Steven
12 aprile 2007 00:00
Le aziende sono più lineari, sanno che la pubblicità fa aumentare i consumi e per questo spendono.
Se la scienza non riesce a dimostrare questa evidenza fa un pessimo servizio alla società ed a se stessa facendo pensare a contenuti scientifici manipolati per chi sa quali interessi.
valentina
14 aprile 2007 00:00
la pubblicità magari non avrà un effetto diretto sul consumo di alcool.
ma sicuramente pubblicizzare qualcosa che è considerata una sostanza legalizzata fa percepire ai ragazzini e ai giovani che usare(e anche abusare)dell'alcool non è dannoso...
inoltre se non ci fosse un guadagno nel pubblicizzare l'alcool le aziende produttrici non butterebbero tutti quei soldi in pubblicità. e non dimentichiamo che spesso l'alcool viene pubblicizzato utilizzando riferimenti al sesso facile...che è un tutto dire!!! io son contenta del divieto di pubblicizzare l'alcool
davide IT
17 aprile 2007 00:00
Io sarò contento solo quando, sulle etichette degli alcolici (e sui bicchieri dei bar & C) si sarà il 50% della superficie occupata da una scritta "L'alcool uccide" tipo sigarette. Questa è una pubblicità che manca! possibile che nessuno ci pensi?
rosanna del noce
11 luglio 2007 00:00
Concordo con la vostra analisi. Da diversi anni mi occupo di patologie alcolcorrelate e sinceramente la politica proibizionista non serve a nulla, è semplicemente uno slogan con cui si vuole far intendere che il governo sta adottando delle strategie!!! L'alcolismo è un problema che affligge il 5% della popolazione e non esiste ancora un vero allarme sociale e neppure un serio programma di intervento e trattamento, le poche strutture di alcologia non hanno mezzi economici e numero di operatori adeguati alla notevole richiesta di aiuto. Se si pensa di risolvere il problema ALCOL con il divieto parziale della pubblicità, sicuramente i produttori di alcol finanzieranno la produzione di film o eventi da destinare al target degli adolescenti! Il problema alcol è qualcosa di molto più serio che richiede maggiore competenza. Forse dovremmo rendere i nostri ragazzi più consapevoli di essere bersaglio di una comunicazione in cui la parola alcol è associata al divertimento o alle stragi del weekend. E all'interno di questi messaggi "opposti" è difficile comprendere che esiste un bere sociale senza rischi, e l'alcol continuerà "stranamente" ad essere associato al divertimento che purtroppo a volte si traduce in un'alterazione che può causare stragi non solo del sabato sera.
Dott.ssa Rosanna Del Noce
Associazione AlcolZeroAbuso
ELISA
21 marzo 2008 00:00
Questa cosa dimostra la miopia dei nostri politici. Secondo mè per cercare di tenere sotto controllo il fenomeno alcool/giovani è inutile proibire la somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 di notte, perchè uno ha la possibilità di rifornirsi negli autogrill o negli ipermercati. Piuttosto converrebbe fare una legge come in Australia in cui gli alcolici non li trovi nei supermercati e nei Pub vogliono vedere un documento prima di servirti da bere. Il problema è che qui in Italia i baristi dei Pub servono superalcolici anche ai minorenni senza troppi problemi. Io per mia fortuna ho avuto i miei genitori che alla sera fino al compimento del 18esimo anno mi hanno tenuto in casa. Invece spesso si vedono minorenni che a notte fonda sono ancora fuori casa. Dove sono i genitori ?
Mario
22 marzo 2008 00:00
ma che dite? nessuno fa pubblicità dicendo di abusare dell'alcol!
anzi, diverse aziende hanno fatto campagne di sensibilizzazione per "non abusare".
se poi la gente nel cervello ha il liquame non è colpa di chi vende l'alcol ma dell'ambiente in cui è cresciuto quel qualuno, dei valori che gli sono stati trasmessi.