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piccini francesco 13 gennaio 2007 00:00
concordo che quello che si è fatto è
niente rispetto a quello che si puo fare e che da un governo progressista ci si potrebbe aspettare.
A.Biagiotti 13 gennaio 2007 00:00
Incapacita' secolare, e oggi i soliti teatrini; ma allora con chi mi incazzo?
Forse non conviene nemmeno incazzarsi, quando al teatro si vede un brutto spettacolo nessuno ti rende indietro i soldi, non ci resta che fischiare. Entrero' in una farmacia e fischiero', prendero' un taxi e fischiero' andro dal notaio e, con il balilla che usavo quando facevo l'arbitro di calcio, fischiero' e fischiero' finche' avro' fiato... (Qua i puntini non offendono nessuno vero?)
A.Biagiotti
Francesco 14 gennaio 2007 00:00
Riconosciamo che questo Governo ha avuto il coraggio di iniziare una battaglia per le liberalizzazioni, ma diciamo pure che l'impatto è stato modesto perché i privilegi si combattono eliminandoli, non riducendoli appena di poco.
I notai, i farmacisti, i tassisti, ecc. continuano a godere di posizioni di rendita ingiustificate ed ingiustificabili.
A mio avviso il Governo deve avere il coraggio di scegliere una strada e di percorrerla fino in fondo.
Per quanto riguarda le farmacie, ad esempio, si deve procedere ad una completa liberalizzazione, con l'abolizione di piante organiche e relativi concorsi, trattando le farmacie per quello che di fatto sono, cioè normali esercizi commerciali.
Se invece, malauguratamente, si volesse mantenere l'attuale assetto si dovrebbe attuare una gestione centralizzata del mercato dei farmaci, mediante farmacie pubbliche con propri dipendenti. Con quello che guadagnano attualmente le farmacie si pagherebbe bene un esercito di farmacisti dipendenti e si risparmierebbe comunque una montagna di soldi.
La prima soluzione, ovviamente, sarebbe da preferire.
Avv petro coticoni 15 gennaio 2007 00:00
sarei curioso di sapere come c.....o fa sto governicchio di squilibrati a inrodurre criteri di liberalizzazione e di economia razionale in uno schema economico che proprio costoro hanno contribuito a statalizzare, a danno dei privati, senza peraltro riuscire ad aggregare il reddito. Per non parlare poi della Giustizia in caduta libera, dei monopoli etc. La globalizzazione è una questione di fatto regolata dagli eventi dell'economia e non dalle palle di questi cialtroni. Speriamo che se ne vadano
Stefano D. 15 gennaio 2007 00:00
Le liberizzazioni se fatte con criterio possono considerarsi positive, ma non devono essere considerate una punizione per le categorie interessate. In fondo queste categorie si mantengono senza gravare sulla spesa pubblica. Invece bisognerebbe avere il coraggio di liberalizzare il mondo del lavoro dipendente dai balzelli tipo art.18. Avete letto le statistiche dell'assenteismo nel pubblico impiego? Questi (ovviamente non tutti) mi sembrano veramente dei privilegiati che non lavorano (o meglio non ci vanno proprio al lavoro) e che vengono pagati con i soldi pubblici.
passante 15 gennaio 2007 00:00
questi che parlano di liberalizzazioni (ne parlano, ma poi non le fanno) sono gli stessi che hanno fatto le privatizzazioni... trattasi di trasferimento di monopoli di stato in mano privata, con annesse rendite di posizione che sono andate a danno dei cittadini. il vantaggio parziale nell'abbattimento del debito pubblico è tornato come un boomerang di maggiori costi per i cittadini.
e questi ancora oggi parlano e insegnano. ma ci rendiamo conto???
Avv. Veltro Zoticoni 16 gennaio 2007 00:00
Per Avv. Petro Coticoni.

Caro collega principe del buco (pardon, volevo dire del foro), parli come se il centro sinistra avesse governato da sempre.
Si vede che non capisci niente.
Sarà perché l'hai presa nel posteriore con l'abilizione del minimo di tariffa e con la prospettata riforma degli ordini professionali?
Per te la sinistra, evidentemente, è macchiata dal peccato originale e tutto quello che fa è sempre sbagliato.
Le riforme liberali potevano essere fatte dal centro destra, che si riempiva la bocca con la libertà d'impresa (anzi, d'intrapresa, perché il re di Arcore parla forbito), ma abbiamo visto tutti che l'unica libertà che gli stava a cuore era quella di curare i cazzi suoi.
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