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FABRIZIO 19 gennaio 2007 00:00
Vogliamo diventare un paese normale ?
Certo e che diamine !

Infatti il governo toglierà le 486 lire relative a motivazioni varie e ormai spirate e, subito dopo, ne metterà su almeno 1000 con una sola motivazione:

"Fare cassa" perché il.... piatto piange e le casse del fisco languono.

Mio caro e simpatico sig. Primo, qui, il problema non é stabilire il sesso degli angeli ma cercare di capire se tutti questi "angeli servono o no" !

Il che significa che non é cambiando il nome ad una tassa che se fa venir meno il fabbisogno.

L'eliminazione del ministero dell'agricoltura (ad esempio) per sacrosanta decisione popolare referendaria ed ineccepibile doveva farci riflettere.

Anche se non c'entra nulla quel referendum, almeno nel merito, serve per farci capire il "metodo" !

Pensavamo proprio che bastava eliminare il nome "ministero dell'agricoltura" per eliminare migliaia e decine di migliaia di persone, spese, uffuci e costi, per eliminarne il peso ?

Allora siamo stati degli illusi !
(ed abbiamo pure sciupato 120 miliardi di allora per fare il referendum)

E così pure pensiamo proprio che basti eliminare gli aumenti pro-Firenze, Abissinia, Suez, ecc. ecc. per diminuire la benzina ?

Sempre più illusi !

Perché invece non cerchiamo di capire come fa un paese come l'inghilterra che con gli stessi abitanti dell'Italia, ha una spesa per lo stato di meno della metà della nostra ?
(e nonostante loro abbiano anche i Reali, che costano !!)

O come fa un paese come la Germania, con il 50% in più di abitanti, ad amministrarsi con la metà dei dipendenti statali che abbiamo noi ?

Quando avremo capito il come e il perché avremo fatto il primo grande passo nella direzione giusta e....
.... quando avremo cominciato ad imitarne i modelli, avremo fatto il secondo grande passo.

Per ora siamo solo capaci di aumentare le tasse per distribuire consenso elettorale agli amici degli amici !

Cordialmente.
Alex1 19 gennaio 2007 00:00
L'Italia è il paese della fantasia.

Ci dicono che una tassa è "per l'Europa" e tutti siamo contenti di pagarla (beh non proprio tutti...).
Addirittura arriviamo a mettere in finanziaria che un debito acquisito diventa una riduzione di deficit.
E di cosa ci dobbiamo lamentare?

Queste in fin dei conti sono bazzecole, anche perchè a questo punto basta cambiare la motivazione ma i soldi che ci devono spennare sono sempre quelli e io preferisco badare la sostanza e non alla forma. Insomma, prenderlo in quel posto gentilmente o no non cambia molto!

Rilevo ancora la demagogia di chi pensa che vendendo i carburanti ai supermercati la benzina possa scendere di chissà quanto: impossibile, la benzina è quasi tutta tasse, il margine del gestore è risicatissimo, poco determinante sul prezzo.
E vogliamo parlare della rete distributiva, che ha un erogato medio per stazione di servizio pari alla metà di altri paesi?
Sergio 20 gennaio 2007 00:00
In merito alle argomentazioni di Fabrizio che mi sembrano vagamente qualunquiste: non mi scandalizza che le tasse sulla benzina siano state e sono motivate da guerre dell'altro secolo o più recenti, terremoti ed in genere eventi ormai passati da anni. Se un governo qualsiasi del passato avesse voluto eliminare le declaratorie più o meno anacronistiche delle accise le avrebbe sostituite con una sola equivalente riportando il prezzo ad allinearsi (purtroppo nel nostro caso verso l'alto) con quelli europei.
Mi scandalizza molto di più che i petrolieri siano così pronti ad adeguare i prezzi quando il barile cresce e siano così lenti e distratti quando diminuisce. Ed i vari garanti si girano dall'altra parte.....
Per quanto riguarda i distributori la concorrenza non serve solo a calmierare i prezzi (di poco) ma ad eliminare i, piccoli o grossi che siano, poco professionali, sporchi, disorganizzati oltre che più cari, ecc ecc. Come dovrebbe essere sempre nel libero mercato, eliminando le rendite di posizione o i vantaggi derivanti da categorie protette o addirittura da caste inaccessibili non supportate da qualità del servizio.
Esattamente come tassisti, avvocati, notai, farmacisti ecc. abbiamo visto come hanno reagito toccandoli sul vero e unico nervo scoperto !!!!
Stefano D. 20 gennaio 2007 00:00
Ora stanno prendendo di mira i benzinai tentando di farci credere che i intervenire sui pochi centesimi appannaggio degli esercenti sia un grande obiettivo. Io continuo a credere che sia un ulteriore conferma dell'aggressione verso i lavoratori autonomi. In merito alla domanda come fanno gli altri Stati con gli stessi abitanti dell'Italia ad avere la metà dei dipendenti pubblici (e quindi spesa pubblica molto inferiore), la risposta è semplice: con il coraggio. Mi spiego. Quando in un paese serio vengono pubblicate statistiche come quella della Ragioneria dello Stato di alcuni giorni fa sull'assenteismo dei pubblici dipendenti, si interviene con coraggio per risolvere il problema. Non come in Italia dove se ne parla per un giorno o due solo su alcuni giornali e poi basta. Si perchè la notizia non è stata trattata come si doveva da tutti i quotidiani; certi argomenti risultano indigesti e potrebbero far calare le vendite... Stefano D.
francesco 20 gennaio 2007 00:00
Concordo con Fabrizio riguardo alla cattiva
gestione del nostro governo.
Il brutto e' che chi governa lo sa benissimo
che siamo un paese sconquassato.
Comunque ritornando al discorso delle tariffe
della benzina, a mio parere il governo deve creare un autorithy che abbia dei "veri"
poteri per fare in modo di bloccare i cartelli che fanno le societa' petrolifere
per mantenere i prezzi alti.
Stesso discorso vale anche per telefonia,
energia ecc.
Sinceramente devo dire che ho perso la fiducia delle nostre istituzioni che siano di destra o di sinistra in quanto non mi vedo assolutamente tutelato.
DA PENSIONATO STATALE 20 gennaio 2007 00:00
ha ragione stefano,la rovina dell'italia sono gli statali!!!!!!!!!!!
ne abbiamo il doppio delle altre nazioni ma con servizi vergognosi!!!!
ne ho fatto parte per ventinove anni,e provenendo dal privato,i primi anni sono stati un calvario,deriso da tutti perche facevo il mio dovere,mi dicevano:e' arrivato chi vuol salvare l'italia da solo.
ora sono in pensione,prendo il doppio dei miei ex colleghi che sono rimasti nel privato e hanno perso la salute perche' se non lavoravano li licenziavano.
sto' sputando nel piatto dove ho mangiato per 29 anni,ma quello che ho visto in questi anni e' stato penoso.
MI DOMANDO COME FA' UN DIPENDENTE PRIVATO PAGARE LA TESSERA SINDACALE A CGL CISL UIL
CHE DIFENDONO SOLO GLI STATALI!!!!!!!
I SOLDI CHE PRENDONO LI PAGANO I LAVORATORI PRIVATI!!!!!!!!!!
blaster 21 gennaio 2007 00:00
parole sante, pensionato statale e Stefano, parole sante
non si può generalizzare, ma nella maggioranza dei casi funziona proprio così. Fosse per le sole istituzioni statali saremmo un paese del quarto mondo, fortuna che esiste ancora il "privato" anche se stanno tentando di soffocarlo.
Germano Pilati 13 luglio 2007 00:00
San Pietro in Casale, 14.7.2007


Spett. ADUC,

Fra i provvedimenti di liberalizzazione approvazione in questi giorni viene da voi enfatizzato come di grande vantaggio per i cittadini quello relativo alla vendita dei carburanti. Si tratta di un provvedimento a mio avviso inutile e di dubbio vantaggio per i consumatori. Purtroppo, l’ennesima bufala.
Inutile perché già di fatto esistono prezzi diversi di vendita, come ognuno di noi ha già avuto modo di verificare e voi di sottolineare. Minore presso i distributori self service ed in quelli collocati presso i grandi centri commerciali, più elevati nei piccoli distributori con la presenza del benzinaio.
Non sono certo i benzinai la causa dell’elevato costo dei carburanti in cui materia prima ed accise (imposte a cui lo stato non può rinunciare) sono predominanti.
A chi gioverà dunque questa liberalizzazione? Alle grandi compagnie di distribuzione, di carburanti e non. Con danno dei piccoli distributori che saranno costretti alla chiusura. Verrà perciò meno un servizio la cui distribuzione sul territorio costituisce un vantaggio per i consumatori e verrà meno la funzione sociale di presidio del territorio che la presenza del benzinaio garantisce. E i cittadini consumatori? Il danno e le beffe: per risparmiare pochi spiccioli non avranno più un servizio che ancora tanti considerano utile e dovranno fare decine di chilometri per fare il pieno della loro auto.

Distinti saluti

Germano Pilati
bersanotto 13 luglio 2007 00:00
ma scusate, voi ci credete ancora, a queste liberalizzazioni ? Parole vuote, prive di senso. In ogni settore ci sono delle specificità che vanno affrontate con calma e competenza, e non in base a slogan ripetitivi con fini elettoralistici. Questo governo la smetta con le "lenzuolate", che servono solo a prendere in giro i cittadini e pensi piuttosto a far funzionare gli ospedali, la giustizia e a tagliare gli enti inutili !!! sarebbe già tanto !
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