato abbiamo un libero mercato, dall'altro un protezionismo, che avvantaggia solo una parte a danno del cliente. Cerca di fare l'intelligentone ma questa non mi sembrava difficile da capire, forse bastava un po' di buona volontà.
"E' proprio privo di una minima conoscenza in campo sanitario, me lo faccia dire.. "
Bene, potrebbe anche essere, ma non mi pare che lei abbia dato prova di chissà quali conoscenze, anzi dell'argomento non ha parlato proprio. Da che pulpito viene la predica. Tra l'altro per essere a favore del libero mercato non bisogna essere un economista di fama internazionale.
"Ma è una bestemmia continua e deplorevole fare i soliti miseri e patetici confronti con l'alcool e con gli alimenti.. "
Proprio a me viene a dire questo? Non è certo questo un mio cavallo di battaglia, semmai un argomento di contorno. E anche qui non vedo lo scandalo, lei si indigna tanto ma non dimostra proprio un bel nulla.
E i paragoni, fino a prova contraria, li faccio come mi pare e piace. Se secondo lei non stanno in piedi, intervenga e lo dimostri senza fare il saputello silenzioso. Vuole tenere tutte le conoscenze per lei?
I miei interventi sono il massimo? Sono contento di questa eccellenza. I suoi invece sono davvero il minimo del minimo, se lo lasci dire.
giobbe
21 giugno 2006 00:00
Con le sue frasine da politicante non risolve nulla. Le prove della mia personale conoscenza dell'argomento ci sono, ma lei non le cita come invece cita solo quelle su cui ha da rispondere e che sono fondate solo sulla dialettica del discorso e non sul senso o l'argomento. I politici inquadrati come lei non danno niente a nessuno in termini di conoscenza. Fanno solo il loro gioco... Ma prima o poi viene tutto a galla.. Mi dia pure del patetico e dell'ignorante.. Non mi interessa più di tanto, anche perchè essere pagato per stare on line su un sito è il suo lavoro e non per fortuna il mio. Per completezza:"In questo caso il sistema che c'è alle spalle (SSN o qualunque sigla abbia) non conta nulla visto che non si ripercuote sul prezzo finale": grandissimo punto interrogativo: se lei avesse avuto la modestia di leggere e fare sue alcune mie affermazioni (che tra l'altro derivano da dati pubblici) dove dico che il prezzo dei farmaci di fascia A (SSN garantiti) è contrattato dallo stato con le industrie (che quindi rinunciano a prezzi alti per far si che lo stato paghi meno), mentre i prezzi di fascia C (a carico nostro) sono determinati dall'industria (che quindi li rialza per riequilibrare i loro introiti, ed in particolare con cadenza biannuale)forse non farebbe la figura del non sapiente (e se vuole tradurre in latino non sapiens). Quindi pensa ancora che il sistema sanitario non si ripercuota sul prezzo finale? Ma dai...
Alex
21 giugno 2006 00:00
Io ai suoi appunti ho risposto, lei invece continua con gli argomenti che non c'entrano nulla tipo "frasine da politicante". Probabilmente questo è un limite suo e tende ad appiccicarlo agli altri.
E' proprio testardo, non sono un politico.. ma lei ormai ha deciso così quindi che senso ha perdere tempo a negare quando ormai lei si è chiuso a riccio nella sua convinzione?
"Non mi interessa più di tanto, anche perchè essere pagato per stare on line su un sito è il suo lavoro e non per fortuna il mio"
E' davvero molto, molto confuso, e la cosa infondo mi dispiace un po' perchè si perde la serietà dell'argomento.
Lei non sa davvero cosa dice, straparla.
"se lei avesse avuto la modestia di leggere e fare sue alcune mie affermazioni (che tra l'altro derivano da dati pubblici) dove dico che il prezzo dei farmaci di fascia A (SSN garantiti) è contrattato dallo stato con le industrie (che quindi rinunciano a prezzi alti per far si che lo stato paghi meno), mentre i prezzi di fascia C (a carico nostro) sono determinati dall'industria (che quindi li rialza per riequilibrare i loro introiti, ed in particolare con cadenza biannuale)forse non farebbe la figura del non sapiente (e se vuole tradurre in latino non sapiens)."
E' come dire che l'acqua minerale del bar costa di più perchè essendo pubblici servizi devono anche pagarsi i cessi pubblici.. embè??
Ma un conto è avere il prezzo libero, un altro avere dei privilegi da difendere e che si vogliono come sempre mantenere.
Se lei ritiene che ci sia una truffa alle spalle non ha altro che da denunciarla.
Il punto è che lei ha cambiato discorso, punto e basta.
Tutto quello che ha detto nulla ha a che vedere con la liberalizzazione dei farmaci da banco, che un vantaggio ai clienti lo porterà comunque.
Che poi ci sia altro da fare è vero, ma non per questo dobbiamo rinunciare ad un passo utile ai cittadini.
giobbe
22 giugno 2006 00:00
mi dispiace per lei.. tanto..
E mi meraviglio dell'ADUC. Complimenti al sito e ai suoi creatori. Ottimo lavoro per la differenziazione della raccolta dei rifiuti.
Alex
22 giugno 2006 00:00
Posso dispiacermi anche io per lei?
Guardi un po', io le chiedo persino il permesso!!
E se ci tiene mi permetto persino di farle i complimenti per la sua voglia di confronto e per il rispetto dell'interlocutore. Ma solo se me lo permette.
renza
23 giugno 2006 00:00
LAVORO DA VENT'ANNI COME DIPENDENTE DI farmacia privata.
Faccio 40 km all'andata e 40 km al ritorno rimango fuori tutto il giorno a lavorare per 1300 euro al mese per la quattordicesima devo considerare di pagare l'ordine e enpaf circa 700 euro considerate le spese di manutenzione auto ed assicurazione se aprissero la professione alla coop che e' piu vicina a casa a me andrebbe bene peratro ho assistito in questi anni a vendita di farmaci di tutte le tabelle senza ricetta in un modo spaventoso senza considerare il cliente ; le prime tre (vi e' un registro di scarico e carico) appartengono agli stupefacenti se ti obbligherebbero a vendere anche quelle.
Meditate sulla figura del farmacista il quale e' solo un venditore di prodotti per giunta lo stipendio e' ridicolo.
Laureatevi pure in farmacia vi faccio le mie condoglianze ma siete proprio ridicoli a non voler sapere tante cose.
La liberalizzazione, almeno consentirebbe una ressa inferiore di gente verso la quale potresti fare il vero professionista ed i farmaci sop e otc al supermercato creerebbero forse una farmacovigilanza piu' severa perche' allora si' che se un farmaco esce senza ricetta dalle farmacie ci sarebbe chi e' pronto a farne denuncia ma voi cari clienti sareste salvaguardati dai farmacisti che di professionalita' ne hanno ben poca:
C'e' anche da aggiungere che l'ignoranza italiana e' cosi' abissale che il cliente ama ottenere tutto senza ricetta e va non dal farmacista professionista ma da quello compiacente.
Alex
23 giugno 2006 00:00
"La proposta della Coop prevede il divieto di offerte del tipo 3x2, le vendite sottocosto e l'assistenza di un farmacista che, tra gli scaffali dei supermercati, consigliera' i consumatori. La proposta dell'on.Poretti, invece, non prevede queste restrizioni. Non si capisce perche' la vendita di un farmaco da banco non debba essere assimilata a qualsiasi altro prodotto come forma di promozione: per esempio i superalcolici -alla salute- se consumati in abbondanza fanno molto piu' male che un'aspirina. C'e' forse tra gli scaffali di un supermercato un consulente in alcolismo?"
Faccio presente a Giobbe che io mi riferivo alla proposta Coop e non a quella dell'on. Poretti, che non prevede restrizioni. Io credo che non ci debbano essere offerte promozionali sui medicinali perchè il loro uso non va incentivato. NOn ha senso il paragone con l'alcol, se compro il vino col 3x2 posso prenderne tanti litri, so che li uscerò ed ho tempo per farlo. Ma che necessità ho di fare "scorta" di aspirine o di sciroppi per la tosse? Rischio solo di doverli buttare senza nemmeno aprirli, anzi sperando comunque di non averne bisogno. I medicinali si prendono quando si è malati, non si deve fare scorta.
E con questo credo di essere in totale sintonia con Giobbe, peraltro dimostrando che non sono assolutamente appiattito sulle proposte Aduc. Del resto non ne avrei motivo, essendo un normale utente del sito. Convinto ora?
Alex
23 giugno 2006 00:00
"Io non ho insultato nessuno "
Mi perdoni, forse mi era sfuggito qualcosa perchè mi sembrava proprio di sì.
"voi vi permettete di sparare a zero "
Facciamo ordine.
1) Voi chi? Mi dai del voi? Ancora fissato con quella storia che prendo soldi dall'Aduc? Guarda, a questo punto te lo confermo così la finiamo una volta per tutte! Sì, prendo un sacco si soldi dall'Aduc, circa 20.000 euro al mese più i buoni pasto.. soddisfatto? Ma se fosse così sarebbero proprio fessi a pagare uno che poi si esprime liberamente anche contro le iniziative Aduc. Però se questo ti fa stare più tranquillo puoi continuare a crederlo.
2) IO non ho sparato contro una categoria, anzi!! Mi sono solo espresso per il libero mercato. E' un crimine? Forse è più grave la difesa a spada tratta di alcuni privilegi, di cui non si vuole nemmeno parlare.
"Chieda quindi ad Alex di riportare qualche dato che ho evidenziato e su cui lui sorvola in cui è chiaro come le malattie iatrogene in America"
Se lei ha i dati li riporti, qui non ci sono. E da quando confrontare sistemi diversi (come ha fatto notare) è diventato normale? Nessuno dice di vendere farmaci come caramelle, si legga la proposta almeno una volta!
"D'altra parte che bisogno di controllo c'è, tanto l'aspirina è uguale ad un salame o ad un Becks, vero ALEX?????????"
A parte che alimentarsi ha una grande importanza, infatti tante malattie derivano da una non corretta alimentazione, ma cosa c'entra questa affermazione con la proposta di legge?
Lo sa il sig. Giobbe che la vendita nei supermercati avverrebbe in un reparto dedicato, separato dagli altri, con la presenza di un farmacista? E senza la possibilità di promozioni e vendite sottocosto?
Prima di criticare una proposta, almeno se la legga!!
Il sig. renza non ha fatto altro che evidenziare quello che è sotto gli occhi di tutti. Le licenze non sono libere, costano un occhio della testa e non permettono a chi non è figlio di papà di poter aspirare un giorno ad aver la propria farmacia. Il dipendente non ha nulla da guadagnare (se non uno stipendio fisso) e il servizio che fornisce non è tanto diverso da quello che potrebbe fornire in un reparto specializzato di un supermercato. D'altronde è proprio sui farmaci a libera vendita che la figura del farmacista conta di più, perchè quando uno si presenta con tanto di ricetta per avere un farmaco ci riesce anche un magazziniere con un minimo di esperienza a consegnarglielo.