lucillafiaccola1796
25 gennaio 2010 19:48
Tanto tempo fa i vestiti si facevano con la "canapa", ma ora è proibito anche tenere degli "scampoli"... ah ah ah
Salatino Vito Enzo
26 gennaio 2010 19:35
Cotone bio.
Questa notizia è veramente una cavolata, piena di contraddizioni. Chi e dove le vanno a pescare e pubblicare notizie ridicole simili è un mistero.
Esistono legislazioni nazionali e internazionali che stabiliscono le concentrazioni minime di prodotti da culture tradizionali e/o transgeniche al di sotto delle quali un prodotto è etichettabile "bio" e al di sopra delle quali non si può usare la dicitura "bio".
Questo è fatto per proteggere produttori e prodotti da culture cosidette biologiche.
Dove stà allora il problema o la novità della notizia ?
E' chiaro che chi altera o truffa senza rispettare le concentrazioni di componenti richieste viola le norme stabilite e va perseguito.
E' la stessa cosa come etichettare "seta pura" o "pura lana vergine" e poi mettergli dentro un pò di viscosa o di fibra acrilica, che fanno sì che non si tratti più di seta pura o pura lana vergine. Cosa c'entrano le centinaia di miglaia di morti che in Cina vanno al cimitero perchè coltivano magari la seta in un certo modo, se non altro perchè gli danno solo una scodella di riso da mangiare e loro devono integrare il pasto con i bachi da seta ?
Cosa vuol dire che il cotone è una cultura problematica, quando già lo coltivavano sul Nilo 4000 anni fa gli schiavi egizi senza alcun problema, salvo forse le morti violente a causa dei calciinculo ricevuti per accelerare le lavorazioni ?
E che vuol dire che per coltivare il cotone tradizionale e/o transgenico si usano i pesticidi , che nessuno mangia ? I pesticidi si usano dappertutto e su tutto in quantità massicce, anche sul mais, che si mangia, altro che il cotone, che nessuno si sogna di mangiare.
E poi bisogna proprio mangiarsi i pesticidi tal quali, non solo il mais che all'interno dei grani non ne contiene affatto, e tanto meno il cotone che, almeno fino a quando non farà la fine della canapa-cannabis come dice Lucilla, finora non se lo mangia o fuma ancora nessuno (per quanto ancora, con tutta la fame che c'è nel mondo ?).
Infine gli appassionati del bio fanno bene a chiedere la protezione delle loro produzioni con etichettature adeguate, in modo che il prodotto tradizionale e/o transgenico non siano in quantità superiori a quanto prescritto dai regolamenti.
E' solo una questione commerciale e di protezione di determinate lavorazioni specifiche, dove però la salute, la morte per overdose di erbicidi, le alterazioni del DNA, con i dovuti controlli, non c'entrano proprio niente, perchè il problema non sussiste, se non per pubblicità e propaganda commerciale del prodotto.
Salatino