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ANNAPAOLA LALDI 06 giugno 2006 00:00
Caro Pietro,
ripesco la tua riflessione solo oggi perché finora non ho avuto il tempo per dedicarmici per bene.
Divido la questione da te posta in due parti e comincio dalla seconda, là dove ti chiedi:
"Mi pongo solo il problema di spiegare in futuro a mia figlia perche' l'ho portata in un Paese il cui primo atto di benvenuto e' quello di imporgli il cognome del padre. Insieme a questo dovro' spiegarle che l'Italia e' oggi un Paese in cui le persone del suo medesimo sesso sono praticamente assenti in Parlamento.....", con tutto ciò che segue.
Sono tutte questioni importanti, sono d'accordissimo, ma, a parte il fatto che si spera che almeno alcune di esse saranno risolte quando tua figlia sarà, diciamo, adolescente, c'è un punto su cui mi sento tranquillamente di rassicurarti.
Pietro, tua figlia, l'hai portata in uno dei posti più belli del mondo! Un posto che non ha perso la sua bellezza e il suo fascino, nonostante le sicure ferite inferte dal "progresso", lo svuotamento del centro dai suoi abitanti per far posto alle banche e ai negozi di gran lusso, la commercializzazione di tante cose, a partire dalle chiese più importanti, l'inquinamento atmosferico e via dicendo.
Nonostante tutto, a dispetto di tutto, Firenze resta una città che ti fa innamorare, e di fronte ai cui scorci sorprendenti io mi chiedo: "Ma che cosa ho fatto di buono nelle vite precedenti per essere stata messa qui, proprio qui in questa vita?".
Ecco: penso, credo e faccio voti perché tua figlia, prima delle domande che paventi, ti dica, invece, press'a poco così: "Oh babbo, ma in che bel posto tu m'ha portato!".
E poi, a partire da questo dato di fatto inoppugnabile, vengano pure tutti gli interrogativi possibili ... e la necessità delle lotte per rispondervi in modo civile.
Ma intanto, caro Pietro, questa tua bambina portala in giro per questa città e per questa regione, stupisciti e godi con lei della ricchezza e della varietà dei paesaggi e delle costruzioni umane che vi si incontrano, sii riconoscente e insegnale la riconoscenza per questo dono di essere qui.

Per quanto riguarda, invece, la prima parte del tuo intervento, ti chiedo: ti sei informato se è possibile aprire una vertenza con lo Stato italiano per restituire a tua figlia il doppio cognome, quantomeno per il motivo che la libertà che si è presa l'autorità italiana comporta l'attribuzione di due identità alla stessa persona con una serie di problemi gravi e inimmaginabili? Perché, comunque, non tentare?




ELENA 06 giugno 2006 00:00
sarà difficile spegare a sua figlia perchè ha il cognome del padre.... questo è un problema molto serio... eh si bisogna trovare le parole giuste mica che le venga un colpo...
mi sforzerò di trovare le parole giuste e darle un suggerimento.
o forse è meglio tornare in america ed evitare spiegazioni... non crede?
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