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NESSUNO 31 marzo 2007 00:00
Bisogna ricordare a mons. Bagnasco che ci sono anche i pedofili eterosessuali, e come!!!!! Quanti padri abusano delle proprie figlie bambine? E quanti preti e monaci delle bambine e ragazzine che si affacciano agli oratori o vanno a catechismo? L'uscita di questo signor prelato sarebbe degna di una denuncia per diffamazione.
isaia kwick 31 marzo 2007 00:00
Mi sembra che ottimamente si tocchi i punti veritieri sulla questone DICO, vista dal Vaticano, con questo comunicato stampa..
<strong>Non c&#39;e&#39; piu&#39; niente da nascondere dopo.</strong> Rbadisco che e&#39; una guerra tra finocchi questa.
Isaia zingaro <strong>ROM</strong>del Ponte all&#39;Indiano.
domenico de giacomi 31 marzo 2007 00:00
Io la metterei cosi.La CEI si rivolge ai politici da Lei - ancora -dipendenti affinche&#39; propongano e impongano Leggi per limitare i Diritti leciti di cui dovrebbero oggi poter usufruire gli altri , senza far male a nessuno .Che poi molti di questi politici predichino bene e razzolino male per la CEI ha poca importanza, visto che in fondo lo scopo di ogni Stato e Gerarchia Religiosa è stato quello di portare acqua al propio mulino e sopravvivere in ogni Secolo andando &quot;ovviamente&quot; a braccetto con chi aveva ed ha il vero Potere che condiziona le masse di questo mondo .Uniformarsi al comportamento di Gesu&#39; Cristo non è quello che - a mio modesto avviso - puo&#39; interessare e ha mai interessato(Storia) in realta&#39; questi Illustri Predicatori di poverta&#39;,perdono (P.Welby etc ) e Carita&#39; Cristiana !

Infatti Gesu&#39; è stato messo in Croce .... e da chi ?

Ma credo che per fisiologica e naturale APOPTOSI (non per vissuta agonia) queste Istituzioni lentamente si alieneranno nel prossimo secolo . Ovviamente vi sara&#39; sempre qualche nuova Ideologia o Credo che verra&#39; fatto rinascere per interessi vari e molteplici che attireranno le piu&#39; consapevoli masse di Persone che seppur meno ignoranti di ieri ma non per questo non piu&#39; condizionabili ! E ............ inevitabilmente la Storia si ripetera&#39; sotto altri aspetti ..... finche&#39; vi sara&#39; Vita Umana .

Ricordiamoci che ai Miracoli si puo&#39; sempre far credere e al tempo debito .Infatti è di ieri la notizia ampiamente diffusa dai liberi e consapevoli nonchè disinteressati mass media di una Reverenda Suora che sembra sia stata miracolata guarendo &quot; inspiegabilmente&quot; da una forma di &quot;Parkinson&quot;per intercessione di quel grande Umano Uomo che fu&#39;in ogni caso - nel bene e nel male - Papa Wojtiwa .
Io ovviamente non posso crederci .. ma liberi gli altri di farlo senza imporlo a nessuno e sopratutto sui piu&#39; deboli e piu&#39; condizionabili !
Ovviamente è solo una libera e gratuita opinione di un Cattolico per Battesimo e non praticante .Poi &quot; a ognuno il Suo &quot; anche se spesso sono gli altri a imporlo sulla pelle altrui !

domenico de giacomi
paolo 01 aprile 2007 00:00
Perchè volete necessariamente estremizzare un concetto che è più che lecito esprimere?
Perchè quando parla un membro della Chiesa Cattolica bisogna sempre alzare un polverone mentre chiunque altro può dire qualunque altra castroneria?
Mi sembra una mancanza di oggettività.

Buona Pasqua.

Topesio 01 aprile 2007 00:00
Paolo, ci prendi forse per il culo?
Chi sarebbe ad estremizzare se non la Chiesa, usando un paragone assolutamente a sproposito, come quello fra Dico e pedofilia ed incesto???
Ma siamo impazziti?
Ed aggiungo che non mi sembra affatto &quot;lecito&quot; offendere gratuitamente milioni di persone.
DIAVOLINA 01 aprile 2007 00:00
Perche chi lo sporca di merda non è uno schifoso come un pedofilo.
Anselmo 01 aprile 2007 00:00
......a chiuque eserciti il patrocinio delle unioni di persone dello stesso sesso, tanto da volerle istituzionalizzare, vorrei chiedere : &quot;&quot;come pensi Tu di essere venuto alla luce del mondo ??? che sarebbe un mondo popolato da tutte queste unioni ??&quot;&quot;
Anselmo 01 aprile 2007 00:00
.....quanta pochezza di argomentazioni si può leggere negli scritti favorevoli ai DICO!!!
paolo 02 aprile 2007 00:00
Vabbè, è inutile stare a parlare..
Io la penso così.. tu fa come te pare!
Mi pare che se qualcuno offende quello sei proprio te!

Ciao!
Topesio 02 aprile 2007 00:00
X paolo
Bravo, hai detto veramente bene: &quot;io la penso così.. tu fa come te pare&quot;.
Il problema, caro paolo, è che la Chiesa fa di tutto perché io, che la penso diversamente, NON possa fare come mi pare! Comprendi la sottile differenza?
La Chiesa crede nell&#39;indissolubilità del matrimonio? Bene, tutti liberi di pensarla allo stesso modo, ma se io voglio divorziare? Se fosse dipeso dalla Chiesa non avremmo avuto quella conquista di civiltà che si chiama divorzio e che in molti fra i tromboni baciapile del centrodestra hanno utilizzato.
Ecco, io penso che la Cchiesa debba dare delle indicazioni ma non influire pessantemente sulle leggi di uno stato laico, non trovi?
Gianni 02 aprile 2007 00:00
Solitamente cerco di non creare situazioni di risposta ad interventi,ma devo dire che il sig Falcinelli sbaglia quando non vuole accettare una realtà messa in evidenza in questo articolo o comunicato, non solo ma si permette di dare dell&#39;ignorante come se lui fosse il detentore della verità. Quanto scritto da Moretti è realtà non invenzioni.
Baggianate sono le dichiarazioni di certi vescovi che poi dicono di essere stati male interpretati. Troppa gente in questo paese clericale alla esasperazione accetta di essere preso in giro dal papa per cominciare e da tutti i suoi dipendenti che si permettono le stronzate più eclatanti riportate dai rappresentanti della informazione, stampa o televisione che sia, senza che si la minima critica alle dichiarazioni più insensate.
Troppa gente, che ha subito il lavaggio del cervello, continua a difendere la ingerenza del vaticano in questioni che non gli devono lontanamente interessare, semmai che facciano pulizia in casa loro che di merda da spalare ne hanno in abbondanza, solo che qui in Italia riescono a nascondere ancora il marcio mentre dove non possono più fioccano le denunce.
Gianni
Topesio 02 aprile 2007 00:00
Quella di Bagnasco sarebbe semplicemente un &quot;paragone forte&quot;???
Alla faccia...!!!
Enricoi Falcinelli 02 aprile 2007 00:00
Che stronzate, Yates Moretti! Dove le va a parare?
Se fosse come dice, il Papa non avrebbe messo alcun veto alla introduzioni di preti omosessuali nelle istituzioni della Chiesa!
Normalmente non rispondo alle baggianate infantili che predicate su questi forum, fatte più per gli ignoranti che per chi sa qualcosa, ma me lo lasci dire: lei ci fa apposta! Non crederò mai che sia qualcuno così sprovveduto da sbilanciarsi in questo modo.
Troverebbe considerazione solo tra chi non sa legggere nemmeno il giornale!
La saluto caramente, Enrico Falcinelli.
paolo 02 aprile 2007 00:00
Vorrei tenere i toni pacati.. non voglio prendere per il culo nessuno e rispetto le opinioni altrui.
Proprio per questo non capisco perchè quando la Chiesa si esprime, e ritengo che ha tutto il diritto di dire quello che pensa, ci si accanisce contro in modo così violento.
A mio modo di vedere Bagnasco ha detto con toni molto diretti che secondo lui c&#39;è bisogno di una oggettività morale, altrimenti si finisce per dire che tutto è lecito. Io sono della stessa opinione ma accetto che voi non lo siate.
Quello di Bagnasco e&#39; un paragone, forte, per esprimere la sua contrarietà al concetto di relativismo, non un giudizio morale sulle persone.
Ciao a tutti.
NESSUNO 02 aprile 2007 00:00
Per chi è più papalino del papa.
Il 2 aprile i giornali riportano affermazioni attribuite a monsignor Fisichella che depreca le contrapposizioni e assicura: &quot;La chiesa è contraria al ddl Bindi-Pollastrini, ma non vuole discriminare i gay e anzi riconosce i loro diritti alla successione o a darsi una reciproca assistenza&quot;. Non ci potrebbe essere risposta più chiara e critica alle affermazioni estremiste e terroriste del suo collega Bagnasco.
&quot;La Stampa&quot; del 2 aprile riporta anche un intervista a Giulio Andreotti che richiama i vescovi italiani a essere più prudenti sul tema dei DICO. Andreotti si richiama esplicitamente l&#39;art. 7 della costituzione &quot;Lo Stato e la chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani&quot;. Anche lui non va molto avanti, ma riconosce direttamente che la chiesa si è spinta troppo oltre in questo campo e propone una moratoria di sei mesi di silenzio e riflessione da tutte e due le parti.
Sono contento di questi segni di resipiscenza da parte di chi fino a ora ha insultato pesantemente chi la pensa in modo diverso da loro, ma mi pare che la maggiore aggressività e intemperanza sia venuta da parte della chiesa e non dei sostenitori dei DICO che sono dopotutto una cosa annacquatissima.
Personalmente sono per questo: MATRIMONIO PER TUTTI, SUBITO!
Ma siccome sono ragionevole posso accettare anche i DICO. Non offendo nessuno e faccio un passo verso chi la pensa diversamente da me lo sto facendo. Ora siano gli altri a farlo verso di me, senza offendere.
Topesio 02 aprile 2007 00:00
Questa è bella! e dove sarebbe la cosiddetta &quot;pochezza di argomentazioni&quot;???
Invece le minchiate di Bagnasco sono argomentazioni serie, vero?
Ma mi facci il piacere...
er metico 02 aprile 2007 00:00
L&#39;ascoltereste senza sorridere solo a quel modo? Ipocriti, sepolcri imbiancati di merda! (immarroniti: si può dire?)

Non la ascoltereste nemmeno in quel modo e vi fareste trovare qualche altro modo per farvi rodere il culo, perché non sapete come passare il tempo.
Una proposta: leggete i libri. Quelli buoni.
Saluti.
Enrico Falcinelli 03 aprile 2007 00:00
Caro Gianni, quello della Chiesa è il Cristianesimo.
Provi a guardare all&#39;insegnamento di Cristo contando tutte le Sue Parole, non quelle che farebbero comodo a qualcuno, solamente! Vogliamo provarci? Me lo dica, quando se la sente, poi ragioniamo sul fatto se la Chiesa sta al di fuori di queste. Altro discorso è invece quello di coloro che dicono di non essere cristiani e di non seguire la Chiesa, né alcun cristianesimo; come uomini liberi possono fare quel che vogliono.
Il fatto che lo Stato si adegui ad una maggioranza è una questione fisiologica.
La maggior parte delle persone con cui parlo sono contrarie a quelle che sono le proposte che in questi forum si difendono.
Poi è anche vero, purtroppo, che alle parole non seguono i fatti. ma questa è la nostra naturale incoerenza, cosa che come cristiani combattiamo (è un male combattere l&#39;incoerenza?)
Personalmente non vorrei dire alcunché di mio in qualità di detentore della verità perché... a proposito, cosa ha detto Cristo sulla verità?
Come cristiani seguiamo quella, appunto, per quanto umanamente possiamo riuscirci.
I miei personali interessi non hanno nulla di politico né di ideologico. Ciò che mi interessa è solo la verità, quella di Cristo (Via, Verità e Vita, ricorda?)

La saluto cordialmente.
Lucio Musto 03 aprile 2007 00:00
E Bravo L&#39;INFORMATORE!

alla faccia dell&#39;ipocrisia!....

Come dici?...

&quot;Non godo della crisi che tu, chiesa diversa dalla mia, stai attraversando. E non guardo a essa con malcelata soddisfazione. Nessuna chiesa può porsi nei confronti dell’altra in una posizione di superiorità, quasi che una fosse l’alternativa secca all’altra. &quot;

E se invece ne godessi che faresti, invece di due... anzi tre, ce li racconteresti tutti e mille i tuoi &quot;obiettivi&quot; esempi?...

Bravo!... proprio come ti ha insegnato Gesù Cristo!... (deve trattarsi di un caso di omonimia!)
L'INFORMATORE 03 aprile 2007 00:00

UNIONE DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI



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DAL SITO:
http://www.chiesavaldese.org./pages/archivi/index.php?id=471
L&#39;ecumenismo delle candele
di Giuseppe Platone

«In questi ultimi tempi siamo testimoni di interventi dei Pastori della Chiesa cattolica italiana per bloccare una possibile legge sulle &quot;unioni civili&quot; e questi interventi mi turbano e mi avviliscono. Fra l’altro stanno innescando polemiche che non aiutano la crescita delle coscienze di tutti, cristiani e non, e riaccendono un tipo di anticlericalismo che credevamo sepolto da tempo (…). Ci si stupisce se la gente si allontana dalla pratica religiosa, ma questa immagine di una Chiesa cattolica faccendiera e armeggiona non può che allontanare!». Così un prete della provincia di Firenze, don Fabio Masi, lamenta in una pubblica omelia l’ingerenza della sua Chiesa nella vita politica. A Torino una lettera sottoscritta da cento personalità cittadine del mondo cattolico, tra cui alcuni preti, esprime turbamento «di fronte alle prese di posizione di autorevoli rappresentanti della Cei sulla progettata legge sui diritti di convivenza, e ad analoghi interventi negli ultimi anni. Non perché la gerarchia della Chiesa non abbia diritto di parola nel dibattito, ma perché quelle affermazioni sottraggono ai laici credenti una responsabilità che è loro propria».
Ma la critica non riguarda solo il metodo che utilizza la gerarchia nell’interferire pesantemente nelle questioni politiche, riguarda anche il contenuto teologico che veicola in qualità di « unica interprete del diritto naturale e della ragione naturale». La critica è profonda. Eccone un passaggio dagli accenti riformati: «la vita della Chiesa rifiorisce se ogni credente è valorizzato come responsabile nella vita della comunità ecclesiale e non è indotto a sentire la Chiesa soltanto come dispensatrice di direttive e di sacramenti». La lettera dei cento cattolici torinesi esprime un reale disagio. Speriamo che susciti un dibattito capace di ricondurre i temi etici nell’alveo ecclesiale frenando le penose crociate gerarchiche per mettere in riga la società.

Cito questi due esempi (ce ne sono mille altri) di critica interna al mondo cattolico sulla questione dei diritti dei conviventi – unioni di fatto che sono in costante aumento – per ragioni ecumeniche. La Carta ecumenica indica chiare regole del gioco. Primo punto: non ignorarsi a vicenda. Quello che fai tu, cattolico, o ortodosso, o protestante che sia, non è più affar tuo ma è anche affar nostro. Non godo della crisi che tu, chiesa diversa dalla mia, stai attraversando. E non guardo a essa con malcelata soddisfazione. Nessuna chiesa può porsi nei confronti dell’altra in una posizione di superiorità, quasi che una fosse l’alternativa secca all’altra. L’unica alternativa per le chiese è e rimane Gesù Cristo. Per questa ragione smettiamo di far finta di nulla e prendiamoci il tempo di discutere, a tutto campo, non solo di quello che ci unisce ma piuttosto di quello che ci divide.
Il mondo evangelico ha problemi seri al suo interno nel dialogo (quando c’è), specie su questioni etiche, nei confronti della sua crescente ala «evangelicale». Su tante questioni siamo spaccati. Abbiamo anche noi i nostri guai. Ma sia al nostro interno sia all’esterno, nel dialogo interconfessionale, è ora di affrontare i temi scottanti. L’ecumenismo non lo si illumina con le candele ma con la verità.

Tratto da Riforma del 30 marzo 2007








Sergio 03 aprile 2007 00:00
x Paolo e chiunque ne abbia voglia

Qualcuno mi spiega cosa si intende per &quot;oggettività morale&quot;?

Grazie
Gianni 03 aprile 2007 00:00
Tante belle parole come al solito caro INFORMATORE ma la realtà è un&#39;altra.
L'INFORMATORE 03 aprile 2007 00:00
FATE VOBIS!!
Questo è il documento originale tratto dal sito
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccatheduc/documents/rc_con_ccatheduc_doc_20051104_istruzione_it.html


CONGREGAZIONE PER L&#39;EDUCAZIONE CATTOLICA

Istruzione
della Congregazione per l&#39;Educazione Cattolica
circa i criteri di discernimento vocazionale
riguardo alle persone con tendenze omosessuali
in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri


Introduzione

In continuità con l&#39;insegnamento del Concilio Vaticano II e, in particolare, col decreto Optatam totius [1] sulla formazione sacerdotale, la Congregazione per l’Educazione Cattolica ha pubblicato diversi documenti per promuovere un&#39;adeguata formazione integrale dei futuri sacerdoti, offrendo orientamenti e norme precise circa suoi diversi aspetti[2]. Nel frattempo anche il Sinodo dei Vescovi del 1990 ha riflettuto sulla formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali, con l’intento di portare a compimento la dottrina conciliare su questo argomento e di renderla più esplicita ed incisiva nel mondo contemporaneo. In seguito a questo Sinodo, Giovanni Paolo II pubblicò l&#39;Esortazione apostolica post-sinodale Pastores dabo vobis [3].

Alla luce di questo ricco insegnamento, la presente Istruzione non intende soffermarsi su tutte le questioni di ordine affettivo o sessuale che richiedono un attento discernimento durante l&#39;intero periodo della formazione. Essa contiene norme circa una questione particolare, resa più urgente dalla situazione attuale, e cioè quella dell’ammissione o meno al Seminario e agli Ordini sacri dei candidati che hanno tendenze omosessuali profondamente radicate.


1. Maturità affettiva e paternità spirituale

Secondo la costante Tradizione della Chiesa, riceve validamente la sacra Ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile[4]. Per mezzo del sacramento dell’Ordine, lo Spirito Santo configura il candidato, ad un titolo nuovo e specifico, a Gesù Cristo: il sacerdote, infatti, rappresenta sacramentalmente Cristo, Capo, Pastore e Sposo della Chiesa[5]. A causa di questa configurazione a Cristo, tutta la vita del ministro sacro deve essere animata dal dono di tutta la sua persona alla Chiesa e da un&#39;autentica carità pastorale[6].

Il candidato al ministero ordinato, pertanto, deve raggiungere la maturità affettiva. Tale maturità lo renderà capace di porsi in una corretta relazione con uomini e donne, sviluppando in lui un vero senso della paternità spirituale nei confronti della comunità ecclesiale che gli sarà affidata[7].


2. L’omosessualità e il ministero ordinato

Dal Concilio Vaticano II ad oggi, diversi documenti del Magistero – e specialmente il Catechismo della Chiesa Cattolica – hanno confermato l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità. Il Catechismo distingue fra gli atti omosessuali e le tendenze omosessuali.

Riguardo agli atti, insegna che, nella Sacra Scrittura, essi vengono presentati come peccati gravi. La Tradizione li ha costantemente considerati come intrinsecamente immorali e contrari alla legge naturale. Essi, di conseguenza, non possono essere approvati in nessun caso.

Per quanto concerne le tendenze omosessuali profondamente radicate, che si riscontrano in un certo numero di uomini e donne, sono anch&#39;esse oggettivamente disordinate e sovente costituiscono, anche per loro, una prova. Tali persone devono essere accolte con rispetto e delicatezza; a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Esse sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita e a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare[8].

Alla luce di tale insegnamento, questo Dicastero, d&#39;intesa con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ritiene necessario affermare chiaramente che la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione[9], non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l&#39;omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay[10].

Le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall&#39;Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate.

Qualora, invece, si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l&#39;espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un&#39;adolescenza non ancora compiuta, esse devono comunque essere chiaramente superate almeno tre anni prima dell&#39;Ordinazione diaconale.


3. Il discernimento dell&#39;idoneità dei candidati da parte della Chiesa

Due sono gli aspetti indissociabili in ogni vocazione sacerdotale: il dono gratuito di Dio e la libertà responsabile dell’uomo. La vocazione è un dono della grazia divina, ricevuto tramite la Chiesa, nella Chiesa e per il servizio della Chiesa. Rispondendo alla chiamata di Dio, l’uomo si offre liberamente a Lui nell’amore[11]. Il solo desiderio di diventare sacerdote non è sufficiente e non esiste un diritto a ricevere la sacra Ordinazione. Compete alla Chiesa – nella sua responsabilità di definire i requisiti necessari per la ricezione dei Sacramenti istituiti da Cristo - discernere l&#39;idoneità di colui che desidera entrare nel Seminario[12], accompagnarlo durante gli anni della formazione e chiamarlo agli Ordini sacri, se sia giudicato in possesso delle qualità richieste[13].

La formazione del futuro sacerdote deve articolare, in una complementarità essenziale, le quattro dimensioni della formazione: umana, spirituale, intellettuale e pastorale[14]. In questo contesto, bisogna rilevare la particolare importanza della formazione umana, fondamento necessario di tutta la formazione[15]. Per ammettere un candidato all’Ordinazione diaconale, la Chiesa deve verificare, tra l&#39;altro, che sia stata raggiunta la maturità affettiva del candidato al sacerdozio[16].

La chiamata agli Ordini è responsabilità personale del Vescovo[17] o del Superiore Maggiore. Tenendo presente il parere di coloro ai quali hanno affidato la responsabilità della formazione, il Vescovo o il Superiore Maggiore, prima di ammettere all&#39;Ordinazione il candidato, devono pervenire ad un giudizio moralmente certo sulle sue qualità. Nel caso di un dubbio serio al riguardo, non devono ammetterlo all’Ordinazione[18].

Il discernimento della vocazione e della maturità del candidato è anche un grave compito del rettore e degli altri formatori del Seminario. Prima di ogni Ordinazione, il rettore deve esprimere un suo giudizio sulle qualità del candidato richieste dalla Chiesa[19].

Nel discernimento dell&#39;idoneità all’Ordinazione, spetta al direttore spirituale un compito importante. Pur essendo vincolato dal segreto, egli rappresenta la Chiesa nel foro interno. Nei colloqui con il candidato, il direttore spirituale deve segnatamente ricordare le esigenze della Chiesa circa la castità sacerdotale e la maturità affettiva specifica del sacerdote, nonché aiutarlo a discernere se abbia le qualità necessarie[20]. Egli ha l&#39;obbligo di valutare tutte le qualità della personalità ed accertarsi che il candidato non presenti disturbi sessuali incompatibili col sacerdozio. Se un candidato pratica l&#39;omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale, così come il suo confessore, hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l’Ordinazione.

Rimane inteso che il candidato stesso è il primo responsabile della propria formazione[21]. Egli deve offrirsi con fiducia al discernimento della Chiesa, del Vescovo che chiama agli Ordini, del rettore del Seminario, del direttore spirituale e degli altri educatori del Seminario ai quali il Vescovo o il Superiore Maggiore hanno affidato il compito di formare i futuri sacerdoti. Sarebbe gravemente disonesto che un candidato occultasse la propria omosessualità per accedere, nonostante tutto, all’Ordinazione. Un atteggiamento così inautentico non corrisponde allo spirito di verità, di lealtà e di disponibilità che deve caratterizzare la personalità di colui che ritiene di essere chiamato a servire Cristo e la sua Chiesa nel ministero sacerdotale.


Conclusione

Questa Congregazione ribadisce la necessità che i Vescovi, i Superiori Maggiori e tutti i responsabili interessati compiano un attento discernimento circa l&#39;idoneità dei candidati agli Ordini sacri, dall’ammissione nel Seminario fino all’Ordinazione. Questo discernimento deve essere fatto alla luce di una concezione del sacerdozio ministeriale in concordanza con l’insegnamento della Chiesa.

I Vescovi, le Conferenze Episcopali e i Superiori Maggiori vigilino perché le norme di questa Istruzione siano osservate fedelmente per il bene dei candidati stessi e per garantire sempre alla Chiesa dei sacerdoti idonei, veri pastori secondo il cuore di Cristo.



Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, in data 31 agosto 2005, ha approvato la presente Istruzione e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, il 4 novembre 2005, Memoria di S. Carlo Borromeo, Patrono dei Seminari.


Zenon Card. Grocholewski
Prefetto

+ J. Michael Miller, c.s.b.
Arciv. tit. di Vertara
Segretario



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[1] Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto sulla formazione sacerdotale Optatam totius (28 ottobre 1965): AAS 58 (1966), 713-727.

[2] Cfr. Congregazione per l’Educazione Cattolica, Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis (6 gennaio 1970; edizione nuova, 19 marzo 1985); L’insegnamento della filosofia nei Seminari (20 gennaio 1972); Orientamenti educativi per la formazione al celibato sacerdotale (11 aprile 1974); Insegnamento del Diritto Canonico per gli aspiranti al sacerdozio (2 aprile 1975); La formazione teologica dei futuri sacerdoti (22 febbraio 1976); Epistula circularis de formatione vocationum adultarum (14 luglio 1976); Istruzione sulla formazione liturgica nei Seminari (3 giugno 1979); Lettera circolare su alcuni aspetti più urgenti della formazione spirituale nei Seminari (6 gennaio 1980); Orientamenti educativi sull’amore umano – Lineamenti di educazione sessuale (1 novembre 1983); La Pastorale della mobilità umana nella formazione dei futuri sacerdoti (25 gennaio 1986); Orientamenti per la formazione dei futuri sacerdoti circa gli strumenti della comunicazione sociale (19 marzo 1986); Lettera circolare riguardante gli studi sulle Chiese Orientali (6 gennaio 1987); La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale (25 marzo 1988); Orientamenti per lo studio e l&#39;insegnamento della dottrina sociale della Chiesa nella formazione sacerdotale (30 dicembre 1988); Istruzione sullo studio dei Padri della Chiesa nella formazione sacerdotale (10 novembre 1989); Direttive sulla preparazione degli educatori nei Seminari (4 novembre 1993); Direttive sulla formazione dei seminaristi circa i problemi relativi al matrimonio ed alla famiglia (19 marzo 1995); Istruzione alle Conferenze Episcopali circa l&#39;ammissione in Seminario dei candidati provenienti da altri Seminari o Famiglie religiose (9 ottobre 1986 e 8 marzo 1996); Il periodo propedeutico (1 maggio 1998); Lettere circolari circa le norme canoniche relative alle irregolarità e agli impedimenti sia ad Ordines recipiendos, sia ad Ordines exercendos (27 luglio 1992 e 2 febbraio 1999).

[3] Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale Pastores dabo vobis (25 marzo 1992): AAS 84 (1992), 657-864.

[4] Cfr. C.I.C., can. 1024 e C.C.E.O., can. 754; Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis sull&#39;Ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini (22 maggio 1994): AAS 86 (1994), 545-548.

[5] Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto sul ministero e la vita dei presbiteri Presbyterorum ordinis (7 dicembre 1965), n. 2: AAS 58 (1966), 991-993; Pastores dabo vobis, n. 16: AAS 84 (1992), 681-682.

Riguardo alla configurazione a Cristo, Sposo della Chiesa, la Pastores dabo vobis afferma: “Il sacerdote è chiamato ad essere immagine viva di Gesù Cristo Sposo della Chiesa […]. È chiamato, pertanto, nella sua vita spirituale a rivivere l’amore di Cristo Sposo nei riguardi della Chiesa Sposa. La sua vita dev’essere illuminata e orientata anche da questo tratto sponsale, che gli chiede di essere testimone dell’amore sponsale di Cristo” (n. 22): AAS 84 (1992), 691.

[6] Cfr. Presbyterorum ordinis, n. 14: AAS 58 (1966), 1013-1014; Pastores dabo vobis, n. 23: AAS 84 (1992), 691-694.

[7] Cfr. Congregazione per il Clero, Direttorio Dives Ecclesiae per il ministero e la vita dei presbiteri (31 marzo 1994), n. 58.

[8] Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica (edizione tipica, 1997), nn. 2357-2358.

Cfr. anche i diversi documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede: Dichiarazione Persona humana su alcune questioni di etica sessuale (29 dicembre 1975); Lettera Homosexualitatis problema a tutti i Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1 ottobre 1986); Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali (23 luglio 1992); Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali (3 giugno 2003).

Riguardo all’inclinazione omosessuale, la Lettera Homosexualitatis problema afferma: “La particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé un peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata” (n. 3).

[9] Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica (edizione tipica, 1997), n. 2358; cfr. anche C.I.C., can. 208 e C.C.E.O., can. 11.

[10] Cfr. Congregazione per l’Educazione Cattolica, A memorandum to Bishops seeking advice in matters concerning homosexuality and candidates for admission to Seminary (9 luglio 1985); Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Lettera (16 maggio 2002): Notitiae 38 (2002), 586.

[11] Cfr. Pastores dabo vobis, nn. 35-36: AAS 84 (1992), 714-718.

[12] Cfr. C.I.C., can. 241, § 1: “Il Vescovo diocesano ammetta al seminario maggiore soltanto coloro che, sulla base delle loro doti umane e morali, spirituali e intellettuali, della loro salute fisica e psichica e della loro retta intenzione, sono ritenuti idonei a consacrarsi per sempre ai ministeri sacri” e C.C.E.O., can. 342, § 1.

[13] Cfr. Optatam totius, n. 6: AAS 58 (1966), 717. Cfr. anche C.I.C., can. 1029: “Siano promossi agli ordini soltanto quelli che, per prudente giudizio del Vescovo proprio o del Superiore maggiore competente, tenuto conto di tutte le circostanze, hanno fede integra, sono mossi da retta intenzione, posseggono la scienza debita, godono buona stima, sono di integri costumi e di provate virtù e sono dotati di tutte quelle altre qualità fisiche e psichiche congruenti con l’ordine che deve essere ricevuto” e C.C.E.O., can. 758.

Non chiamare agli Ordini colui che non ha le qualità richieste non è una ingiusta discriminazione: cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali.

[14] Cfr. Pastores dabo vobis, nn. 43-59: AAS 84 (1992), 731-762.

[15] Cfr. ibid., n. 43: “Il presbitero, chiamato ad essere immagine viva di Gesù Cristo Capo e Pastore della Chiesa, deve cercare di riflettere in sé, nella misura del possibile, quella perfezione umana che risplende nel Figlio di Dio fatto uomo e che traspare con singolare efficacia nei suoi atteggiamenti verso gli altri”: AAS 84 (1992), 732.

[16] Cfr. ibid., nn. 44 e 50: AAS 84 (1992), 733-736 e 746-748. Cfr. anche: Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Carta circular Entre las más delicadas a los Exc.mos y Rev.mos Señores Obispos diocesanos y demás Ordinarios canónicamente facultados para llamar a las Sagradas Ordenes, sobre Los escrutinios acerca de la idoneidad de los candidatos (10 novembre 1997): Notitiae 33 (1997), 495-506, particolarmente l’Allegato V.

[17] Cfr. Congregazione per i Vescovi, Direttorio per il Ministero pastorale dei Vescovi Apostolorum Successores (22 febbraio 2004), n. 88.

[18] Cfr. C.I.C., can. 1052, § 3: “Se […] il Vescovo per precise ragioni dubita che il candidato sia idoneo a ricevere gli ordini, non lo promuova”. Cfr. anche C.C.E.O., can. 770.

[19] Cfr. C.I.C., can. 1051: “Per quanto riguarda lo scrutinio circa le qualità richieste nell’ordinando […] vi sia l’attestato del rettore del seminario o della casa di formazione, sulle qualità per ricevere l’ordine, vale a dire la sua retta dottrina, la pietà genuina, i buoni costumi, l’attitudine ad esercitare il ministero; ed inoltre, dopo una diligente indagine, un documento sul suo stato di salute sia fisica sia psichica”.

[20] Cfr. Pastores dabo vobis, nn. 50 e 66: AAS 84 (1992), 746-748 e 772-774. Cfr. anche Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, n. 48.

[21] Cfr. Pastores dabo vobis, n. 69: AAS 84 (1992), 778.

paolo 03 aprile 2007 00:00
per Topesio,

Si, sono d&#39;accordo con te.
Addirittura il Berlusca mi pare abbia detto qualcosa del genere.
La Chiesa che io, personalmente, ho conosciuto mi ha sempre lasciato libero di sbagliare, pur dicendomi che a suo avviso stavo sbagliando.
I ragazzi omosessuali, le coppie di persone già divorziate reduci da precedenti matrimoni falliti che ho conosciuto in ambiente ecclesiale sono stati sempre trattati con amore e tenerezza. Capisco e son d&#39;accordo sul fatto che ci sono circostanze in cui questo non si verifica. La Chiesa è fatta di uomini... come ci può essere il politico onesto e quello disonesto..
Comunque, si... son d&#39;accordo con te.
Libertà alla Chiesa di esprimersi e alle singole coscienze di pensare con la propria testa.

Buona giornata.
PYMoretti 03 aprile 2007 00:00
Faccio presente che l&#39;attuale filtro anti-gay imposto recentemente dal papa e&#39; tutt&#39;altro che un divieto. E&#39; vietato entrare in seminario solo a &quot;certi&quot; gay, quelli che non riescono a controllare le proprie pulsioni...
Insomma, per dirla con il presidente della Conferenza episcopale Usa, mons. William S. Skylstad: &quot;Con la nuova direttiva del Vaticano sull&#39;omosessualita&#39;, uomini che sono persistentemente attratti da membri dello stesso sesso possono ancora divenire sacerdoti, basta che non siano &#39;consumati&#39; dal loro orientamento sessuale&quot;.
L'INFORMATORE 04 aprile 2007 00:00
A proposito di ipocrisia, Lucio Musto guardi che sono lo stesso che ha messo qui il documetno integrale del Vaticano dal titolo &quot;Istruzione
della Congregazione per l&#39;Educazione Cattolica
circa i criteri di discernimento vocazionale
riguardo alle persone con tendenze omosessuali
in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri&quot;. Che ne dice il raffinato uomo di mondo che si preoccupa della riuscita dei negroni?
Lucio Musto 04 aprile 2007 00:00
Niente.

Non dico niente.

Passo, leggo un testo che è ipocrita in se stesso, e pubblicamente lo faccio notare. Punto.

Come si dice adesso, &quot;niente di personale&quot;

Non so chi lei sia e non mi importa. Ma se Leggo &quot;Sterlitia&quot; capisco il famoso fiore a forma di uccellino usato spesso in composizioni di pregio.
Sergio 04 aprile 2007 00:00
Scusate, qualcuno mi spiega che cos&#39;è l&#39;oggettività morale di cui scrive Paolo?
Gianni 04 aprile 2007 00:00
Ma cristo non è mai esistito, almeno quello che una categoria di persone interessate gli ha fatto dire in documenti scritti anni e anni dopo la sua presunta esistenza.
Vi piace avere un idolo da adorare e una religione, uscita fuori da un miscuglio di cose scritte in centinaia di anni, buone solo per poveri pastori analfabeti o per disperati che avevano bisogno di credere in qualcosa che compensasse una vita piena di stenti, si un po di speranza dopo la morte.
Sono duemila anni che aspettate il ritorno di cristo sulla terra ed il giudizio universale per avere il giusto premio; continuerete ad aspettare invano poveri illusi.
Andrete tutti in paradiso voi credenti ed io all&#39;inferno, ma siccome non ci credo e non esiste, diventerò un po di terra se va bene, come voi del resto, malgrado tutta la vostra buon volontà di credere in qualcosa o in qualcuno che non esiste. Nessun premio avrete per la vostra vita esemplare, di cui ho dei dubbi, nel rispetto di dio di cristo della religione del catechismo , non andrete a continuare l&#39;altra esistenza tra santi e beati, poveri sciocchi.
Ma tutto quello che sto scrivendo è uno sfogo contro l&#39;oppressiva e continua ingerenza del vaticano per contrastare la necessità, per uno stato civile e democratico di darsi nuove leggi, di fronte ad una società che sta cambiando nei suoi comportamenti, che vuole più libertà, che non ha più timore di dimostrare la propria identità, che ha nuove esigenze.
Io sono contento che la chiesa si comporti in maniera così assolutista per difendere le proprie convinzioni, per me stupide, così accelera la sua agonia.
Tra poco ricominceranno a dire che la terra è al centro dell&#39;universo e voi poveri sciocchi ci dovrete credere pena la scomunica e non potrete più fare la comunione.
Una cosa è certa, tra il clero non ci sono pedofili non ci sono omosessuali, sono tutti casti e puri, sono tutti onesti generosi e si prodigano per il bene di tutti, ma per favore !!!
Gianni
Enrico Falcinelli 05 aprile 2007 00:00
La ringrazio, caro Yates Moretti, per la sua dritta sull&#39;ammissione dei &quot;gay&quot; presso i seminari.
Infatti questo dimostra esttamente quanto da me detto, e l&#39;onestà dell&#39;insegnamento della Chiesa che non ostracizza l&#39;omosessualità ma quello che l&#39;insegnamento cristiano fondamentale vieta.
Ricordi che per la Chiesa vale il principio secondo il quale si odia la malattia ma non il malato.
Probabilmente questo si sa, e lo sa anche lei, che giudico sia tutt&#39;altro che ignorante, nonostante la mia precedente invettiva.
Solo che non è possibile accettare l&#39;ipocrisia del negarlo, cosa che troverà sempre la giusta opposizione di coloro che vivendo nella Chiesa pongono le proprie forze per vivere secondo la giustizioa di Cristo.
Saluti.
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