roberto
26 marzo 2007 00:00
salve,mi sembra ovvio e scontato che non si puo' obbligare il consumatore a diventare controllore dell'operato altrui...ma il problema non e' nemmeno questo.ci si preoccupa sempre della tasca piu'grande ma a quella piccola chi ci pensa?da quando e'entrata in vigore la liberizzazione dei prezzi tutti i commercianti si son dati alla pazza gioia e praticamente e' diventata una corsa ai rialzi (e non viceversa) in tutti i settori,tanto fanno lo scontrino!sono abbastanza ignorante in materia, ma mi risulta che una volta il cittadino poteva chiamare la G.d.F. se un prezzo risultava troppo alto e adesso la stessa non puo' intervenire se' effettivamente viene emesso regolarmente(ache se' alto) lo scontrino,oppure anche se il prezzo effettivamente viene esposto e battuto tale alla cassa.praticamente il commerciante puo' alzare quanto gli pare il target, l'importante che paghi le tasse.la morale e'che praticamente il cittadino non ci guadagna nulla e i prezzi che si ritrova a pagare sono sempre piu' gonfi,ma allora in questo caso il cittadino direbbe:" ma a me chi me lo fa' fare?magari non mi fa' lo scontrino e mi cala il prezzo?"questa e' ovvio un mentalita'atta al risparmio di chi, ogni giorno deve farsi i conti in tasca.suggerimenti?non sono uno statista,matematico o politico,ma penso che bisognerebbe rivedere un po' qualcosa e' scontato e ovvio che se' si chiede qualcosa in piu'al commerciante o non lo si controlla a dovere, lui si rifa' sul cliente.tutto quello che accade di solito nel nostro paese, che amo cosi tanto,assomiglia un po' al cane che si vuol mordere la coda!possiamo migliorare!sono fiducioso..