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LPLP 20 gennaio 2010 16:23
bisogna vedere anche su che criteri sono attribuite le borse, perché se i criteri sono solo di studio va pure bene darle ai migliori studenti ma se i criteri sono misti (anche finanziari ) siamo sicuri che ben pochi italiani potranno averle. Gli studenti universitari extra comunitari risultano tutti nullatenenti poiché è impossibile controllare i redditi dei genitori, e anche se lo fosse, nei paesi di provenienza c'è spesso una frode importante nei confronti del fisco. Ho constatato che gli studenti stranieri non UE sono quasi tutti assegnatari delle poche case dello studente e di borse di studio regionali, in virtu dell'opacità del sistema. Avendo bazzicato (molto) il mondo universitario vi assicuro che la maggioranza non sono affatto poveri, altrimenti non potrebbero venire in Europa (quasi sempre vengono grazie all'ottenimento di visti attraverso la corruzione):nel migliore dei casi hanno già parenti e contatti nel paese dove vanno, negli altri casi sono i figli dell'establishement locale, cioè di coloro che contribuiscono a mantenere i propri paesi nel cosiddetti terzo mondo. Senza voler fare discriminazioni, il problema esiste. Gli Europei vogliono pagare le tasse per far studiare (le tasse universitarie anche se pagare interamente non coprono nemmeno in minima parte i costi della formazione), alloggiare e finanziare le spese correnti di persone delle quali non si conoscono i reali bisogni?
Il buonismo, il politicamente corretto e la paura di affrontare la realtà, portano al razzismo, al rifiuto cieco e persino ad atti atroci. Meglio sarebbe affrontare i problemi tenendo conto delle esigenze di tutti e dei reali bisogni, anche degli italiani.
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