Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
Paolo 1 15 marzo 2007 00:00
Egregio Donvito,
chiarisca per cortesia se la CIE sara' obbligatoria o se si sara' liberi di farsi fare una CI cartacea.
Come si fa a vedere online il DM di cui sopra? Su parlamento.it non la ricerca e' molto difficile, non e' possibile inserire numero e anno di una legge, peggio ancora per i decreti, e si parte dalla 13a legislatura.
Per la cronaca, a Parma sono stato in Comune per ottenere Nickname e Password per accedere ai servizi online, e hanno cercato in tutti i modi di rifilarmi anche la PEC (posta elettronica certificata) che non volevo affatto (mi hanno mentito dicendo che basta non usarla, invece se la si ha e qualcuno spedisce qualche missiva e' come se avesse mandato una raccomandata, con tutte le rogne che ne conseguono, specie se non si ha un terminale Internet o capitano dei malfunzionamenti: state attenti), cosi' ho dovuto rinunciare a tutto. Attenti che non la CIE non vi appioppino anche la PEC.
Paolo
Tecnico informatico 15 marzo 2007 00:00
Sono un tecnico informatico di un comune toscano.
Sapete che in questo paese dei balocchi, per "ottemperare agli obblighi di legge" sulla carta d'identita' elettronica, ogni 6 mesi dobbiamo inviare alla Prefettura le revisioni del documento sulla sicurezza informatica per la Carta d'Idenmtita' Elettronica, UN MALLOPPO DI OLTRE 1000 PAGINE?
MA CHI LE LEGGERA' MAI???
E, colmo dei colmi, in barba alla firma digitale, la Prefettura VUOLE le 1000 pagine DI CARTA e (udite udite) UN CD-ROM con lo stesso documento... FIRMATO DAL SINDACO CON PENNARELLO INDELEBILE!!!
Ma allora, invece della CIE e della Firma digitale, bastava dare a ogni cittadino un BEL PENNARELLO...
Ecco perche' noi dipendenti pubblici siamo "improduttivi": invece di produrre servizi al cittadino, ci obbligano ad attivita' senza senso.
Topesio 16 marzo 2007 00:00
Ecco un intervento sensato e che finalmente prova a far capire ai più che troppo spesso si spara sui dipendenti pubblici semplicemente perché è molto più comodo trovare un qualcuno, un "diverso" (l'omosessuale, il terrone, l'immigrato e lo straniero in genere, il dipendente pubblico, ecc.) a cui dare tutte le colpe di questo mondo quando le cose non girano per il verso giusto!
Franco Tosi 17 marzo 2007 00:00
arrivo a questo link da Demografici Associati [http://www.deaweb.org/index.php] di cui sono socio. I 20 € li potrei anche sopportare, però a fronte dell'attivazione effettiva di tutti i servizi on line promessi e della fornitura in comodato del lettore smart card che costa sui 30 € sul mercato ( oltre a trovare lettori simili negli internet point e in tutti i pubblici uffici e pubblici servizi ) che ne dite?

saluti
Franco - Pisa
Tecnico informatico 20 marzo 2007 00:00
Per chi non lo sapesse, "faccio il punto" sulla CIE:
- teoricamente, già oggi ciascun Comune dovrebbe emetterla su richiesta del cittadino;
- in pratica, pochissimi (sugli oltre 8000) sono oggi in grado di farlo.
Ci sono alcuni aspetti tecnologico/progettuali che incidono notevolmente sui costi:
- la CIE è nata per essere "rilasciabile a vista allo sportello", ma dovendo prevedere comunque la foto del titolare (per consentire agli organi di polizia devono poter identificare il cittadino anche senza l'uso di lettori di smart card) impressa in modo non falsificabile, è stato deciso di adottare una carta "ibrida", contenente banda magnetica, microchip e banda ottica con la foto: di conseguenza, il costo del materiale (prodotto dalla Zecca di Stato) è elevato e la apparecchiatura per l'emissione è molto costosa (si parlava di almeno 10.000 Euro), e comunque fuori dalla portata della stragrande maggioranza dei comuni.
- per evitare che ogni comune debba dotarsi di tutta l'infrastruttura informatica e telematica necessaria per l'emissione della CIE, ancora oggi si propone di realizzare "centri servizi territoriali" che dovrebbero rilasciare la carta per conto di più comuni. Non credo che in proposito nessuno si sia sognato di consultare gli uffici anagrafici e i cittadini dei comuni di montagna o comunque territorialmente svantaggiati...
- già oggi i pochi comuni che rilasciano la CIE trovano grandi difficoltà nell'emissione, perché essa deve avvenire contestualmente ad un collegamento informatico con il sistema INA-SAIA del Ministero dell'Interno che spesso non funziona a dovere: in caso di errori di connessione, la tessera in fase di stampa deve essere annullata, distrutta e occorre ripetere l'intera procedura di emissione, per cui in pratica non c'è "rilascio a vista": al cittadino viene consigliato di tornare allo sportello dopo qualche giorno.
- Dal punto di vista delle funzionalità, la CIE incorpora un "certificato elettronico" che identifica a tutti i fini di legge il cittadino. E' evidente, a questo punto, che una VERA "amministrazione digitale" dovrebbe evitare di rilasciare tessere sanitarie, tessere di codice fiscale, patente di guida, ecc.: presentando alle autorità la CIE, esse, tramite un collegamento ai server delle amministrazioni centrali, potrebbero sapere subito tutti i dati di loro interesse. Scommettiamo, invece, che continueremo per anni ad essere sommersi da tesserini di plastica di ogni tipo?
- Non mi è chiaro, poi, se la CIE sarà utilizzabile anche come firma digitale: in teoria sarebbe possibile ed auspicabile, ma non credo che si voglia intaccare il mercato di chi già vende la firma digitale...


Mi chiedo: oggi anche la Gran Bretagna, per motivi di "antiterrorismo" (come se finora l'IRA non fosse mai esistita), ha adottato la carta d'identità. Ma fino all'anno scorso, i cittadini britannici hanno sempre e tranquillamente vissuto SENZA DOCUMENTI DI IDENTITA' IN TASCA... e noi ci complichiamo la vita...
Paolo 1 20 marzo 2007 00:00
No, per me e' tutto robaccia inutile che serve solo a foraggiare alcune aziende.
Basti pensare che a Parma, oltre a cercare di rifilare disonestamente (prima dicono che si puo' avere N&P senza PEC, poi scopro che nel modulo da firmare c'e' anche la PEC, belle carogne! per fortuna che prima me lo sono letto) anche la PEC insieme a Nickname e Password per accedere ai servizi online (io la PEC non la voglio, figurarsi se ho voglia di espormi ai rischi di ricevere una raccomandata con ricevuta di ritorno online quando non ho nemmeno un collegamento a Internet a casa e potrebbero comunque sorgere malfunzionamenti!), i servizi offerti online sono davvero miseri, tanto che i Parmigiani in una settimana di pubblicita' al Conad Campus hanno fatto un 700 CIE, ma solo 40 PEC. E il sindaco Ubaldi per giustificare la spesa non trova di meglio che offrire servizi del tipo "dimmi come ti chiami e ti diro' chi sei" (dopo la trafila per ottenere N&P si puo' accedere al sito dell'Anagrafe e verificare come ci si chiama, o meglio se non hanno commesso errori nel registrare nome e indirizzo).
I servizi cimiteriali ADE di Parma consentono di cercare online dove sia la tomba di uno sepolto alla Villetta, ma se e' finito in un cimitero della provincia nisba.
O il Minsitero del lavoro e la UE che per cercare lavoro consentono di indicare un solo lavoro che si e' disposti a fare, anche se ce n'e' migliaia di non qualificati che chiunque potrebbe fare.
Un po' come il servizio Asmenet per visure gratuite online, due giorni su tre e' guasto (problemi di connessione) e consente di effettuare solo una minima parte dei tipi di ricerca che invece si possono fare di persona a un Catasto (dal 3/10/2006 tutto gratis), ad esempio non fanno la ricerca per indirizzo, non accettano campi incompleti, etc etc.
Il Governo spinge per l'informatizzazione, ma finche' sul mercato si trovano solo porcherie non c'e' da stupirsi che molti siano restii a buttare via dei soldi per attrezzarsi.
Paolo
FABRIZIO 20 marzo 2007 00:00
Questo costo di produzione di 20 euro é una bufala colossale con la quale si giustificheranno gli ennesimi sprechi di "sprecopoli" !


Quando negli anni 60 i comuni si dotarono dei sistemi meccanografici per produrre certificati e carte di identità, nessuno si sognò di addossarne il costo al cittadino che chiedeva un certificato di residenza.
Certificato che prima veniva stilato in bella calligrafia a mano libera e che successivamente venne prodotto con delle piastrine meccaniche che venivano immagazzinate in un gigantesco magazzino rotante.

Oggi l'informatica ha azzerato anche questi costi, basti per esempio pensare che se fate benzina presso una famosa compagnia nazionale, la carta SIM per immagazzinare i vostri punti ve la regalano !

La carta di identità elettronica sgraverà i comuni e il sistema in generale da costi di gestione che ora si hanno sul cartaceo e non si capisce perché debba costare 20 euro (40mila lire !!!)

O forse perché qualcuno ci guadagnerà ?

Il "gobbo più dritto" d'Italia dice sempre che a pensar male si fa peccato ma.... ci si becca !!!!
Elisa 21 marzo 2007 00:00
Avete ragione per i costi per ancora una volta a nostro sfavore, ma queto provvedimento dell'attuale governo ha cercato di cucire la grossa piega del governo di Berlusconi, e per tanto questi costi son dolorosi ma se avesse rimasto il Duce Berlusconi avremmo dovuto camminare co una mano avanti e una dietro, perciò prima di criticare vedeteve ciò che hanno lasciato alle nostre spalle grazie al grande poker BERLUSCONI-FINI-BOSSI-CASSINI leggendo tutto i loro decreti pòi mi date una risposta.
Giovanni Mandina 02 aprile 2007 00:00
La carta di identità a me non serve,sò perfettamente chi sono,ma serve a loro......perchè la devo pagare????
Giancarlo Marroni 02 aprile 2007 00:00
ARRIVIAMO SEMPRE ULTIMI...E SEMPRE METTENDO QUEL "QUALCOSA IN PIU'"....CHE NON FA' FUNZIONARE L' INIZIATIVA.
NELL' INFORMATICA...SIAMO DIETRO A TANTISSIMI PAESI....QUANDO LA APPLICHIAMO
LA FACCIAMO PAGARE CARA...E TROPPO SPESSO POI NON FUNZIONA BENE.
SIAMO TROPPO AVANTI....IN NEGATIVO...E TROPPO INDIETRO...IN QUALITA' E RISPETTO DELL' UTENZA.
⚠ segnala contenuto inappropriato