carlo
01 settembre 2006 00:00
Birra Piccola Birra Media
Storicamenete l'unità di misura della mescita è il litro e le sue frazioni cosi dovrebbe essere per la birra la piccola da 1/4 e la media da mezzo: invece no ci sono in circolazione bicchieri da 0.20 e 0.25 per la piccola e da 0.33 0.4 0.5 per la media i più onesti adottano al pinta 0.512
nessuno però espone nel listino il volume somministrato quindi si paga per una media ma non si sa quanto è in effetti. Il vero delirio avviene se ordinate un litro pensando di pagarlo il doppio di una media invece no lo pagate fino a tre volte perchè il gestore risponde con un laconico sorriso ma la media è 0.33!!!! Non c'è una norma sul quantitativo delle mescite????
beppe
15 maggio 2009 00:00
Il ristoratore rientra in quella categoria di prestatori d'opera regolati dagli artt. 2222 e segg. del c.c.
Il cliente che ritiene la prestazione del ristoratore non adeguata ai prezzi dallo stesso praticati e riportati nel menu, all'atto di pagare il conto potrebbe rifiutarsi di pagare l'intera somma avendo cura, però, di offrire quella ritenuta equa in relazione alla prestazione ricevuta.
Ciò rende indenne il consumatore da una denunzia per insolvenza fraudolenta e rimetterebbe tutto al giudice che, in questo caso, verrebbe adito dal ristoratore. Rimane fermo in questo caso, ovviamente,l'onere probatorio che è a carico del consumatore.
Certo non si risolve il problema, ma almeno si da del filo da torcere al ristoratore che imparerà a svolgere bene il proprio mestiere.
De Pravato
15 maggio 2009 00:00
Mi spiace Segretario, ma la sua mi sembra una impostazione sbagliata.
Io ritengo che la misura delle porzioni segua logiche del tutto differenti
Facciamo l'esempio del piatto di spaghetti.
100 g di pasta costano al ristoratore circa 10 centesimi. Aggiungiamone altri 10 per il sugo. 20 centesimi in tutto.
Le spese accessorie (dal fitto del locale, al lavaggio piatti, tasse, cameriere eccetera) rimangono invece identiche sia per una porzione da 100 g che una da 200 g
Considerando che un piatto di spaghetti costa in media 7€ la differenza di venti centesimi diventerebbe irrilevante contro il gradimento del cliente mangione o l'irritazione di quello che non tornerà più perché non si è sfamato.
Naturalmente più il piatto è costoso più il costo della materia prima diventa irrilevante (pesce fresco a parte, come lei giustamente distingue)
Supervik
17 maggio 2009 00:00
Quelle poche volte che vado al ristorante scelgo il posto che fanno il menu' ottimo e abbondante! E' di moda anche farsi incartare quello che non si riesce a mangiare per portare a casa! Se mi invitano a mangiare in un posto che fanno da mangiare col cucchiaino non ci torno piu'! Io non posso andare al ristorante e alzarmi dalla tavola con la fame!
Pinetree
17 maggio 2009 00:00
E per le seconda volta oggi devo dare ragione a De Pravato.
Sono 25 anni che giro l'Italia 6 a 10 mesi all'anno, quindi vivo in alberghi e restauranti.
Sono un cliente difficile, peso 120Kg e quindi c'è ne vuole per sfammarmi.
Non sono a conoscenza di problemi di porzioni.
Mi sembra un problemi marginale.
Anzi troppo spesso protesto per le porzioni troppo grandi.
scocciato
17 maggio 2009 00:00
Ragionamenti da pidocchiosi rifatti. Arrivate da una dispersione nel deserto dopo dieci giorni di fame atavica. Crapuloncelli state a discutere su queste stronzate quando il vostro vicino non arriva alla seconda settimana, è stato licenziato, viene cacciato di casa per non aver pagato le rate del mutuo (se li è ingarganellati prima, ai bei tempi, quando faceva lo sborone a discutere sulle porzioni delle allegre abbuffate al tal locale "in" per sbruffoncelli, da raccontare agli amici) cerca un secondo(sic), primo lavoro in nero per non dormire nel vecchio costosissimo SUV ormai non più mantenibile e per trattenere ancora un pò la compagna altrimenti va compagna al nuovo sboroncello di turno che la porta ancora al ristorante a far pive se le porzioni sono scarsine.
Ecco, signorini, dove sono i problemi!
Supervik
17 maggio 2009 00:00
per scocciato:
con chi ce l'hai?
scocciato
18 maggio 2009 00:00
per Supervik, farsi incartare i resti del fiero pasto, sarà pure (ma chi l'ha ordinato?)"di moda"(piccolezza umana di basso fottuto gregario) ma è proprio una cafonata stupenda, e lo è maggiormente pure andarlo a dire oltre che farlo. Che nobile figura di merda quando uno va, spende decine e decine di euro senza battere ciglio e poi si aggrappa alle briciole per cani e gatti per andarsele a sgranocchiare nell'intimità e nella privacy della propria povera dimora.
Non ce l'ho mica con te e con nessuno.
Sono scocciato delle nostre miserie umane.
Supevvik
18 maggio 2009 00:00
Ma quanta mevda hai cavo scocciato.... Se io fossi il cuoco del vistovante mi favebbe molto piaceve nel vedeve che i miei clienti si povtano a casa il mio cibo piuttosto che vedeve i piatti pieni che tovnano in cucina pev esseve buttati nel bidone della spazzatuva.... E poi mi visulta che il cliente ha pagato anche quello che non e' viuscito a mangiave.... Quando il sottoscvitto (...movto di fame e pezzentone come mi considevi tu...) esce dal vistovante non dice di metteve quello che avanza in una bovsa pevche' ha cani a casa ma dice che gli dispiace lasciave del cibo cosi' buono e che vovvei vicovdave la bvavuva del cuoco anche il giovno dopo....
Dalle mie pavti a quelli come te si dice: "QUANDO LA MEVDA MONTA IL SCAGNO O CHE LA SPUSSA O CHE LA FA DANNO". Avviveva' la misevia.....
scocciato
18 maggio 2009 00:00
Ma che burinaccio da bar di borgata.
Supervik
21 maggio 2009 00:00
:) :) :)
scocciato
21 maggio 2009 00:00
Vuoi sempre l'ultima parola? dillo burinello.