Sergio
28 febbraio 2007 00:00
La politica proibizionista è perdente. Questa sconfitta è sotto gli occhi di tutti: oltre un secolo di politiche proibizioniste e aumento delle pene hanno solo prodotto il dilagare della droga, della delinquenza, della corruzione.
Mi sembra che il problema principale sia però:
1) come convincere i politici che va affrontato in modo pratico e pragmatico il problema del disagio sociale di cui la droga è solo una componente;
2) come superare la diffusa cultura popolare che vuole illudersi, nonostante l'evidenza, sulle capacità salvifiche della repressione.
Ancora una volta in Italia l'idea maggioritaria delle politiche di riduzione del danno, di distribuzione controllata, di legalizzazione delle droghe leggere rimane schiacciata in una finta, vecchia e logora contrapposizione ideologica tra due finti poli antagonisti che rinunciano a svolgere la propria funzione legislativa per inseguire i voti di coloro che pretendono di rappresentare il mondo moderato. E invece rappresentano solo fobie perchè è più facile ottenere consensi gridando "al lupo" invece di lavorare sodo per trovare soluzioni o comunque nuovi strumenti per gestire i problemi. E Prodi? Beh dopo la cazzata di qualche anno fa, come si chiamava quello... a si Arlacchi, grande contributo italiano alla lotta internazionale contro la droga... mi viene ancora da vomitare quando penso alle idiozie che da lui provennero... e Prodi? ...come sempre resterà a guardare... qualcosa succederà ...troppo coniglio per osare qualcosa su questa materia ...e D'Alema? Beh la sua posizione la conosciamo: è sempre stato favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere... ma Berlinguer era contrario! Cosa possiamo attenderci? Dobbiamo tenerci la Fini-Giovanardi e ringraziare la loro stupidità se hanno lasciato un po' di margine di manovra grazie alla norma che attribuisce al ministro della sanità il compito di stabilire le "modiche quantità". E Rutelli? Da lui attendo ancora che ci spieghi cosa è cambiato dai tempi in cui raccoglieva le firme per la legalizzazione delle droghe leggere. Sì qualcosa è cambiato: è invecchaito e si è attaccato allo scranno. La politica come soluzione del proprio problema occupazionale. Tutti teniamo famiglia, già.
Moon dust
28 febbraio 2007 00:00
da: Moon dust
Data: 27 Febbraio 2007
X la signora (o signorina) Poretti
Maggioranza ed opposizione insieme, anche se con diverse valutazioni di merito e di metodo, hanno fatto una cosa buona!
Si vergogni, le sue priorità, come le sue proposte da quattro soldi, non meritano l'attenzione dell'ultimo dei cretini.
steven
01 marzo 2007 00:00
Cara ROSA NEL PUGNO & C.,
a quando la proposta di una stanza per la sbronza, o per lo stupro, o per l'abuso su minore (nel civile Nord ha fatto la sua comparsa il partito pedofilo) così che ognuno possa soddisfare l'esigenza di piacere o di sostanze che alterino lo status standard nelle forme che liberamente sente più propie?
Non sarebbe forse il caso di intervenire sui disagi disperati che favoriscono la devianza invece di legalizzarla?
Vorrei poi capire se, nella contorta mente dei Rosa nel Pugno, una volta legalizzata la droga ed istituite le stanze del buco peroreranno la causa di una legge che dichiari illegali le comunità terapeutiche.
Che senso ha lasciare mano libera a gente che recupera e dissuade singoli individui da pratiche ormai legali?
Con i migliori auguri di buona salute mentale, Steven.
Alex1
02 marzo 2007 00:00
Curioso lamentarsi qui.. quando la Rosa nel Pugno sostiene il governo Prodi ed ha aspramente criticato Capezzone che ha deciso di astenersi (senza provocare alcunchè a livello numerico ma per far capire il mal di pancia che fa venire questo governo).