Salatino Vito Enzo
16 gennaio 2010 22:42
Lucilla e Lisistrata
Cara Lucilla,
mi hai fatto venire in mente Lisistrata e sono andato a rileggermi quel fenomeno di Aristofane che scriveva commedie in poesia nel 411 avanti Cristo, perchè mi sembrava che rappresentasse Lisitrata con argomenti simili a quelli indicati da te sugli scioperi sessuali delle donne.
E infatti non mi sbagliavo e ho immaginato che il poeta scrittore avesse incontrato a quell'epoca una come te, oppure te stessa.
Allora mi permetto di riassumere una delle parti più comiche della commedia, ma ce ne sono tante altre, in cui Lisitrata riesce a convincere le donne di Atene e Sparta a rinunciare per qualche tempo al ca..o pur di ottenere che gli uomini di Atene e Sparta, più le città loro alleate, facessero la pace.
Lisistrata riuscì a convocare una assemblea di donne provenienti da varie città e con loro occupò l'Acropoli di Atene, dove era custodito il tesoro della città (una specie di Banca d'Italia dell'epoca) e di lì non si mossero più, rifiutando soldi e f..a finchè non fu dichiarata la pace tra Atene e Sparta.
Ma ciò avvenne con una fatica e difficoltà enormi sia da parte di Lisistrata che delle donne, fino al limite della diagnosi della follia per lei da parte della società. Il poeta fa in modo che il pubblico sia dalla parte di Lisistrata, ma la realtà sociale, quasi tutta, è dalla parte contraria.
Ti riassumo solo la parte iniziale dell'assemblea delle donne, che è spassosissima, più una delle reazioni verbali degli uomini alla notizia dello sciopero successivo.
Già subito, quando Lisistrata spiega le ragioni della riunione ed inizia indicando un grosso affare da realizzare, quelle cominciano subito ad equivocare sulla grossezza del coso. Quando capiscono che si tratta di una grossa impresa da realizzare, quelle cominciano a dire che loro non saranno mai capaci di fare niente di grande, giacchè più che stare tutto il giorno davanti allo specchio a farsi belle, a truccarsi,a provare abiti, gioielli e scarpette non sanno fare. Infine Lisistrata arriva al nocciolo del problema, dopo diverse ore, giacchè erano tutte in maledetto ritardo come al solito e non si riusciva ad organizzare nulla perchè tutte continuavano a chiacchierare tra loro, salutarsi, salutare Lisistrata, ma come sei bella, che aspetto splendido, che corpo fiorente, io vado sempre in palestra e adesso quando salto riesco a toccare le chiappe con i piedi, ma che belle tette che ti sono venute, ma guarda quella là di Corinto una ragazza così simpatica e aperta, sì, dice l'altra, aperta da tutte e due le parti !
Alla fine Lisistrata riesce ad imporre il silenzio e chiede per prima cosa alle donne se non sono stufe di non vedere mai i loro mariti, sempre in guerra. Saltano su quasi tutte incazzate, sì, è vero, io non lo vedo da 5 mesi, io da 7 mesi, io non so più neanche come è fatto, chè l'ultima volta che l'ho visto s'è combiato in fretta e furia l'armatura ed è scappato via subito senza manco salutarmi. L'altra dice che non c'è più neanche un uomo in giro, nemmeno uno straccio di amante, e quegli stronzi di Mileto, da quando sono passati dalla parte di Sparta, non ci fanno più avere neanche i ca..i di cuoio levigato, di cui sono esperti costruttori, e non se ne trova più uno in giro decente che sia lungo almeno 10 pollici ! Etc.
Quando infine Lisistrata dice chiaro e tondo che per un pò devono rinunciare al ca..o, apriti cielo ! Una metà comincia a scappare verso l'ingresso, un'altra parte si mette a piangere, altre preferivano che la guerra continuasse, chi diceva che per lei era una cosa impossibile e che piuttosto era disposta a camminare in mezzo la fuoco, un'altra diceva che alla sera senza ca..o non riusciva ad addormentarsi, l'altra che non ce l'avrebbe mai fatta e che piuttosto si sarebbe buttata dalla rupe, etc.
Alla fine riescono ad accordarsi e vanno ad occupare l'Acropoli.
Quando gli uomini vengono a sapere di questo fatto e delle intenzioni delle donne cominciano a litigare tra loro. Hai visto quelle stronze cosa fanno ? A te ti sta bene, pirla, così impari a portarla sempre dal tuo amico orefice e poi gli vai a dire anche che, siccome devi partire, che passi lui da casa perchè alla moglie le si è sfilata la collana, così l'orefice passa e le aggiusta tutti i buchi ! E tu, pirla, che la porti sempre a comprarsi le scarpe e poi lei ti dice che la fibia le fa male al dito del piede, e tu vai a dire al commesso di passare da casa verso mezzogiorno, così quello passa e la allarga un po' ! etc., etc.
Alla fine Lisistrata ottiene quello che voleva e anche le donne hanno ottenuto di por fine alla guerra, ma questa rivoluzione ad Atene si verifica solo nelle commedie e nelle favole.
Devi sapere, cara Lucilla, che, relativamente alle donne, sono i maschi, lo stato sociale civile ed ecclesiale e le sue prescrizioni abusivamente imposte senza consultare le donne, che comandano. Le donne non comandano niente. L'ordine costituito non si cambia, se non con sforzi sovrumani, ed il poeta fa capire, 2500 anni fa, che chi presume e tenta di opporsi all'ordine costituito viene fatto passare per asociale e viene fatto uscire pazzo.
Qualche volta succede di poter cambiare radicalmente, ma ci vogliono sempre mezze rivoluzioni.
Saluti e baci