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gino1142 09 dicembre 2009 19:00
VIVO AD AMSTERDAM E SONO D'ACCORDO CON IL MIO SINDACO ANCHE SE CINQUE PIANTE DALL'ANNO SCORSO
SONO DI "LIBERA COLTIVAZIONE'" IN PROPIA PROPIETA'
ORA ANCHE IN Rep.Ceca la detenzione e'5 piante
oramai solo in italia(in europa) si finisce in processo per una canna grazie "Zio Giovanardi..."
silver 03 marzo 2010 17:03
PURE IO VIVO IN OLANDA.........E VEDENDO L ITALIA MIO PAESE D ORIGINE.....MI FA SCHIFO...
COME SI FA AD ESSERE CONTROLLATI PER DELLA MARIUANA.......CAPISCO COCAINA ED EROINA ECSTASI ECC....
MA LO STATO ITALIANO ED UNO SCHIFO.......FATTO DI GENTE VECCHIA ED STUPIDA............
GIOVANARDI VATTENE......E TUTTI I SUOI SEGUACI...
NON CI SONO PAROLE
4n70n54LL3 04 marzo 2010 14:31
Per quanto Cohen sia potente, l'Olanda ha purtroppo deciso di prendere la strada opposta: tutti i partiti del centro, destra ed estrema destra, gridano alla chiusura dei coffeeshop. Qui ad Amsterdam é pieno di gente che nel momento preciso in cui i coffeeshop verranno chiusi, scenderá in strada e... non oso immaginare le conseguenze.
erba proibita? Non ad Amsterdam.
gino1142 08 marzo 2010 12:24
il fatto sta che non e' la politica che chiede la chiusura ma quello sparuto gruppo di persone
non ha mai avuto competenza come ripeto una larga minoranza chiudere questi socialclub come li chiamo io vorrebbe dire aumento di criminalita' e quindi questi appelli sono da considerarsi privi di fondamento inquanto oggi,se si leggono i numeri relativi al fenomeno si denota un minmo problema rispetto al resto dei paesi"Dietro il muro"
non credo che riescano a farloforse come dicono le direttive europee in materia si portera' i coffe ad essere veri e propi socialclub con tanto di iscrizione ufficiale ma nemmeno questo
credo che sara'possibile bo chissa'?...
comunque sia ricordo che qui ad uso personale si possono piantare fino a cinque belle "bimbe" ad uso personale(DenHaag 2008) di questi giorni un'appello della polizia che dice:"
voel jij je veilig naast enn kweker in oud-west?"
in italiano:ti senti sicuro vicino ad un
coltivatore nella zona vecchio-est?
purtroppo come la solito chi paga per dei Deficienti senza arte ne parte siamo sempre noi,ma comunque il diritto alla autocoltivazione per uso medicopersonale non viola nessuna normativa(bisogna solo rispettare il pensiero altrui cercando di arginare in qualche modo il profumo che a me piace ad altri no...),appunto sentenza DeenHaag 2008
4n70n54LL3 08 marzo 2010 14:32
Ja, ik voel me wel lekker veilig naast een kweker in oud-west.
gino1142 09 marzo 2010 15:18
ik ook,maar
moeten rispecteren degenen die denken niet zoals wij,dat is democratie...
fabrizio7338 12 marzo 2010 09:27
Costantemente braccati dalla polizia, i piccoli produttori di cannabis sono in via d'estinzione. Risultato: la qualità dell'erba precipita e i coffee shop sono costretti a rivolgersi alle grandi organizzazioni criminali.
Non si vedono, non si sentono, ma esistono ancora. I piccoli coltivatori coccolano in casa le loro piantine di cannabis per uso personale, per rifornire vicini e amici di marijuana terapeutica e per venderla ai coffee shop. Ma si sentono sempre più minacciati e accerchiati.
A partire dal 2004 la giustizia olandese ha scatenato una caccia spietata contro di loro. Secondo Nicole Maalsté, sociologa all'Università di Tilburg, le ragioni sono semplici: "Si fanno beccare ingenuamente. Per la polizia è uno scherzo organizzare retate nei quartieri popolari. Intanto però i pezzi grossi restano fuori portata perché per incastrarli ci sarebbe bisogno di indagini lunghe e professionali." La criminalità organizzata approfitta di questa situazione: "I duri riempiono il vuoto generato dalla scomparsa dei deboli. Di conseguenza i coffee shop sono costretti a rivolgersi a persone con cui non avrebbero mai voluto fare affari".
Un funzionario municipale coltiva cannabis nella sua soffitta nel quartiere di Woensel-West, a Eindhoven. E non si considera affatto un criminale: "Io e la mia amica la coltiviamo per consumo personale. Quella che trovi nei coffee shop è troppo cara e di qualità sempre peggiore. La trattano con sostanze chimiche e la potenziano con polveri di metallo e vetro".
Bersaglio sbagliato
Nella soffitta del funzionario due armadi contengono ognuno cinque piante di marijuana, illuminate da potenti lampade. La sua mini coltivazione rispetta le regole della cosiddetta "politica di tolleranza". La coltivazione di cannabis è proibita, ma perseguita penalmente solo a partire da 6 piante: il funzionario e la compagna coltivano ognuno cinque piante per volta. Il problema è che bisogna piantarne almeno il doppio, poiché solo i semi femminili fioriranno. Un mese e mezzo fà la casa del funzionario è stata perquisita da due agenti in seguito alla "soffiata" di un vicino. I poliziotti, in quella occasione, si sono mostrati comprensivi. Kees, un altro coltivatore di 40 anni residente nel comune di Huizen, è stato meno fortunato: "Non sono riuscito a far capire all'agente che per avere cinque piante all'inizio bisogna piantarne molte di più. Hanno distrutto tutto". Kees coltiva "cannabis di qualità, 100 per cento biologica". Quella che non usa personalmente la vende ai coffee shop ricavando fra i 2700 e i 3400 euro al chilo, a seconda della qualità del prodotto.
Come molti sindaci olandesi, Nicole Maalsté sostiene che il rifornimento da parte dei coffee shop presso i piccoli coltivatori dovrebbe essere depenalizzato (i coffee shop possono vendere fino a 5 grammi di cannabis a ogni cliente ma non possono rifornirsi da nessuno, nemmeno dai piccoli coltivatori). Sarebbe meglio che la polizia si occupasse delle organizzazioni criminali: "I piccoli coltivatori sono la base della politica olandese di tolleranza e dovrebbero essere incoraggiati. Coltivano erba buona, generalmente priva di additivi e di qualità enormemente superiore rispetto a quella prodotta all'ingrosso che invade gli scaffali." (as)
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