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Scocciato 22 ottobre 2006 00:00
Intanto, chi ha scritto questa interrogazione, fa più volte riferimento alla parola(?) "" mission "". Ma che è americana, tedesca, francese? quì siamo in Italia. La smettiamo di fare i saputini? Il film "Mission Impossible" ha fatto scuola?
Come c'è un'associazione di artigiani che sbandiera lo spot:lavoriamo italiano, quì io chiedo: parliamo ITALIANO.
Quanto meno se trattasi di lemmi stranieri, li metta in corsivo o fra virgolette la scrivente, come ha fatto ilreferente del testo originale --Interrogazione dell'on. Donatella Poretti, della Rosa nel Pugno, al ministero dell'Economia--.
Comunico che ci sono decine di parole italiane ben e meglio comprensibili adatte ad esprimere significati di dubbia provenienza e dubbia percezione.

allibito 23 ottobre 2006 00:00
probabilmente raggiunge l'obiettivo di gettare acqua sul fuoco delle molteplici carenze che agli utenti sono ben evidenti e che, se giungessero a stimolare l'authority sull'energia,probabilmente potrebbero inficiare quelle sommarie indagini che poi portano a far pagare allo stato profumatissimi premi annuali all'Enel per il raggiungimento di obiettivi al cui apparente raggiungimento sono coinvolti una grande quantità di dipendenti distolti da piu' proficue attività. Oltre tutto questi premi (centinaia di milioni di euro) sono divisi dai dirigenti peraltro già profumatamente pagati per il raggiungimento di obiettivi di bilancio che costano all'azienda e al paese non poco dal punto di vista della professionalità, del servizio, della sicurezza sul lavoro , dei posti di lavoro.
Alex1 23 ottobre 2006 00:00
Scocciato, sei indietro! Ormai si dice così anche nel posto più sfigato dove nessuno parla inglese! Non si sa cosa sia.. ma fa figo!
Scocciato 24 ottobre 2006 00:00
Farà anche figo, ma nella testa degli stronzetti e dei cretinetti che credono baggianamente in questo genere di stupide esternazioni.
Sarò rimasto indietro, ma me ne vanto.
Anche se difendere la nostra lingua, le nostre origini, il nostro carattere mi sembra il minimo che un "italiano" possa e debba fare anzichè prostrarsi a tutti i richiami che provengono da fuori. E' che noi italiani amiamo **l'erba più verde del vicino**, ritenendo che il suo effetto ci faccia più grandi, che ci faccia crescere, che ci evolva, che ci renda più benvisi dagli altri; e non mi si dica che questo è progresso. Certamente che se un americano mi inventa il modo di risolvere i problemi della prostata, io divento filo-americano, ma tento di tradurre tutto ciò in modalità nazionale.
Anche le datate austerità autarchiche( non intese solo in senso economico) per orgoglio della propria nazione, possono e debbono essere trasferite al mondo moderno, senza inutili sciocche manifestazioni gregaristiche. (il concetto autarchico era quello per cui si potesse far ricorso alle cose fuori casa, se proprio, per ragioni di assoluta sopravvivenza,non si avevano o producevano nella propria nazione).
Tanto più che la lingua ha, sì, delle logiche continue evoluzioni, ma non deve prevalere il concetto che con questo permissivismo veloce, in pochi anni si debba far sparire una lingua che è ricca, bella, classica, pratica, ecc. per diventare un idioma esperantistico, fatto di acronimi e parole di tutte le origini spesso incomprensibili. La qual cosa ricreerebbe la famosa Torre di Babele. Indagini fatte dimostrano proprio che moltissimi conoscono la pletora di parole straniere che ci invade, ma pochissimi ne conoscono il reale significato e le dicono a sproposito.
Per mio conto, tuttavia, anch'io a volte sfoggio terminologie al passo con la moda, ma poi, magari osservando la faccia schifata del mio interlocutore, mi derido da solo.
Napoli 25 ottobre 2006 00:00
ENEL stà cambiando il parco macchine
ha comprato tutte Panda prodotte in Polonia.
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