domenico de giacomi
17 febbraio 2007 00:00
MOSTRUOSO e ORRIBILE
Pienamente d'accordo con quanto scrive il Consigliere dell'Aduc P.Y Moretti .La cosa che non capisco è come sia possibile costringere contro la Sua volonta' una minorenne ad abortire in una Societa' condizionata come oramai sappiamo ... da varie barbare realta' imposte ....che impedisce a Persone terminali e con vite poco Dignitose di non poterle consapevolmente terminare grazie a una ancora -illegale - eutanasia !
Si impone ... se quanto accaduto è stata la realta' ..... a una minorenne non in pericolo di vita di arrivare ad una interruzione- secondo Legge -della gravidanza per certezze altrui , anche se espresse da stretti Parenti o meglio Genitori ? Barbarie patriarcali e obsolete che consentono di uccidere una vita contro la volonta' di chi questa Vita ha messo al mondo e ne è l'unica RESPONSABILE assieme all'Uomo ? E qualora FOSSE STATA DICHIARATA INCAPACE DI INTENDERE E VOLERE ( in realta') non si sarebbe dovuto in DUBIO PRO VITA ? FNOMCEO ... non avete preso posizione ?
Sconvolgente .. e nessuno ha fatto niente a livello Politico !?
domenico de giacomi
donna
18 febbraio 2007 00:00
i genitori sostenevano che il bambino avrebbe rovinato il futuro della figlia e così hanno preferito rovinargliero loro .
Avvocato Berami
18 febbraio 2007 00:00
Si è scoperto che non è vero... quante parole spese per nulla!
Torino, fonti giudiziarie smentiscono
Non è stata obbligata ad abortire dal Tribunale di minori di Torino la 13enne ora ricoverata per un crollo nervoso. La ragazzina si era rivolta al giudice perché, pur avendo il consenso della madre, voleva abortire senza dirlo al padre, separato dalla moglie. Il giudice ha quindi concesso alla 13enne il permesso di agire come meglio credeva, senza costringerla ad abortire.
A differenza di quanto appreso in un primo momento a Palazzo di Giustizia, quindi, secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa non c'è stato nulla di strano nel provvedimento.
La ragazzina ha alle spalle una storia familiare complessa. E' straniera ed è stata adottata da una coppia di Torino che, in un secondo tempo, si è separata. Tra l'altro ha un passato di violenze subìte che hanno messo a dura prova il suo equilibrio psicologico. La giovane, prima dell'interruzione di gravidanza, ha avuto anche problemi di alcol ed ecstasy. E i medici dell'ospedale Mauriziano, dove era stata portata, hanno preferito indirizzarla al centro materno-infantile S. Anna, dove è poi stato eseguito l'aborto.
E' quindi da ricondurre ai suoi disturbi psicologici pregressi il motivo del successivo ricovero nel reparto di neuropsichiatria dell'ospedale infantile Regina Margherita. Ora la ragazza chiede di poter tornare a casa dalla madre, anche se, appena verrà trovato un posto libero, dovrebbe essere trasferita in una comunità-alloggio per curare il suo disagio.
er metico
19 febbraio 2007 00:00
Perché scrivete le bugie, caro Yates? Ci auguriamo e crediamo che non l'abbia fatto apposta, specie nel caso di questa evenienza!
Saluti.
Lucio Musto
19 febbraio 2007 00:00
Altre due o tre leggi "liberali" e poi per valutare ogni singolo caso si dovranno scrivere tutte le "particolarità" su un mazzo di carte e giocare a quadrigliato.
Chi vince la mano piglia il piatto e fa di testa sua.
Più democratico di così!
Reset
20 febbraio 2007 00:00
Nessun intervento sul tema:
a) secondo voi è normale che una ragazzina di 13 anni sia in gravidanza?
b) chi l'ha ingravidata perchè non rischia il carcere come pedofilo o per violenza sessuale?
E se il "padre" fosse un adulto?
steven
20 febbraio 2007 00:00
Inaccurata la notizia, specchio dell'accuratezza con cui la stampa ci informa, adeguato e scontato il commento intriso di luoghi comuni e generalizzazioni ideologizzate oltre ad elementi di arretrateza giuridica come il ristabilimento del diritto di vita o di morte sulla prole in capo ai genitori.
cristina tosti
01 marzo 2007 00:00
Sono d'accordo con voi che la scelta di un minore in stato interessante va rispettata.
E' vero che una ragazza di 14 che abbia un bambino vada incontro a serie difficoltà e non mi riferirisco solo a quelle economiche, ma al fatto di dover crescere tutto insieme e di dire addio alle belle cose o alla bella vita di molti addolescenti, ma chi siamo noi per poter giudicare che madre sarebbe una 15enne? E se fosse una persona estremamente matura? Ci sono donne di 40 anni e passa che avrebbero fatto meglio a non mettere al mondo i figli perchè proprio non se ne curano e li lasciano andare per strada.
E' una crudeltà questa di Torino... assassini i genitori e la legge, come fanno a guardare negli occhi ancora la figlia?
Scusate se ho esagerato coi toni ma l'ipocrisia non mi piace e col fatto che si ragiona "lo faccio per il tuo bene" solo per coprire interessi propri che non hanno nulla a che vedere con le giovani figlie.
Grazie
Paolo
05 giugno 2009 00:00
Da poche settimane una giovane prostituta nomade mi ha chiesto urgentemente di domiciliarla.
Pensando alle spalle di tale richiesta ci fosse il solito problema della domiciliazione di cittadini ancora senza docunmenenti, l'ho aiutata creandole un contratto da colf.
pperaltro mi sto accorgendo che la ragazza da più di un mese è senza il ciclo mestruale ed inizio a sospettare che il movente che l'ha spintta sia quello di trovare lo spazio più consono per interrompere la gravidanza o di affidarmene i compiti contingenti.
Ora, dal momento che la giovane vive e lavora in strada da tre, spesso è vittima di soprusi da parte di coloro che la costringono a quel lavoro, amici del campo, organizzazioni internazionali e forse gli stessi affittuari dell'angolo di marciapiede in cui lavora, mi chiedo se non debba iniziare ad iunformare, oltre a quanto già facciò nei termini di Pubblica Sicurezza quando supera il normale senso dell'accettabilità di quel suo lavoro, le istituzioni addette al fine di evitare che si costituiscano ulteriori complicazioni nel suo passaggio da vita nomade a vita "civile".