falio
27 giugno 2010 17:39
Il passaggio da un istituto di ricerca all'altro può determinare diverse metodologie nel raccogliere ed elaborare i dati.Qui il problema è ,però, che i dati non vengano strumentalizzati,come sempre ,dalla politica ,che se ne appropria a fini di auto celebrazione (e negli ultimi anni accade sempre più spesso).Io ,che lavoro come medico su un distretto sanitario e mi occupo di tossicodipendenze ,non ho notato alcune flessione. Certo che se davvero i dati fossero "gonfiati,sarebbe una tragedia perchè giustificherebbe i politici as impiegare minori investimenti nella prevenzione e nella cura .Il che sarebbe in armonia con questo periodo in cui ci viene detto che bisogna tagliare dappertutto.Ciao.
marco25g
01 luglio 2010 01:26
Gonfiare i dati sul consumo di stupefacenti è semplicissimo.
Se viene usato per la cocaina il metodo del test delle analisi sulle acque reflue, è sufficiente raccogliere i campioni di acqua dopo una pioggia abbondante per diluire i risultati, oppure al contrario un periodo secco o di bassi consumi, di acqua "notte e periodi di ferie nelle città" per aumentarlo.
Questi test sono una barzelletta, "che non fa ridere!"