Alex
15 luglio 2006 00:00
E secondo voi un calo del 55% dei drogati per strada è da ritenere un dato esaltante? Sarebbe ripetibile da noi dove il controllo non si sa nemmeno cosa sia?
Dopo aver diminuito quelli che si drogano per strada sappiamo anche quanti drogati in meno ci sono? O forse sono di più?
Chi è drogato è un malato che va curato, non un consumatore che va aiutato a consumare indirizzandolo in un apposito centro. Anche perchè chi vorrà continuare a farlo clandestinamente lo farà ancora. Non è una sottile linea di demarcazione, ma una maniera completamente diversa dell'intendere la droga: una forma di schiavità dal quale liberare i dipendenti, non da incentivare con centri di iniezione libera!
Bene la somministrazione controllata, ma a chi accetta (o a chi è obbligato ad accettare) trattamenti di recupero e con il solo obiettivo di uscire da quel tunnel.
Camerata
15 luglio 2006 00:00
La droga andrebbe venduta nei mercati a UN euro il chilo.Nel giro di qualche mese non ci sarà più un tossicodipendente,creperanno tutti.
Daniela
15 luglio 2006 00:00
Mi sembra che l'esempio dei Paesi del Nord (Olanda in testa) non abbia dato esiti positivi. Rimango sconcertata quando invece di parlare di aiuto ai ragazzi tossici non si pensi a farli smettere piuttosto che farli drogare. Come quando lo Stato finanzia il monopolio del tabacco e poi chiede alla gente oblazioni a Centri Oncologici per il tumore dei polmoni. Ma lo Stato è un garante o dobbiamo aspettarci sempre l'intervento di privati per risolvere situazioni così disastrose? Un grazie particolare alla famiglia Muccioli per un esempio concreto quale quello di Patrignano e un grazie all'Istituto Salesiani per la "Viarte" realtà in provincia di udine, quella di Conegliano e le vare case aiuto per i malati terminali di AIDS. Questi meritano tutto il nostro rispetto e il nostro aiuto.
Forse
16 luglio 2006 00:00
Forse sarebbe meglio legalizzare la droga.
Mi spiego:
Il tossico dipendente dovrebbe avere gratuitamente la sua dose giornaliera dal suo farmacista,previa presentazione di una tessera attenstante il suo stato di dipendenza.
La tessera potrà essere utilizzata una volta al giorno.
Questa legalizzazione servirebbe,credo, per molteplici scopi:
Il più importante quello di non avere tra le palle gli spaccciatori che ti convincono ad assumerle per ricavarci un fiume di denaro,a chi potrebbe interessare il suo commercio se il farmacista la da gratuitamente?
SBROIP
16 luglio 2006 00:00
purtroppo i cellulari,e i pantaloni a vita bassa vi hanno completamente bruciato i neuroni.ma non vedete che siamo terzo mondo............siete tutti indebitati per cazzate,lavoro in una finanziaria e tutti si inventano buste paghe false,se le prestano,se le comprano,c'e' uno schifo in giro.oppure poveracci ,costretti a lavorare dalle 7 del mattino alle 10 di sera x pagarsi il cellulare ,lo scooterone,e le vacanzette il weekend,perche' 10 giorni di fila non potete piu' permetterveli.a coglioniiiiii.hanno arrestato mezza italia e fate finta di non vedere,e per evitare che qualche ragazzo invece di morire x strada ,venga aiutato rompete tanto i coglioni.ma guardatevi,guardate cosa ne avete fatto del italia.i turisti scappano,dopo 2 giorni,per come mangiano male e spendono troppo.non riuscite ad avere una casa di proprieta',vi hanno messo negli ultimi anni tanti di quei pali nel sedere che camminate a gambe aperte.
siete un popolo di perdenti.......e ladri.
italiano
16 luglio 2006 00:00
"Questa legalizzazione servirebbe,credo, per molteplici scopi:
Il più importante quello di non avere tra le palle gli spaccciatori che ti convincono ad assumerle per ricavarci un fiume di denaro,a chi potrebbe interessare il suo commercio se il farmacista la da gratuitamente?"
Non servirebbe, per il semplice fatto che per avere le dosi oltre a quelle consentite o per chi non vuole farsi vedere drogato dichiarato resteranno sempre gli spacciatori. E poi perchè si dovrebbero usare soldi pubblici per drogare le persone e poi per curarne le conseguenti malattie? mi sembra che si stia esagerando.
Non contribuiamo ad uccidere i giovani!!
x sbroip: tu scrivi "non riuscite ad avere una casa di proprieta'!" ma l'Italia ha la più alta percentuale di proprietari, oltre l'80%!!
Indebitati per cazzate sì, ma sempre meno della media europea e dei paesi anglosassoni. Il debito non è di per sè un problema
Camerata
16 luglio 2006 00:00
Sbroip non è colpa dell'Italia se tu sei un tossico sfigato. Vai in afghanistan così prendi due piccioni con una fava: lasci l'Italia che tanto odi e potrai fare il bagno nella droga.
P.S. -
farai un favore anche a noi che non ti avremo più im mezzo alle palle.
Prpro
16 luglio 2006 00:00
Io sono completamente d'accordo su quanto è stato fatto in Australia e sono totalmente d'accordo dunque con la richiesta dell'Aduc. Questa azione non significa incentivare la possibile ammirazione che si può manifestare nei giovani verso la droga e aumentarne il consumo. Non vuol dire aumentare i tossico-dipendenti, bensì si vuole semplicemente pilotare i già esistenti tossico-dipendenti per impedire che questi facciano da sè. Ovvio che prima di ogni altra cosa queste persone vanno curate. Ma per essere curate certamnete non basta e non serve a niente un "San Patrignano" o un "Viarte" etc. cara Daniela. Quelli sono solo delle carceri in cui si tengono rinchiuse persone tossico-dipendenti che mai vedranno uno spiraglio di cura e neanche uno spiraglio di luce, cioè uno spiraglio di libertà. E sulla loro pelle, questi centri si arricchiscono sempre di più, come se i tossici fossero davvero sottoposti a chissà quali cure psicologiche o fisiologiche. Per il resto sono d'accordo con lei quando dice che lo Stato si comporta in maniera ipocrita, e che di solito sono i privati gli unici a comportarsi veramente in maniera utile. Ma non sempre! infatti San Patrignano come le ho già detto non è altro che un centro di internamento per tenersi lì buoni tutti i drogati. Ma per loro non si fa niente, le pare giusto!?
A volte sono sempre più convinto che la democrazia e i referendum popolari non servano davvero a niente, se non a retrocedere. Io spero che anche lo stato italiano imponga ai comuni questo metodo qui, senza tenere minimamente conto del giudizio popolare, il quale dovrebbe essere solo ignorato, anche se esso fosse completamente contrario a tale iniziativa.
Per far uscire i drogati dal loro tunnel, bisogna usare metodi veramente molto ma molto complessi e costosi che quasi nessuno se non Kate Moss potrebbe permettersi. Quindi per ora finchè è ancora così attivo il mercato della droga e finchè ci sono così tanti tossico-dipendenti (non plurimiliardari ma "di strada"), l'iniziativa richiesta dall'Aduc è assolutamente la più attinente per risolvere il problema.
Poi nel frattempo si continua (se mai i governi avessero davvero iniziato a farlo) a combattere i mercati della droga, in concomitanza con tutte le altre nazioni della Terra.
Ma per ora, mi spiace per voi, questa iniziativa è quella che più di tutte può aiutare a combattere la tossico-dipendenza, e questa iniziativa comunque non ha nulla a che vedere con la liberalizzazione che c'è in Olanda. Perchè non si vende la droga gratis a tutti ma la si da sotto controllo medico soltanto ai già esistenti tossico-dipendenti, che se facessero da sè morirebbero. Invece con questo metodo essi sono "guidati" e intanto li si cura anche, e questo è davvero l'unico metodo utile per debellare i tossico-dipendenti.
Sarebbe bene invece che si mandassero gli spacciatori in Afghanistan, a farsi lapidare dai talebani. Inoltre il debito pubblico di per sè caro Italiano è si un grosso problema. Vai a chiederlo agli Argentini. Esso é come una fiamma che va sempre tenuta sotto controllo, e si deve impedire che divampi.
Lucio Musto
16 luglio 2006 00:00
Quello della droga (pardon, delle droghe perché ocorre includere ogni sostanza che dia dipendenza) è un problema sanitario, sociale e morale assai grave, ed ogni cittadino dotato di senso civico dovrebbe farsene carico, ed auspicare, (e se possibile aiutare), che ogni specialista dia il proprio competente, fattivo contributo.
Invece, come al solito, siamo tutti a sputare sentenze spicciole: si deve fare così, proibire questo, legalizzare quello o mettere in galera il signor Pincopallino!
Non è così semplice!
Non è mai così semplice risolvere i problemi. Così semplice è solo rendersi ridicoli.
Lucio Musto
16 luglio 2006 00:00
PS
Non mi risultano precedenti di un provvedimento sociale che, se pure di grande successo in una certa comunità, abbia funzionato altrettanto bene quando esportato tal quale in una comunità diversa.
italiano
16 luglio 2006 00:00
intanto ci sono persone che dalle comunità escono curati. con questa tecnica invece non si prevede nessuna cura, anzi la logica è "vuoi drogarti? bene, te la do io la droga". questo non sarebbe un incentivo??? cosa si può fare di peggio, iniettarla direttamente in vena mentre uno dorme??
l'iniziativa dell'aduc non risolve alcun problema, anzi carica lo stato di altre spese senza affrontare alla radice il problema, senza combattere in nessun modo la dipendenza dalla droga, anzi incentivandola
cosa c'entra l'argentina ora?
matematto
17 luglio 2006 00:00
da: Daniela
Data: 15 Luglio 2006
Un grazie particolare alla famiglia Muccioli per un esempio concreto quale quello di Patrignano
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Ma mi pare di aver sentito che Muccioli i tossici li sfruttava per bene... dicono che si è arricchito, che ha fondato un impero, sia col loro lavoro sia coi contributi dello Stato e le donazioni dei privati... pare anche che fosse un appassionato pederasta e che i più carini li inculasse a dovere... mah!...
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il fantasma di Vincenzo Muccioli
L'impressione, e soprattutto l'augurio, é che non faticherete molto ad orientarvi in questa sorta di articolo-inchiesta. Anche se é pur vero che il binomio Muccioli-S.Patrignano non é mai stato foriero di pacate (seppur approfondite) analisi, da qualsiasi punto di vista esse fossero fatte.
In queste righe non avrò certo l'ardire di emettere sentenze, ma di una cosa sono sicuro: quello che i mezzi di informazione ci hanno sbolognato su Muccioli non é mai stato, nella quasi totalità dei casi, un giudizio pienamente obiettivo. E appunto partendo da tale convinzione che ho compiuto una ricerca bibliografica sul settimanale CUORE facendo riferimento ai lavori di Anna Tagliacarne, Luisa Pronzato, Roberto Duiz, Claudio Sabelli Fioretti, Pier Maria Romani tra i soli ai quali va il merito di aver cercato di documentare anche l'altra faccia della medaglia, quella che forse costerà disagio, meraviglia, propri di coloro ai quali viene repentinamente prospettata una realtà diametralmente opposta a quella magari fino a quel momento immaginata.
Mi auguro solo di riuscire a instillare in voi il dubbio che forse Muccioli non era quello stinco di Santo che vogliono farci credere, ma soltanto un uomo che non considerava i tossicodipendenti come titolari di tutti i diritti ascrivibili ad una persona, ma uomini e donne da dover sottomettere per cercare di sostituire la sua volontà alla loro, in una sorta di delirio di onnipotenza.
SanPa non é l'unica comunità per il recupero dei tossici e nelle altre, per niente pubblicizzate, non si usano gli stessi metodi, pur raggiungendo e forse superando gli stessi risultati.
la collina degli spiriti
Negli anni settanta Vincenzo Muccioli lavorava come albergatore all'hotel Stella polare di proprietà della moglie, signora Antonietta, che a sua volta l'aveva ereditato dai genitori.
Per essere precisi Muccioli un lavoro vero e proprio non ce lo aveva mai avuto anche per l'agiata posizione economica che il padre, assicuratore e proprietario terriero, aveva raggiunto in quel di Rimini. E chissà, fu forse per ingannare la noia di una vita monotona che non riusciva a frenare il suo bisogno di evadere dalla normalità, che Vincenzo si avvicinò seppur tiepidamente alle pratiche medianiche, con l'aiuto di un suo amico, Luciano Rossi. Fu solo più tardi però, ormai quarantenne, che scoprì di possedere doti da medium e di essere in grado di captare messaggi extrasensoriali.
La cosa doveva essere di grande impatto emotivo (Muccioli durante le sedute andava in trance e identificandosi col Cristo predicava la comunione dei beni) perché nel giro di poco tempo quei pochi che assistevano diventarono sempre più, fino a costituirsi in un gruppo, il Cenacolo che si trasferì sulla collina benedetta di S. Patrignano, di proprietà di Vincenzo, dove tutti insieme si coltivava la Vigna del Signore . E poiché Muccioli predicava vita umile e povertà i proventi di questo lavoro, rigorosamente gratuito, sarebbero stati devoluti ai bisognosi. Risulta superfluo precisare, a questo punto, che gli adepti del Cenacolo venivano invitati a privarsi dei loro beni terreni e a rinunciare alle tentazioni della carne. Un po' meno, invece, che per stupire gli spettatori Vincenzo si presentasse con graffi sul costato e i piedi, annunciando loro di avere le stimmate. « L'ho visto attraverso una finestra mentre si praticava dei tagli sulle mani con un trincetto per la pelle, prima di una seduta medianica » dichiarerà in tribunale Lino Grossi.
Come sempre in questi casi i più suggestionabili non riuscivano a dare a queste esperienze la giusta dimensione e finivano per cadere in uno stato di dedizione assoluta che si rifletteva negativamente persino sulla loro vita familiare.
« Sono convinta che mio marito sia stato plagiato dal Muccioli e che costui l'abbia messo contro di me » é la dichiarazione rilasciata al giudice istruttore da una donna, Maria Teresa Tusino che nel ‘78 sporse denuncia contro il marito, Giulio Canini, che l'aveva picchiata per il suo rifiuto a che il figlioletto lo seguisse in comunità. Giulio Canini é morto suicida qualche anno dopo per cause non del tutto chiare e sembra lasciando un diario che non é mai stato ritrovato.
Nel frattempo la Vigna del Signore andava sempre meglio e diventava sempre più affollata anche da quei tossicodipendenti che cominciavano ad arrivare per farsi curare.
Evidentemente però, non tutti gli adepti dovevano essere così sprovveduti perché alla richiesta di due loro, Bruno Camosetti e Guerrino Pieri, di vederci chiaro sull'effettiva destinazione dei proventi della Vigna dove si allevavano anche cani, cigni e pollame, l'autorità giudiziaria arrivò a dimostrare che unici beneficiari di alcuni degli assegni rintracciati erano stati Muccioli e sua zia Serafina.
Ormai, però, l'attività principale di S. Patrignano era quella di centro d'accoglienza per i tossicodipendenti che arrivavano a supplicare assistenza e l'iniziale piccola Vigna del Signore é oggi diventata un'estensione di 220 ettari di terreno dove 2189 tossicodipendenti e non, fatturano, con le varie attività produttive, circa 22 miliardi annui: laboratori di falegnameria, la tristemente nota pellicceria, allevamenti di ogni genere (quello con i 300 purosangue da gare internazionali é considerato il migliore d'Europa, ma dei cavalli ne riparleremo) e perfino un ospedale all'avanguardia per la cura dei malati di Aids inaugurato nientepopodimeno che da tre dei ministri del governo Berlusconi (Costa, sanità; Guidi, famiglia; Biondi, giustizia). Un vero e proprio marchio di garanzia per la struttura, peccato che la stessa sia stata costruita in gran parte abusivamente. Ma niente paura; non può certo una quisquilia del genere fermare il guru di S. Patrignano. E qui entra in gioco un altro aspetto dell'inesauribile Vincenzo: le amicizie influenti . Il 24 settembre 1994 al Comune di Coriano, di cui SanPa é frazione, arrivano, presentate dal geometra della comunità, Sergio Pierini, trentuno richieste di sanatoria per abuso edilizio perpetrato, guarda un po', proprio quando del Comune era Sindaco (PCI) lo stesso Pierini. Il perché, poi, della richiesta a che le pratiche fossero protocollate immediatamente, si capirà solo quando, tre giorni più tardi, arriverà un decreto approvato dal consiglio dei ministri che conferisce agli edifici adibiti a comunità terapeutiche e a quelli per l'inserimento sociosanitario nelle stesse, la qualifica di opere pubbliche indifferibili e urgenti che pertanto sono esonerate dal pagamento degli oneri di concessione oltre alla possibilità di una loro realizzazione in deroga agli strumenti urbanistici. In soldoni: Vincenzone avrebbe potuto, d'ora in poi, costruire tutto quanto voleva senza alcun permesso, risparmiare i circa quattro miliardi che avrebbe dovuto versare per il condono degli abusi già fatti e, di fatto, dunque, condonare l'intera S. Patrignano, compresa la sua villa, alla quale torneremo comunque fra poco. Muccioli, quindi, sapeva almeno tre giorni prima della sua firma, dell'esistenza del decreto legge; questo, chiaramente nella più innocente delle ipotesi.
Ma le sue amicizie non si fermano certo a quelle arcinote, politiche: Craxi, De Lorenzo, Benvenuto (che addirittura si vanta di averci fatto un Primo Maggio a SanPa), ma anche e soprattutto giornalisti, o meglio chi a una parte di loro dà lavoro: Letizia Moratti, presidentessa della Rai e moglie di quel Gianmarco Moratti, petroliere, assieme al quale trascorre i suoi fine settimana proprio nella comunità in una villa accanto a quella del guru. E con questo credo di aver fugato anche i vostri ultimi, più ostinati dubbi, sul perché di tutta la piaggeria che la televisione di Stato (!) ci ha vomitato addosso ogni qualvolta si é toccato il tasto-Muccioli, negli ultimi tempi.
Ma eccoci alla villa: « Una villa principesca . Una villa di circa 1500 metri quadri, con un grande parco recintato, con fagiani, galli cedroni, fenicotteri rosa. Una volta c'erano anche i daini. E una gabbia con le pantere. In cantina c'é la Jacuzzi, l'acquario di pesci tropicali, la sauna, la cantina di vini pregiati del figlio, il caveau blindato. Per non parlare del parco macchine: suo figlio Andrea la Mercedes 300 e lo scooterone Honda, suo figlio Giacomo la Porsche Carrera cabrio e la Bmw K100 oltre ad una Range Rover per le gare di autocross. Lui, Vincenzo, girava con la Mercedes 600, la moglie con una Bmw 318 familiare. E infine il personale di servizio. C'era un maggiordomo in livrea che serviva il the su vassoi d'argento e in guanti bianchi. E cinque fra cameriere e stiratrici » . A parlare é Roberto Assirelli, testimone contro Muccioli al processo per il delitto Maranzano. Ha lavorato tredici anni a SanPa dove é entrato come tossico e ne é uscito guarito: oggi é assessore PDS al bilancio e alla cultura al comune di Coriano.
A onor del vero va precisato che Muccioli aveva regalato tutti i beni immobili di appartenenza della comunità alla Fondazione S. Patrignano, nata sul finire del 1985, qualche mese dopo la sua condanna nel 6/2/85 per gli incatenamenti e prima dell'assoluzione in appello il 28/11/87. Col trucco, però, niente paura. L'art. 11 dello statuto recita: « se entro tre anni dal riconoscimento della personalità giuridica (cioè entro il 26 marzo 1994), il patrimonio della fondazione supera la soglia dei quattro miliardi la casa potrà ritornare di proprietà dei figli se ne faranno richiesta entro il 2001. Richiesta da inoltrare al Presidente della Fondazione » , cioè ¼ Muccioli stesso! (per la cronaca, oggi SanPa é valutato oltre 30 miliardi). E i macchinari, i beni mobili, i famosissimi cavalli, di chi sono?
Già, i cavalli. Per loro Vincenzo non ha mai badato a spese: si dice che Wejawey sia stato acquistato per due miliardi e trecento milioni mentre Kassandra per soli due miliardi. E Roberto Assirelli ha detto che per acquistare purosangue veniva spedito in giro per l'Europa, con i soldi nascosti in un doppio fondo delle auto che venivano all'uopo preparate per la comunità in un autosalone di Milano; ma che c'entra questo con il recupero dei tossicodipendenti?
il famoso metodo Muccioli
Siamo nel ‘79 quando ai carabinieri arriva un ritaglio di giornale con su scritto: « Sono prigioniero di queste persone. Telefonate alla polizia o ai carabinieri. Ho già avuto 7 collassi e sto malissimo » . Il ventisettenne Paolo Morosini, sottoposto a cura intensiva di disintossicazione, era stato imprigionato da quattro giorni. La vicenda non ha comunque un seguito perché Muccioli si discolperà affermando « i drogati sono gente capace di intendere ma non di volere » .
Non va a finire allo stesso modo, invece, in un'altra occasione: il 28 ottobre 1980 una ragazza di ventitré anni, Maria Rosa Cesarini, si presenta alla squadra mobile di Forlì raccontando di essere fuggita da S. Patrignano dopo essere stata rinchiusa per sedici (!) giorni in una piccionaia . Quando i poliziotti irrompono nella comunità, trovano Luciano Rubini e Leonardo Biagiotti incatenati in due locali usati come canile, Marco Marcello Costi incatenato alla porta in ferro di un locale di tre metri per uno e Massimo Sola incatenato ad un manufatto adibito a colombaia. Tutte queste persone deporranno qualche giorno dopo; tutte tranne una, Leonardo Biagiotti, trovato morto sulla linea ferroviaria a Castelfranco Emilia, diretto a Milano, caduto dal treno. Vincenzone viene arrestato con alcuni suoi collaboratori e imprigionato per un mese; il processo verrà tenuto quattro anni più tardi e finirà con una condanna a venti mesi per Muccioli in primo grado e assoluzione in appello. Ma veniamo alle testimonianze di tutti quelli che hanno deposto all'altro, ben più grave e recente processo che ha investito Muccioli: quello per l'omicidio di Maranzano, ammazzato nel reparto manutenzione . A rispondere é Claudio Ghira, ex-medico di S. Patrignano: -Cosa succedeva alla manutenzione?-
« Pestaggi e cure successive. Ricordo una testa spaccata e ricucita con una ventina di punti. E una milza esplosa a pugni » -Ci sono stati altri morti oltre a Maranzano?- « No, in quel modo no. » -In altri modi?- « Molti dei suicidi della comunità sono quantomeno sospetti... » -Si poteva entrare al reparto manutenzione?- « No. Ci sono due medici presenti 24 ore su 24. E poi Capogreco, il responsabile del reparto » -Ma che medici sono se non denunciano questi metodi?- « Credono in Muccioli. Se sei dentro é perché gli credi » -I rapporti sessuali sono controllati da Muccioli?- « Certo, ma nessuno controlla i suoi. Eppure quante volte lo abbiamo visto a letto con i ragazzi più giovani? Per molti di noi, però, almeno fino a quando non si riesce a passare dalla fase acritica, anche quello viene visto come un modo per stare vicino ad una persona che sta male » -Parli di rapporti omosessuali forzati?- « So di un ragazzo milanese che sicuramente ha visto i suoi problemi aumentare proprio per le eccessive attenzioni del babbo . Il capo amava soprattutto avere rapporti orali. Diceva che anche quelli servivano per far passare energia positiva da lui ai suoi discepoli » -Voci? Leggende di S. Patrignano?- « No, io stesso ho visto Muccioli a letto con uno dei suoi ragazzi » -E dov'é oggi?- « E' morto di Aids » .
Ma il principale accusatore di Muccioli é, in questo processo, il carceriere Raimondo Crivellin in comunità noto come Piedini . Ha confessato oltre 500 sequestri di persona compiuti in sette anni di permanenza nella comunità, pestaggi, inseguimenti; alla fine deporrà per quasi cinque ore. « Tutti i giorni inseguivo tossici che scappavano da S. Patrignano. Tutti i giorni ne riportavo. Tutti i giorni ne picchiavo. Tutti i giorni ne rinchiudevo, soprattutto nella cassaforte della pellicceria. Un luogo angusto, senza finestre. Per ogni nuovo ospite Michelone cambiava combinazione alla cassaforte. Ho passato sette anni a S. Patrignano e il mio compito é sempre stato quello. Non sapevo mai la ragione di una punizione: eseguivo ordini di Muccioli » . Piedini agiva insieme a Franchino e Toto, Paro-Paro e Sebastiano, tutti nella squadra punitiva. « Bastava che ci dirigessimo verso qualcuno perché il terrore gli si dipingesse sul viso. Muccioli sa come far sentire importanti, soprattutto le menti semplici. Ha scelto me perché ero un cretino. Ho creduto in Muccioli ciecamente. E ho sbagliato » .
E a proposito di un suicidio:
« Dopo il primo suicidio, quello di Gabriele Di Paola, Muccioli mi ordinò di portare via i venti ospiti della manutenzione , il carcere della comunità. Di notte con due furgoni e qualche macchina insieme a Toto, Paro-Paro, Sebastiano e Franchino partimmo per la comunità di Botticella (é una comunità satellite di SanPa, ndr). L'obiettivo era far scomparire testimoni scomodi in un periodo in cui la comunità era tenuta d'occhio dalla polizia. Passammo due mesi vivendo da re » . E interrogato sul perché dei sospetti sul suicidio: « Io l'ho visto cadere, ma non so come ha fatto a precipitare per venti metri con la faccia rivolta verso il muro. L'ho sentito gridare “No, no”, ho visto che cercava di aggrapparsi a qualcosa, senza riuscirci. Quando sono corso verso di lui era morto. Il giorno dopo Natalia Berla é scivolata fuori da un finestrino piccolissimo, ma noi eravamo già in montagna a divertirci » .
E ancora: « Una volta ho chiuso anche Franco Capogreco in cassaforte. Ha urlato tutta la notte perché soffre di claustrofobia. Quando é uscito era cianotico. Andava punito, ma non lo so perché. Lo dirà lui ai giudici » . Poi é il turno di Paro-Paro, Marco Ghezzo: « Da S. Patrignano sono scappate migliaia di persone. Sono molti di più quelli che scappano che quelli guariti. Lui i guariti li conta ogni volta che escono. Se uno entra tre volte ed esce tre volte vale per tre guarigioni » .
Per finire la testimonianza (a mezzo lettera, non é una deposizione) di una ragazza, Elisabetta Di Giovanni che oggi ha ventinove anni e che entrò nella comunità per la prima volta a sedici anni e che é uscita dalla droga solo molto tempo dopo aver lasciato S. Patrignano, con l'aiuto di Don Gino Sacchetti.
« Durante la mia seconda permanenza a SanPa in due anni visitai quasi tutti i luoghi di prigionia. Venti giorni in piccionaia, un luogo circolare molto angusto, dipinto di arancione e in discesa, dove ti sentivi letteralmente impazzire. Due mesi al buio nella cassaforte della pellicceria insieme ad un dobermann malato. In un vecchio casolare abbandonato sdraiata e incatenata con tutte e due le braccia alla spalliera del letto. Mi veniva liberato un braccio due volte al giorno per mangiare, mentre per i bisogni fisiologici bastava un secchio sotto il letto. Una chiusura un po' più soft invece (quattro mesi in camera), la affrontai a causa di Marco Rossetti di Bologna. Malauguratamente chiedemmo a Muccioli il permesso di conoscerci. Dopo qualche mese di mano nella mano, non ne potevamo più e consumammo il turpe gesto. Marco, pentito, corse a raccontarlo al babbo e il risultato per me fu la chiusura dopo un'infinita serie di “gran puttana” in tutte le salse. A lui Vincenzo diede una pacca sulla spalla. Ma la chiusura più terribile, per quanto la più breve, fu una settimana nella botte. Si, un tino vero e proprio, di ferro, dove potevi stare accovacciata e dove una volta al giorno ti passavano il cibo da uno sportellino, il tutto ad un palmo dal solito secchio con gli escrementi. Non avevo ucciso nessuno, ma ben più grave era la mia colpa: ero entrata nella contestazione . Vincenzo aveva rinchiuso, sempre per futili motivi, tre ragazze considerate da tutti ed anche da lui stesso fino a qualche giorno prima, guarite . Consuelo, Martina ed Alice, anche loro contestatarie. Le aveva rinchiuse in un casolare e siccome non soffrivano abbastanza, dopo qualche giorno sospese loro i viveri. Era terribile passare da quel capannone e sentire tutto il giorno le povere tre cantare. Mi sentivo ad Auschwitz. Dopo qualche giorno fece portare Alice, la più fragile delle tre, leggermente handicappata, sul piazzale e, con una macchinetta, le rasò i capelli, tra battute deplorevoli e risate grasse. Alice di Roma riuscì a scappare e la ritrovarono l'indomani morta per overdose in Piazza Tre Martiri. Criticai pesantemente l'operato del mio padre-padrone che mi fece rinchiudere nella botte. ...E' difficile parlare di SanPa. Ci sarebbe troppo e ancora troppo da dire: mille episodi, tutti eloquenti e dolorosi, ma il vero problema é che lo Stato italiano consideri recupero dei tossicodipendenti quello che avviene a S. Patrignano. Alfio Russo? L'ho conosciuto e sarei pronta a giurare che le cose siano andate pressappoco così. Maranzano con le sue fughe rompeva, e Vincenzo ha deciso di metterlo nel settore punitivo: nelle mani di quel pazzo violento, col cervello di un bambino di due anni. Sicuramente ha anche raccomandato ad Alfio di essere particolarmente duro e di farlo scoppiare per bene. Alfio felice, non se lo sarà fatto ripetere due volte e per il povero Maranzano si devono essere aperte le porte dell'inferno. Poi, poi forse una reazione, anche debole, minima ed Alfio ha dato sfogo alla sua furia. Poi succede l'irreparabile e via di corsa dal capo a cercare la soluzione. Soluzione che Vincenzo, scommetto senza scaldarsi più di tanto, ha trovato nella discarica. E' impossibile, per chi é stato a S. Patrignano credere che Vincenzo non fosse al corrente di tutto. »
Io non credo in un aldilà, non so voi; ma se esiste non vorrei essere nei panni del fantasma di Muccioli quando incontrerà quello di Roberto Maranzano.
matematto
Lucio Musto
17 luglio 2006 00:00
Signor Prpro (ho scritto bene il suo nome?) cerchi di non fare dello spirito fuori luogo.
Se il signor matematto, che per quanto nell'anonimato è responsabile di quello che ha scritto avrà la compiacenza di aprire un dialogo rispondendo adegutamente alle mie domande, forse farò a lui le mie obiezioni.
Le sue gratuite insinuazioni e la sua scortesia, invece, mi lasciano del tutto indifferente
mjguel
17 luglio 2006 00:00
x Prpro
Non sei per niente informato sullo scandalo del calcio e sulla questione dei funzionari del sismi. Documentati e porta argomenti seri poi ti rispondo.
Prpro
17 luglio 2006 00:00
Scusi Lucio Musto se fa quelle domande vuol dire che non ha letto proprio niente o probabilmente non ha letto con attenzione.
Per Mjguel
Cosa vuol dire che i comunisti (sempre che siano tutti comunisti coloro che stanno al governo) stanno preparando un altro attacco anche in questo settore? e ben venga un altro attacco, se già essi hanno smantellato lo scandalo del calcio. O le stava bene rimanere con quel calcio malato? ben venga che abbiano arrestato quegli agenti del SISMI dopo che essi hanno arrestato una persona che solo adesso può diventare un terrorista solo dopo che qualcuno l'ha torturato...
O magari te pensi che i terroristi vanno davvero in giro vestiti da Alì Babà come se vivessimo in un cinema muto ironico degli anni venti.
Inoltre Lucio Musto come fai a dire che le uniche testimonianze sono quelle dei pavoni etc. Ma se le stesse vittime di questo dramma hanno testimoniato in tribunale e dico in TRIBUNALE E NON NEL MONDO DEI SOGNI.
Probabilmente Matematto doveva fare un fumetto almeno anche voi avreste capito quanto detto su SanPatrignano, e non avreste avuto più la forza ne le scuse per negare, (come vostro solito fare) l'evidenza.
mjguel
17 luglio 2006 00:00
x tutti
Quanto ha scritto MATEMATTO è alquanto sospetto.Non a caso nei giorni scorsi sono apparse notizie di una programmata ispezione a San Patrignano ordinata dai comunisti che governano ora in Italia. Che stiano preparando il terreno per sferrare un attacco anche in questo settore? Ne sono convinto,dopo il calcio, il sismi,la guardia di finanza,le cariche dello stato e dei settori nevralgici della pubblica amministrazione, ora tocca a San Patrignano. Seguira poi la liberazione delle droghe che verrà venduta nei supermercati come le medicine.
Attenti potreste farvi male.
Lucio Musto
17 luglio 2006 00:00
X matematto
Un lungo, dettagliato, approfondito rapporto, il suo, che ho cercato di leggere con attenzione.
Certamente lei ha studiato molti documenti e vagliato testimonianze, scartando i "si dice" ed ignorando quelle poco rilevanti.
Grazie. Io, che sapevo quasi nulla dell'Evento Muccioli (credo si possa definire così), ora ne so qualcosa in più.
Un ulteriore ultimo dettaglio, avrei a cuore di sapere:
Ma in questa faraonica struttura, i tossicodipendenti c'erano? Quanti? In che percentuale veri e finti? Guarivano o no? In quanti sono guariti? (se ce ne sono stati) ecc...
Perché, francamente, senza questi dati, il sapere dei fagiani e dei pavoni, della villa cinquecentesca e delle Mercedes... non mi sembra altro che superfluo gossip.
Grazie
Alex
17 luglio 2006 00:00
I tossicodipendenti vanno curati, con questa iniziativa, che non prevede alcun cammino di recupero, otteniamo solamente che:
1) chi si droga (è malato!!!!) e non ha problemi a farlo alla luce del sole avrà la droga gratis (pagata da tutti noi) e resterà malato: vantaggi solo per il suo portafogli, non certo per la salute
2) chi, come sopra, avrà bisogno di dosi aggiuntive le troverà su mercati alternativi (tanto con quello che ha già risparmiato con la dose "base"...)
3) chi si droga ma non ha il coraggio di dichiararsi continuerà a farlo di nascosto, prendendo la droga sempre in canali alternativi
4) il messaggio che passa è questo: vuoi la droga? ok, te la do gratis!! quindi non deve essere così male
5) gli spacciatori continueranno a vivere per quanto detto al punto 2 ed al punto 3
6) chi paga la droga ed i centri di autosomministrazione? e quali sarebbero i benefici di tali investimenti? a giudicare da quanto ho scritto sopra praticamente nessuno
Precisatore
19 luglio 2006 00:00
Per Italiano
Il signor Prpro ha citato l'Argentina perchè si parlava di debiti.
sprecisatore
20 luglio 2006 00:00
ma l'argentina in questo contesto che c'azzecca? non si parlava certo di debiti
Precisatore
20 luglio 2006 00:00
Il signor Italiano ha aperto una breve parentesi dicendo "...il debito di per sè non è un problema". Questa parentesi era in risposta ad un'altra parentesi aperta dal sign. Sbroip che parlava degli italiani come di un popolo indebitato sempre per cazzate. Chiaro.
Dunque il signor Prpro si è fatto carico di rispondere a Italiano dicendo che il debito è come una "fiamma" e va sempre tenuto sotto controllo prima che "divampi". A proposito di questo il signor Prpro ha espresso chiaramente al signor Italiano di andare a vedere cos'è successo all'Argentina che in gran parte è stata mangiata proprio dai debiti.
sprecisatore
20 luglio 2006 00:00
stiamo divagando, non mi serviva un dibattito sulla questione del debito!!!
è vero che il debito di per sè non è un problema, infatti tutte le aziende sono indebitate, altrimenti non andrebbero avanti. Bisogna solo saper far fronte al debito, e questo è un altro discorso.
E poi si parlava dell'italia, l'argentina non c'entra nulla, perchè fare un esempio che non ha niente a che vedere?
Precisatore
21 luglio 2006 00:00
Ho già spiegato perchè il signor Prpro ha fatto quell'esempio tirando fuori l'Argentina, inutile che lo ripeta.
Inoltre io ho detto esattamente quello che hai detto, il debito di per sè è una fiemmellina che non da molto fastidio, ma bisogna controllare che essa non divampi.
Ho usato termini metaforici ma ho detto esattamente quello che hai detto te.
Camerata
21 luglio 2006 00:00
Non bastavano i bagni per i transgender,ora in parlamento bisogna costruire le stanze per i tossicodipendenti.
Ma chi ha eletto questa sinistra.
sprecisatore
21 luglio 2006 00:00
Ho usato termini metaforici ma ho detto esattamente quello che hai detto te.
accidenti come siamo d'accordo!!