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paolo principe 02 ottobre 2006 00:00
Approvo in pieno e racconto un aneddoto. Quindici anni conoscemmo a roma 4 ragazzi/e americani minorenni che vennero in italia in gita. La prima sera li portammo in una normalissima birreria con relativa passaggiata in centro. Rimasero impressionati dal fatto che potevano bere birra liberamente senza problemi. La prima sera si ubriacarono. La seconda bevvero una birra, le tre sere rimanenti non andammo in nessun locale ma ci facemmo delle piacevoli passeggiate per la città. A nessuno di loro interessava più "trasgredire" perchè era "normale" bersi una birra ogni tanto e godersi la gita in altro modo. Il proibizionismo non porta da nessuna parte.... ma forse fa comodo a qualcuno. In Italia ad esempio è vietato vendere sigarette ai minori di 16 anni, mi sembra... eppure le percentuali di chi fuma sotto quell'età sono sempre le stesse se non addirittura peggiorate (ovvero fumano più ragazzi di prima).
vittorino 02 ottobre 2006 00:00
Nei supermercati si può comperare e nessuno chiede l'età!!Nei Bar idem-idem discoteche!!Sarebbe una buona idea se fosse rispettata dagli ESERCENTi.Poi non verrà applicata neppure dai preposti ai controlli!!SIG...
guido 02 ottobre 2006 00:00
Sono perfettamente in sintonia con paolo. In verità dove ci sono i divieti (inghilterra, paesi del nord etc.etc.) i giovani appena compiono i 18 diventano per anni degli ubriaconi e i venerdì e sabato sera i pub sono pieni di ubriachi. E' molto meglio la strada dei nostri padri che davano anche all'adolescente il bicchiere di vino ai pasti ed educavano al bere non come trasgressione ma piacere.
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