Commenti
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ZaZaan! 16 luglio 2006 00:00
Finalmente ci chiariamo!

L'Onorevole Donatella Poretti sta conducendo su questo forum una battaglia personale nell'interesse della sua bambina.

E ci voleva tanto a dirlo?

A veder scritto "deputata" si poteva pensare che parlasse come politico, non come mamma!
Giuseppe P. 16 luglio 2006 00:00
Alex, il nome è qualcosa di molto importante per un individuo.
Ad esempio una delle torture-non-fisiche dei tedeschi, fu quella coma sai benissimo, di privare il nome agli ebrei, sostituendolo con un numero.
In molti stati occidentali c'è l'opportunità, di dare entrambi i cognomi al figlio, ovviamente poi c'è un uso ufficiale e può prevalere in ordine il primo.

Non credo che si una rivalsa della società maschilista, è solo qualcosa di "equo". Una rivalsa maschilista sarebbe stata, caro Alex, una battaglia di femministe per dare al bambino solo il cognome materno ("perchè-il-figlio-l'ho-partorito-io").
Invece si tratta solo di riconoscere padre e madre insieme. Per quale ragione razionale un bimbo dovrebbe avere solo il cognome paterno (o materno), e se mi dai la ragione, oggi la stessa consuetudine è valida?
Alex 16 luglio 2006 00:00
perchè credo che i reali problemi siano altri, cioè come agevolare le famiglie nel fare crescere un figlio!!
continuo a non vedere il problema nell'attribuzione di un codice alfabetico, d'altronde anche il nome è deciso arbitrariamente dalle parti, non vedo che importanza possa avere il cognome. Allora perchè non potersene inventare uno di sana pianta? perchè doverne necessariamente ereditare uno dei genitori? o tutti e due?
(sono d'accordo ovviamente che l'attuale legislazione deriva da una concezione patriarcale della famiglia)
che senso ha avere due cognomi? e perchè poi non poterlo cambiare nel corso della vita a seconda degli eventi?
mi sembra davvero una questione di poco conto, ma non pretendo che la pensino così anche gli altri che possono tranquillamente essere affezionati ad un codice alfabetico.
Alex 16 luglio 2006 00:00
continuo a non vedere l'importanza della questione, forse ha solo un significato di "rivalsa" verso la società "maschilista". L'importanza di una persona non è determinata dal cognome che porta, questa sì che è un'etichetta!!
provocazione 17 luglio 2006 00:00
perchè allora non fare in modo che ognuno possa scegliersi il proprio cognome? e poterlo cambiare 3 o 4 volte all'anno?
oppure di prendere mezzo cognome del padre e mezzo della madre.. oppure la somma dei due...
Giuseppe P. 17 luglio 2006 00:00
No Miguel, è solo che a volte mi sembri l'on Vito di FI, quando inizia a parlare a parlare, a sparare a zero, non incanalando bene la discussione, te lo dico simpaticamente non per altro.

Si Lucio, ora comprendo meglio, è anche un po' quello che dice Alex, il fatto di poter anche cambiare.
Liberalizziamo i cognomi!!!
Ma nessuno si azzardi ad occupare i binari per opporsi!
Lucio Musto 17 luglio 2006 00:00
X Giuseppe P.

Questa volta davvero devo essermi spiegato da cane, per non farmi capire nemmeno dall’acutissimo Giuseppe P. Cercherò di rimediare con qualche flash di precisazione.

- Non auspico un passaggio dal patriarcato al matriarcato (entrambi fuori tempo), dico solo che l’attribuzione del cognome paterno è retaggio di quel tipo di cultura passata. Regolamentare un attribuzione del cognome materno sarebbe creare un posticcio inutile.

- La famiglia tradizionale (legata appunto alla “Casata”) si sta disgregando per altri motivi (interessantissimi da studiare, ma qui “off topic”) e quindi ribadirla con addirittura il doppio cognome, caro ai secoli passati, è solo anacronistico.

- Si, mi preoccupa questa possibile confusione di sovrapposizione di cognomi per unioni successive: una bambina di sette anni, mia lontana parente acquisita, mostra palese disagio di «essere l’unica in famiglia con quel cognome!... – quello del padre volatilizzato da tempo – come se fossi figlia di nessuno!...». Naturalmente nulla cambierebbe in altra situazione a ruoli invertiti!

- Personalmente non sono socialmente inerte, l’ho già detto più volte. Anzi caldeggio il cambiamento. Ma poiché il trauma alla collettività ci sarebbe comunque, adoperiamoci almeno a che il cambiamento sia intelligente, moderno e funzionale!

- Ripudio ed omicidio per onore infine credo siano estranei al discorso, ma non mi sembra possano nemmeno essere presi come argomenti a difesa di un cambiamento da farsi, da farsi comunque, tanto per cambiare, ed attuare una cosa (a mio avviso) fuori luogo oggi solo per sostituirne una che fuori luogo lo è lo stesso, perché ormai obsoleta, e che aveva invece una sua valenza quando fu fatta.
mjguel 17 luglio 2006 00:00
x Giuseppe P.

Hai pienamente ragione. Oltre ad aver espresso il mio parere sulla questione del cognome ho parlato di altre cose. Sai perchè? E' più forte di me,ritengo gli altri punti da me toccati molto importanti e quello che è accaduto fatti gravissimi. Non ho comunque ucciso ne offeso nessuno.In tutti i forum vedo che si va fuori tema ma non per questo uno deve essere offeso come ha fatto colui che si firma "V.Donvito". Quest'ultimo, nel suo intervento,ha offeso me ed ha diffeso due noti assassini.
Alex 17 luglio 2006 00:00
ad oggi non ha più alcuna connotazione.
continuo a ritenere che la questione del cognome sia di poco conto, così come il tempo vada speso per cose più utili nell'immediato e nel concreto.
però parlare di strage di legalità per via di una serie di caratteri alfabetici... mah!
Giuseppe P. 17 luglio 2006 00:00
Alex, ma il cognome paterno non ha tinte ideologiche?
Quando fu introdotto, non lo fu per una precisa visione del mondo?
Ecco quella visione del mondo è superata presso la nostra cultura, e le leggi devono essere adeguate ai nostri modi di pensare. Non deve essere il contrario, noi adeguarci alla legge. E la legge che deve rispecchiare la società civile.
Per me questa è già condizione sufficiente per mutare una regola, non piu in linea con gli scopi originari.
Giuseppe P. 17 luglio 2006 00:00
Ma infatti ma cosa c'entra il dire che ci sono altri problemi, tra l'altro triti e ritriti, alcuni discutibili e di visione di parte. Si parla del pianeta Marte e Miguel parlerà a oltranza del suo odio contro i nemici magistrati, difesa dei funzionari sismi, abbraccio dello scontro culturale occidente-arabi. A cazzo rispondi palazzo.

Non si tratta di passaggio dal sistema patriarcale al sistema matriarcale, ma ad un sistema dove non esiste una gerarchia, entrambi - padre e madre - concorrono alla nascita - il padre il seme, la madre la terra.
Mi stupisce pero questa confusione (riferito a Lucio Musto), e il pensare che dare il cognome paterno e materno costituisca uno scardinamento della famiglia! Addirittura! Vedere che dopo questa "concessione", si potrà dare al figlio il nome dell'amante, del nuovo marito: è una costruzione terrificante che non rientra nei propositi della proposta stessa, che è semplice.
D'altronde per l'inerzia sociale, è vero che deve essere spiegata una nuova introduzione, mentre non lo deve essere l'usanza abituale. Il cambiamento deve essere sempre giustificato. Ci saranno sempre delle forze opposte che cercheranno di non cambiare l'usanza, pero nella storia se le abitudini consuetudinarie non fossero state messe in discussione, oggi ci ritroverremo ancora a ritenere legale il ripudio, l'omicidio per onore. Non sono piccole cose, prive di importanza. Se fossero prive di importanza, perchè accanirsi tanto contro?
Ed è normale quindi che si opponga il principio conservatore al principio di innovazione. Ad esempio, per usare un argomento tanto caro a Miguel, certi paesi islamici hanno la stessa carica del suo stesso conservatorismo. E' proprio l'osteggiare l'innovazione e il porre fiducia al "normale" (come pratica quotidiana) che si trasforma poi in norma, alla tradizione, all'usanza, che rende a noi strane e anormali certe pratiche. In quelle culture ha vinto sempre il conservatorismo.
Nella nostra cultuta, anche dopo battaglie aspre ogni tanto una innovazione compare. E oggi siamo quello che siamo, grazie a queste spinte, e alcuni "conservatori-dentro" possono usare la presunta superiorità civile contro il "conservatorismo-dei-paesi-altri".
Alex 17 luglio 2006 00:00
è solo una questione di scegliere una regola, per me una vale l'altra. e per questo insisto nel dire che perdere tempo per cambiarne una che si ha non mi sembra utile. ma come ho detto è la mia opinione.
non ho mai detto che sia necessario abolire l'identità, anzi un codice alfanumerico è necessario per individuarci e per poterci "chiamare".
ma, appunto, è un codice alfanumerico che non deve essere caricato di aspetti ideologici.
infine non farei paragoni con il divorzio, sono piani completamente diversi.
non sarò certo io a suggerire di fermarvi in questa iniziativa, mi sono solo permesso di esprimere un mio parere che ovviamente è solo il mio, ma non per questo per me meno importante
mjguel 17 luglio 2006 00:00
x V.Donvito

Premetto che io posso romperti il culo e non i coglioni.
Non ho alcuna difficolta a farmi riconoscere con nome e cognome e telefono se vuoi.Che Sergio D'Elia e Bompressi siano due assassini non lo dico io ma le sentenze.Entrambi sono stati condannati per l'omicidio di un servitore dello stato (per la precisione un agente e un commissario di Polizia).
Detto questo è molto chiaro che non ho calunniato nessuno.
Per quanto riguarda l'argomento ho espresso chiaramente il mio pensiero e quindi non sono intervenuto per disturbare nessuno.
Chiudo esprimendo un mio parere sul tuo o se preferisci sul suo conto: non hai nulla da insegnarmi servo dell'attuale governo.
V.Donvito 17 luglio 2006 00:00
Scusi Miguel
ma lei ci e' o ci fa?
Senza entrare nel merito di alcune cose che ha scritto (prima di dare di assassino ad una persona, anche se lei si nasconde dietro un anonimo nick name, io ci penserei due volte), nessuna la obbliga ad occuparsi di queste che lei considera facezie.
Non segua, non legga, casomai non voti, faccia delle critiche sullo specifico, ma non ci rompa i coglioni col venirci a dire che ci sono cose piu' importanti. Evidentemente per chi e' qui e ne parla sono cose importanti. E si figuri che lo sono anche per la legge e per il legislatore italiano, tant'e' che vi ha dedicato alcuni articoli del codice civile.
Abroghiamo tutte le leggi, cosi' lei potra' sentirsi italiano e non arabo? Ha mai sentito questa frase: "cosa c'entra il culo con le 40 ore"? Beh, ci faccia una riflessione, altrimenti vada ad usare le sue energie e i suoi proclami da calunnia altrove. Qui in "di' la tua" c'e' solo la difficolta' della scelta.
mjguel 17 luglio 2006 00:00
Premesso che cambiando la legge sull'attribuzione del cognome si creerebbe solo confusione e,come accade nei paesi arabi,nemmeno i nostri genitori sarebbero in grado di ricordare il nome e cognome dei propri figli. Ma siete veramente convinti che questo sia un vero problema? Io credo che i problemi siano altri e che questo serva solo a distogliere l'attenzione da altri fatti gravissimi che stanno accadendo in Italia.
Ne cito solo alcuni:
- è stata concessa la grazia all'assassino Bonpressi;
- un altro assassino,Sergio D'Elia, è stato eletto segretario di presidenza alla camera;
- un pluripregiudicato,Daniele Farina, eletto vice presidente della commissione giustizia;
- due funzionari del sismi sono stati arrestati per aver mandato via dall'Italia un terrorista;
- quattro ufficiali della guardia di finanza sono stati trasferiti dalla lombardia,pare per aver indagato sull'UNIPOL e per le intercettazioni a Fassino;
- Prodi chiede la mediazione del bandito Iraniano Ahmadinejad nella vicenda Israele-Libano.
Posso continuare all'infinito ma come Italiano mi vergogno.Ora non toccatemi il cognome io sono Italiano non arabo.
Lucio Musto 17 luglio 2006 00:00
Embè cambiamola!


«Lei ritiene anacronistica la norma che impone il cognome paterno… embè cambiamola!»

Questa l’ho letta in una diatriba sulla giustezza di dare ad un bambino anche (o forse solo non ho capito bene) il cognome della madre. E mi è venuto da ridere… scusate, senza voler mancare di rispetto a nessuno!

Si pretenderebbe di cambiare un costume inveterato legato alla struttura di famiglia patriarcale, per trasmutarlo in uno legato a quella di famiglia matriarcale, ovvero di famiglia con equiponzialità del padre e della madre. Giusto oggi che si sta stravolgendo il concetto stesso di famiglia o, diciamolo in chiare lettere, si sta tentando di abolirlo del tutto per sostituirlo con altro più moderno di legame multiforme, ovvero labile, o occasionale, o inesistente affatto!

Suvvia! Cambiare un costume simile significa cambiare un sacco di cose, nella nostra società, e con un “costo” immenso!. E “costo” l’ho messo fra virgolette per sottolineare che non si tratterebbe solo di costo economico, ma di rivoluzione nelle abitudini, negli usi, nei documenti, nei rapporti sociali… Cambiarlo, per sostituirlo con un altro identico?... solo con mammà al posto di papà, o il compagno di papà al posto di mammà… o tutte le combinazioni possibili?

Ci abbiamo messo anni per semplificare (e ripianare delle umilianti brutture) togliendo dai documenti: Figlio di… E di…, ed ora vogliamo tornare daccapo per far contenta una qualche (o tante) mammine orgogliose di sé?... Cambiamo, se occorre: ma facciamolo in meglio!... o almeno che serva a qualcosa!

Ho letto, nella stessa diatriba, di un “codice alfanumerico”… Ecco, questa è una idea!
E per cortesia, non mi tacciate di filonazismo solo perché anche gli ebrei venivano numerati nei lager!

Una primaria esigenza, nella nostra frenetica era supertecnologica più di sempre, è quella di essere identificato. Sempre più da macchine, sempre meno da persone.
Lo inventò la fantascienza, ma ora fantascienza non lo è più, il codice personale registrato in un microchip da impiantare ad ognuno alla nascita in un osso, nel cuore o nel cervello. In un organo di difficile accesso. Un semplice codice alfanumerico unico in tutto il mondo. Come quello fiscale, ma più semplice e breve (le disposizioni di soli 8 valori sono oltre 12 miliardi).

Quello è il tuo numero. Di che?... di tutto! telefono, luce, gas, assicurazione, tessera sanitaria, mappatura del DNA, patente, auto… di ogni informazione su di te che non sia riservata. Per quelle riservate ci aggiungiamo una password (come ormai sappiamo fare tutti) ed abbiamo finito.

E’ orribile!... ci siamo spersonalizzati!... siamo androidi!

Nossignori!... ci siamo liberati di mille inutili orpelli, e basta!

Rimaniamo noi, esattamente come lo siamo oggi nei rapporti interpersonali. Nascendo il pupattolo mammina e papà o chi per esso potrà darmi il nome che preferisce, di fantasia o stupendo o atroce, arcadico o ispirato al gossip del giorno. E poi potrà usare il vezzeggiativo, come già accade ora non appena si accorge della castroneria che ha fatto.
Ed esisteranno ancora le Margherita Fiore, il Massimo Mingherlini, e l’Angelo Cane de Brunelli …
Sadismi di genitori… ma che potranno essere sanati.

Infatti alla maggiore età, o forse alla fine della scuola dell’obbligo o alla Cresima o quando stabilirà il legislatore essere l’età giusta per il rito iniziatico puberale, il giovanetto e la signorinella potranno scegliersi da soli il nome con cui vorranno essere chiamati da genitori ed amici e festeggiare anche così l’ingresso nell’età responsabile.

Anche qui niente di nuovo. In innumerevoli culture il nome definitivo alla persona viene dato quando si sono manifestati i caratteri precipui della persona, e nessun omone si chiamerà Mimmino e Giacinto sarà Giacinto e Marco, Marco. Donato Poverello invece, volendo potrà continuare a chiamarsi allo stesso modo, perché in quel nome ci si sente bene!

Ed infine. Il nome scelto si potrà cambiare, nel tempo, senza pregiudizi legali o finanziari. Magari pagando una tassa (ché quelle ci vogliono sempre), la ex signorina “Amazzone Fiera”, potrà decidere di trasformarsi in “Puccettina Cara” per far contenta il suo “lui” e lui, che magari aveva scelto per sé “Pensatore Triste” trasformarsi “BliBlì Centopistole” !... ma non mettiamo limiti all’infinita fantasia della gente.

Ed ancora niente, ho inventato, ma seguito le inclinazioni della gente! Chi di noi non ha un nome d'arte, di battaglia, una sua sigla, anche in questo stesso forum?

Quello che oggi è abusivo, sarebbe legale ma, per una volta almeno, senza costi aggiuntivi per la società e senza dichiarazioni di impotenza.
Con un notevole guadagno in organizzazione e snellezza.

Lucio Musto 17 luglio 2006 parole 744
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V.Donvito 17 luglio 2006 00:00
per Alex
si', e' vero, e quello che lei chiama "codice alfabetico". Lei sostiene che non e' importante?
Allora -estremizzando- aboliamo l'identita' anagrafica dei cittadini e relative amministrazioni?
E, se vuole, potrei continuare con esempi simili, ma forse ho reso il concetto.
Per lei e' una questine marginale. Per lei, per l'appunto. Per altri no.
Ma pare di capire che ritiene anacronistica la norma che impone il cognome paterno. Bene. Siamo d'accordo. Cambiamo questa norma e non ne parliamo piu'. Risolto il problema, e potremo tutti dedicarci a questioni che riteniamo piu' importanti.
Se ci pensa, e' come il divorzio o come tutti quei diritti che i marxiani amano chiamare sovrastrutturali... ma su cui gli umani si scannano, fanno le guerre, soffrono nell'intimo e nel civico... cose semplici.
Risolviamole e andiamo avanti.
Il divorzio: una cosa marginale dicevano in tanti politici, non le persone "comuni". Ma con la legge Fortuna-Baslini prima e la conferma referendaria poi, non mi potra' dire che l'Italia non sia cambiata. Anche dentro ognuno di noi.
Ed e' quello che potrebbe succedere anche coi cognomi.
Saluti
mjguel 18 luglio 2006 00:00
x Giuseppe P.

Grazie per il complimento.Lo prendo anche come un l'augurio perchè con lo stipendio da parlamentare vivrei molto meglio.
Lucio Musto 18 luglio 2006 00:00
X Giuseppe P.

mi dispiace, ma questa volta tocca a me, a non aver capito. Che significa: «Liberalizziamo i cognomi!!! Ma nessuno occupi i binari per opporsi!».
C’è certo dell’ironia, in queste parole, e credo un certo dissenso: ma non mi riesce di afferrarli.

Comunque, possiamo proseguire analizzando anche la situazione da un punto di vista pratico, cioè di cosa significherebbe, in concreto, approvare le modifiche proposte dalla signora Poretti, visibili in altro “post” di un mese fa con titolo analogo a questo che ci occupa (chissà perché di più discussioni simili… ma non ci importa!).
A mio ragionare, il risultato unico sarebbe il deprecabile ripristino della postilla “Figlio di… E di…” che con tanto sollievo (e con sollievo di tanti!) fu abolito negli anni passati; con la variante solo di mettere i cognomi in ordine alfabetico e lasciare i puntini al posto dell’orrendo “NN”.

Vediamo.
Circa nove mesi dopo l’incontro d’amore ( pardon! ora si deve dire “sessuale”), nasce il bebè.
La mamma può esserne contenta o meno. Nella stragrande maggioranza dei casi, visto che non ha scelto l’aborto, è contenta. Il padre può esserne contento, o no. Gli altri, non contano.

Solo quattro possibilità:
1 – contenti entrambi i genitori
2 – scontenti entrambi i genitori
3 – contenta la madre e scontento il padre
4 – scontenta la madre e contento il padre

Conseguentemente, nel caso 1) il più auspicabile e fortunatamente comune, i figli avranno due cognomi (come ora possibile ma in disuso), nel caso 3) e nel 4) (più raro, a motivo dell’aborto) uno solo, come già avviene oggi, e nel caso 2)…immagino, il solito cognome di opportunità.

Cosa cambia nella forma?
solo un sistematico appesantimento del nome, più confusione nell’individuazione delle parentele ed affinità, più errori.
Cosa cambia invece nella sostanza?
L’eliminazione della discriminatoria fra prole legittima e prole naturale, e quindi lo scardinamento (di fatto) di uno dei principi fondamentali dell’istituto matrimoniale.

Le conseguenze indotte su tutta la legislazione sarebbero invece tante, ed assai più profonde del semplice appianamento di una discriminatoria sui cognomi. Si pensi per esempio alla normativa sulle successioni, che andrebbe forse riscritta del tutto, ma non solo a quello.

Io ritengo, ma naturalmente a titolo gratuito, che l’obiettivo semplicistico della proposta sia quello soprattutto della cancellazione dell’articolo 156 bis del CC, più che la modifica degli altri citati e, molto probabilmente, un rispolvero della proposta Pisapia del 1996 francamente un po’ troppo sfacciata.
Ecco perché, pur auspicando sempre una intelligente e moderna rivisitazione della materia, tendo a pensarla un po’ come l’amico Alex e considerare la proposta della signora Poretti più uno sterile rigurgito di femminismo ormai liso che una concreta proposta di miglioria della nostra legislazione.
Ma, ripeto, questa è sensazione mia.

Lucio Musto 18 luglio 2006 parole 450
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Giuseppe P. 19 luglio 2006 00:00
No, mi sono permesso solo di fare una battuta. A dire la verità dopo averla spedita, ho avertito che poteva essere ambigua ed esprimere dissenso. Dissenso colto infatti. Ma non era mia intenzione.

Proprio perchè per me non è una questione ideologica, leggo con interesse i vostri punti di vista.
Sono d'accordo sull'appesantimento che ne deriverebbe.
La discriminatoria fra prole legittima e natuale, non è già stata eliminata con la legge 151/75, che ha introdotto l’art. 317 bis cc, l'equiparazione del rapporto genitori-figli nella famiglia di fatto rispetto a quella legittima?

Continuo a non capire, davvero. Ma non voglio approffittare della tua pazienza.
Ma inventarsi di sana pianta un cognome, come avete proposto paradossalmente, non porrebbe lo stesso problema nella normativa delle successioni, più confusione nell'individuazione delle parentele?

Nel caso della bimba di sette anni del post precendente, tu che cosa proponi.
Ti preoccupano le unioni successive, perche ora cosa accade con il nome del padre?

Esempio.
Mario Rossi
Federica Verde

Figlio Marco Rossi.

Alla separazione Marco Rossi va alla madre, che poi si sposerà con Filippo Nero. Non è lo stesso? Che il figlio si chiami Marco Rossi Verde o semplicemente Rossi... i suoi fratell-"astri" avranno comunque un cognome diverso, "Neri", anzi "Verdi Neri".
Enrico Falcinelli 19 luglio 2006 00:00
Non capisco nulla di disposizioni di legge nel caso dell'onomastica del popolo italiano. Chiederei gentilmente alla signora Poretti, a titolo informativo, cosa vi sarebbe di peculiare nella pretesa dell'imposizione del proprio cognome di madre al figlio insieme o in luogo di quello del padre (non ho ben inteso). Mi sembra che già esista, tra l'altro, questa possibilità, ma potrei sbagliarmi.
Sarò grato a chi voglia pormi in lume la questione. Grazie.
Lucio Musto 19 luglio 2006 00:00
X Giuseppe P.

Per carità, discutere serenamente su un qualsiasi argomento è fondamentale per approfondirlo e comprenderlo in ogni aspetto.

Ecco, devo riconoscere di non essere del tutto oggettivo. Per quanto amante della poesia e di spirito romantico, io sono profondamente condizionato dalla tecnologia. Ho cominciato a lavorare sui calcolatori elettronici nel 1961 (dopo Cristo), e non ho mai smesso del tutto. Ovvio che la logica di quei “Cervelloni” un poco imbibisce anche la mia mentalità.

Non vedo nessuna stranezza, ed innegabili vantaggi, nella identificazione personale univoca: faccio la spesa al supermercato e passo davanti alla cassa che legge quello che ho preso; poi guardo in un piccolo schermo ed una soave vocina dice «Lucio, hai speso 83 euro, sei d’accordo?». Mi ha esattamente individuato dal disegno codificato della mia retina, e mi chiama familiarmente per nome, perché a me così piace essere chiamato. Rispondo «Si» e gli 83 euro vengono addebitati sul mio conto. Poi il carrello va da solo alla mia macchina che apre da sola il cofano quando glielo chiedo. La chiave non mi serve, né la patente o altre scartoffie… Fantascienza?... no solo organizzazione e leggi adeguate. Niente da inventare. Nessun programma troppo difficile da scrivere; come un videogioco… facile.

Ma nella realtà non mi chiamerei Lucio, il nome che mi dettero i miei e che non mi è mai piaciuto. Forse Adone, più adatto alla mia immagine. Ed ora, da vecchio, Catone; come il celebre “censore” romano, non come “grosso cato (di colla)”.

Non inventiamo nulla. C’è già tutto, basta osservare. Tu ed io, in questo forum ci chiamiamo “come ci ha fatti mamma” ma altri, con più fantasia, si danno nomi specifici. E noi li chiamiamo così, senza nessun turbamento, anzi individuandone più immediatamente l’immagine (o la maschera che intendono indossare con quel nick-name).

Scompare l’albero genealogico, è vero. Quello tutto florilegi e rami attorti in a volte inestricabili intrecci. Ma rimane un sicuro traliccio multidimensionale che collega ogni individuo a tutti gli altri, con esatta penderazione dei legami familiari, ascendenti, discendenti e collaterali.
E non ci si potrà più dimenticare, nella spartizione del castello del nonno, di quel cugino andato a Bergamo e che… non contattiamo più da tanto tempo!...

Ecco, una individuazione certa e completa, una “schedatura totale” (che brutto termine, ne convengo!) dà fastidio e disturba… ma solo a chi ha qualcosa da nascondere o vorrebbe ciurlare nel manico. A chi si sente pulito non può che far piacere il sapere che ogni ospedale del mondo sa che gruppo sanguigno ho, e che ogni posto di polizia possa conoscere subito il mio indirizzo.
Se ho problemi, sanno dove abito, e se di problemi non ne ho, è per me irrilevante che lo sappiano.

Infine, se di “Grande Fratello” si tratta, è inevitabile, nel nostro futuro tecnologico. Intelligente non è cercare di procrastinarlo nel futuro, ma realizzarlo bene.

Per me, e logico, giusto ed auspicabile. Ma onestamente devo ripetere: per me!.

Lucio Musto 19 luglio 2006 parole 488
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FABRIZIO 21 luglio 2006 00:00
Per buonapace di tutti, propongo che alla nscita del figlio, di possa decidere se dare il nome del padre o della madre, ma per carità, uno solo !

Lungi da me pensare di chiamare un figlio (come fanno in spagna) Vicente Gomez y Fernandez y Castillo y Imenez y Lopez y Castro y... y.. ecc. ecc.

Immaginatevi le carte di identità, le patenti e il codice fiscale !!!!!!!

Un cognome, uno solo, a scelta e se i due genitori non sanno decidersi o non sono d'accordo ?

Beh, o a sorte o il più anziano o il più....... ricco !!!!!

Infatti, nei secoli passati, e non solo, anche oggi, vediamo che tra le famiglie ricche e/o nobili, si predilige il cognome più altisonante, più blasonato, indipendentemente se della madre o del padre.

Gira,gira,gira, é sempre la ricchezza che muove il mondo !!
lorella giorgi 01 agosto 2006 00:00
Complimenti On. Poretti per la sua tenacia.
Tanti lanciano il sasso e poi nascondono la mano. Tanti si fanno paladini di iniziative innovatrici e poi si ritirano dalle scene.
E' ora di adeguarsi all'Europa: e' ovvio che in Italia dove ci fa comodo, ci ostiniamo a rimanere dei falsi tradizionalisti. Ratifichiamo le Convenzioni internazionali (V. Convenzione di New York del 1979) e poi per convenienza non le applichiamo. Ma come ha fatto la Francia che dal 2001 ha applicato la legge? (sommossa civile: non mi sembra proprio; sistemi informatici in tilt: non mi sembra proprio!!!!) Ed andando più indietro in Spagna, Gran Bretagna ecc. Basta documentarsi, basta sapersi organizzare, basta soprattutto voler rispettare le esigenze altrui. La pdl Poretti non ti obbliga, offre la libertà di scelta, poi sta ai genitori, alle singole volontà poter optare per uno o l'altra soluzione.
Evitiamo di dover ricorrere ad inutili 'scappatoie' perchè la legge non permette giusti diritti. E basta con l'ipocrisia dei doppi, tripli cognomi:
prima di sentenziare è opportuno documentarsi sulle soluzioni adottate negli altri Paesi!
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