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Alex1 21 febbraio 2007 00:00
Uhm uhm.. queste cose le avevo scritte un anno fa!!!!
In questo caso c'è poca soddisfazione nel dire che "l'avevo detto".
In fondo erano cose ovvie, tant'è che anche gli oppositori non erano in grado di sostenere la propria opinione, vivevano di false promesse.
Oggi tutti i nodi sono arrivati al pettine.. anzi qualcuno ancora deve arrivare! C'è poco da stare tranquilli.

Purtroppo la matematica non è un'opinione: l'ente locale deve poter funzionare, pertanto se vengono tagliati i trasferimenti per 100, il comune si deve adeguare chiedendo 100 ai cittadini oppure tagliando servizi per 100. Il governo si fa bello diminuendo le tasse scaricando l'onere di recuperare tutto agli enti locali. Il risultato, per il cittadino, non cambia.. se non in senso negativo!
Sergio 22 febbraio 2007 00:00
Alex1 ha ragione. Il suo ragionamento è lineare e corretto. Esiste però anche un'altra strada da considerare: il taglio degli sprechi e dei finanziamenti a pioggia.
Le amministrazioni locali dispongono di ingenti risorse umane mal utilizzate; perchè questo perenne ricorso alle ricche consulenze esterne?
Che dire delle migliaia di associazioni, spesso inutili o meglio utili solo agli amici elettori che le presiedono, che ricevono contributi pubblici per mai spiegati e inspiegabili meriti sociali?
Non è vero che l'unica strada sia aumentare le tasse. Bisogna tagliare le spese inutili o comunque non coerenti con la "mission" istituzionale.
passante 22 febbraio 2007 00:00
sergio, ma i tagli agli sprechi si possono e si devono fare comunque, a prescindere dal taglio dei trasferimenti. lo stato non può dire dove prendere le risorse, per cui la strada più breve sarà aumentare le imposte; il governo centrale darà la colpa agli enti locali che non sono obbligati ad aumentarle, gli enti locali daranno la colpa ai tagli del governo centrale.
tutti contenti... tranne il cittadino!
FABRIZIO 22 febbraio 2007 00:00
"...Che dire delle migliaia di associazioni, spesso inutili o meglio utili solo agli amici elettori che le presiedono, che ricevono contributi pubblici per mai spiegati e inspiegabili meriti sociali?..."

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caro sig. Sergio,

quello che lei ha indicato é il sistema da sempre utilizzato in prevalenza dalle sinistre per raccogliere consenso elettorale.

Si distribuiscono denari, aiuti, locali pubblici in uso gratuito ad associazioni, ecc. ecc. e tutto questo per creare consenso.

Peccato che il consenso vada solo ad una parte politica mentre gli sprechi li paghiamo tutti.

E' un ritornello ormai trito e ritrito ma si immagina se si dovesse improvvisamente interrompere questo fiume di denaro pubblico ?
Proteste, sollevazioni, cortei, scioperi,
ecc.

Sono stato per anni ai vertici di una associazione assolutamente e pubblicamente dichiaratasi apolitica e che non ha mai barattato voti con nessuno e le posso assicurare che non siamo mai riusciti ad ottenere neppure un tavolo a 3 gambe, altro che locali in comodato o contributi comunali.

Altre associazioni locali decisamente "schierate" e di cui conosco bene le "tendenze", da sempre hanno locali gratuiti, luce, acqua, gas per scaldarsi ed esenzione da ogni sorta di tributo locale.

Naturalmente tutto ciò pagato con l'ICI di tutti i miei concittadini, anche con la mia.

Saluti
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