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Giovanni Vallesi 30 novembre 2006 00:00
gentile Dr. Mastrantoni
Vorrei commentare questo suo articolo con una mia storia veramente allucinante che rasenta l'incredibile se non fosse vera.
QUESTI I FATTI:
Premetto di essere dipendente dell’ Amministrazione Provinciale di Pescara. La banca CARIPE con Banca Popolare Italiana capogruppo( ex Banca Popolare di Lodi) addebita trimestralmente sul mio conto cifre stratosferiche tra capitale e quote interessi più interessi su interessi, creando sempre su detto conto una voragine senza fondo (si parla di oltre 2 milioni di Euro) -che il solo stipendio mensile non riuscirebbe a coprire nemmeno in minima parte la quota interessi passivi – per una vicenda ormai trascorsa dal crollo delle Torri gemelle in cui sono rimasto coinvolto insieme ad un centinaio di risparmiatori PERALTRO GIA’ TUTTI RISARCITI.
Tenga conto che i vertici amministrativi e tutta la struttura dirigenziale di questo Istituto stesso sono stati pesantemente sanzionati dalla Banca d'Italia per l'aver creato sui conti di noi risparmiatori un buco complessivo di oltre 100 miliardi di vecchie lire.
Mi rendo pur conto che se tutto ciò non fosse dura realtà , quello che Le stò rendendo caro dr. Mastrantoni potrebbe adattarsi, come utile traccia per un buon libro se non addirittura un’ottima fiction televisiva. Purtroppo, ripeto, questa è una dura, tragica quanto ingiusta realtà. Posso solo aggiungere che solo nella Fede trovo infinito conforto e so anche che la croce...qualcuno deve pure portarla. Se può, La prego con tutto il cuore, mi dia un Suo breve pensiero a riguardo e mi perdoni ancora per questo mio sfogo ma non so proprio più dove sbattere la testa.
Naturalmente la ringrazio anticipatamente qualora volesse dare pubblico ascolto a questa mia allucinante vicenda.
La saluto molto cordialmente.
E-MAIL: [email protected]
Giovanni Vallesi

Simone Fornoni 19 dicembre 2006 00:00
Conosco da tempo la vicenda in cui è tuttora coinvolto Giovanni Vallesi, con il quale sono peraltro in contatto. Ho deciso di difenderne e sostenerne le più che legittime - anzi, sacrosante - posizioni, dal momento che si tratta di un cliente di banca vittima di TRUFFA.
Va rammentato che la Banca d'Italia ha già comminato sanzioni - dall'entità economica comunque ridicola: non oltre i 10 mila euro.. - ai dirigenti della Caripe coinvolti nello scandalo dei bond che Vallesi ha riportato in più sedi, mettendone a conoscenza molti forumisti.
Non si comprendono - o forse sì: la malafede la fa da padrona, in questa vicenda - i motivi per i quali a Vallesi, diversamente da tutti gli altri clienti della Caripe danneggiati, non sia ancora stato accordato il dovuto risarcimento come da sentenza.
Rinnovo anche in questa sede la mia incondizionata solidarietà all'Uomo, al Lavoratore ed al Consumatore, rammentando agli altri che le indebite passività addebitategli sul conto gli impediscono - de iure e de facto - di estinguere il conto medesimo c/o Caripe e di aprirne un altro in un istituto di credito più serio ed affidabile (uno qualunque andrebbe meglio, suppongo).
Vergogna eterna ai responsabili di questo sconcio, uno sfregio irredimibile ai danni di una persona che ha l'unico torto di essere troppo onesta.
Saluti,
Simone Fornoni
NO NWO 28 gennaio 2008 00:00
!! Stop the New World Order !!
Federico Pellettieri 16 febbraio 2009 00:00
Quanto vale la Banca d’Italia?
Sulla determinazione del valore della Banca d’Italia ( dato che, di recente, si ritorna a parlare di questo argomento) vorrei puntualizzare quanto segue, in qualità di ex capo del servizio coordinamento normativo e responsabile dei controlli interni dell’Ufficio Italiano dei Cambi (oggi Bankitalia).
Nel 1994, nella veste si indicata, espressi l’opportunità della soppressione dell’UIC e della sua conseguente confluenza nella Banca d’Italia, a seguito del venir meno del monopolio dei cambi. Detta soluzione (che ha, ora, trovato attuazione a partire dal 1.1.2008) non poteva incontrare il gradimento, né del Direttore Generale, né dell’allora Presidente dell’UIC (Dott. Fazio): infatti, se attuata in tale data, avrebbe comportato l’integrale conferimento al Tesoro dello Stato (sulla base della legislazione all’epoca vigente) delle riserve dell’UIC, costituite a fronte di un anomalo rapporto di c/c con la Banca d’Italia, ammontanti ad oltre 12.000 miliardi delle vecchie lire. Si preferì, allora, soprassedere a detta soppressione, provvedendo, nel 1998 (Dec. Legisl. n. 319/1998) solo ad un riordino dell’UIC, che consentì (in maniera sempre del tutto anomala e, comunque, senza alcuna giustificazione, fatta eccezione per una inconcludente affermazione resa al riguardo dal Dott. Fazio, nell’audizione del 28 ottobre 1998, nella seduta della Commissione Bilancio e Tesoro della Camera e del Senato ) il mantenimento di circa 4.000 miliardi delle vecchie lire (solo 8.000 vennero versate al Tesoro) nelle riserve dell’UIC, per farle, poi, confluire, a partire dal 1.1.2008, nel bilancio della Banca d’Italia (pari a circa 2 miliardi di euro). Tutto ciò venne, all’epoca, da me puntualmente denunciato, alla Corte dei Conti, unitamente ad altre denunce con le quali mettevo in evidenza l’illegittimità delle modalità di svolgimento del rapporto di c/c tra UIC e Bankitalia (che aveva determinato l’accumulo anomalo delle immense riserve patrimoniali a favore dell’UIC, come sopra detto), anticipando anche quello che successivamente sarebbe accaduto, come in effetti verificatosi. Dette denunce non ebbero alcun seguito, per il provvidenziale (!) venir meno del controllo di detta Corte sull’UIC, a seguito della qualificazione di quest’ultimo (prevista nel richiamato provvedimento di riordino del 1998) come “ente strumentale della Banca d’Italia” , che è stata sempre sottratta ad ogni controllo della Corte. Sul punto, è molto eloquente l’affermazione, contenuta nella sentenza del Tribunale di Roma del maggio 2004, pronunciata in un giudizio di mobbing da me intrapreso nei confronti dell’UIC , secondo la quale “il quadro emerso dall’attività istruttoria evidenzia la volontà dei vertici dell’azienda di tenere buono (sic!) l’Avv. Pellettieri….affinchè non assumesse iniziative contrarie alla politica aziendale”………..iniziative identificabili in “vere e proprie denunce dirette alla Corte dei Conti, denunce che ipotizzavano illeciti contabili ed amministrativi e che , sia pure implicitamente, non escludevano illeciti penali”.
Sta di fatto che i suddetti due miliardi di euro, che risultano, come sopra, indebitamente confluiti nelle riserve patrimoniali della Banca d’Italia a danno del Tesoro, dovrebbero ora essere ricalcolati (nuovamente a danno di quest’ultimo) nella determinazione del quantum da corrispondere agli attuali proprietari!
Sulla vicenda dell'appropriazione indebita di 2 miliardi di euro ai danni del Tesoro, mi risulta pendente presso la Procura della Repubblica di Roma un procedimento penale, connesso ad una mia denuncia per falsa testimonianza nei confronti di un ex collega dell'UIC: il procedimento è presso il P.M., il quale non ha ancora assunto alcuna decisione, dopo che una sua prima richiesta di archiviazione è stata respinta nell'ottobre 2005. Avv. Federco Pellettieri
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